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Prendersi cura di un uccello: richiede tempo!

Il minimo che puoi fare è assicurargli una buona igiene. Quando sta bene, il tuo uccello è contento e trascorre molto tempo a prendersi cura del suo piumaggio: questo aspetto può quindi servirti da indicatore del suo stato di salute.

Prendersi cura di un uccello
© Getty Images

Parassiti e batteri non aspettano altro che proliferare sul tuo uccello. E la situazione è addirittura peggiore in una gabbia sporca, troppo piccola o sovrappopolata, perché la promiscuità favorisce lo sviluppo di questi nemici. Ma l'igiene non è tutto: devi passare del tempo in compagnia del tuo uccello, a maggior ragione se è solo, perché potrebbe ammalarsi di noia. E se poi desideri insegnargli a parlare, fai più tentativi al giorno e, soprattutto, armati di tanta pazienza…

Niente scuse con l'igiene!

L'acqua dell'abbeveratoio, i semi delle mangiatoie, la frutta e la verdura devono essere cambiati tutti i giorni. Il fondo per gabbia estraibile va lavato tutti i giorni in acqua calda con un detergente per piatti (fai attenzione a sciacquarlo bene). Per pulire tutta la gabbia, dedicati a questa operazione una volta alla settimana, rimuovendo gli escrementi ovunque si trovano (inclusi i trespoli).

A modo suo il tuo uccello ti dà una mano occupandosi della sua pulizia. Certamente ha a disposizione la vaschetta per bagno riempita di acqua tiepida, ma è soprattutto il becco che gli serve da "pettine" e con il quale svolge gran parte del lavoro: dopo averlo imbevuto di sebo secreto da una ghiandola vicino alla coda, se ne serve per lisciarsi perfettamente le piume. Al di là dell'aspetto estetico, questa pratica è molto utile perché gli consente di eliminare un certo numero di parassiti. Inoltre, alcuni uccelli grattano il becco su una superficie ruvida o con la zampa, eliminando in questo modo i batteri.

Alla fine, sono soprattutto le unghie per cui l'uccello avrà bisogno del tuo aiuto: infatti, in un uccello mantenuto in cattività le unghie non si usurano abbastanza. Quando diventano troppo lunghe bisogna tagliarle utilizzando apposite forbicine in vendita presso i negozi di animali. Per eseguire correttamente il taglio, non bisogna mai superare l'equivalente di un semicerchio (ad esempio, se immaginiamo che l'unghia sia appoggiata sul quadrante di un orologio, con la parte superiore del dito posizionata sulle 12, significa che il taglio non deve superare le 6). La prima volta chiedi di occuparsene al tuo veterinario per vedere come procedere. Lo stesso dicasi per il taglio del becco di alcune cocorite, pratica da eseguire prima che arrivino a non nutrirsi più: meglio affidare questa operazione ancora più delicata a un professionista.

I segnali per una visita dal veterinario

Tutto cambia molto rapidamente in un uccello: non puoi quindi permetterti di aspettare se noti che il tuo piccolo amico presenta uno di questi sintomi: se rimane immobile, ha le piume arruffate, trema e tiene gli occhi chiusi. Fai attenzione anche se presenta scoli abbondanti (secrezioni che colano dal becco) o problemi respiratori (ritmo accelerato). Se fa fatica ad appollaiarsi sul trespolo o a spostarsi, se è sporco di sangue o di escrementi, se il becco e le zampe sono deformati o presentano squame. Se ha punti del corpo privi di piume, se non tocca cibo o se gli escrementi che produce sono liquidi o assenti, portalo subito dal veterinario. In caso contrario, l'epilogo potrebbe essere drammatico…

 

Nathalie Szapiro

 

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07/06/2011
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