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La giusta alimentazione del gatto

Un gatto che non trova cibo a suo piacimento può sviluppare disturbi del comportamento. E se fai economia sulla qualità dei suoi pasti, rischia di essere più esposto alle malattie, per cui finiresti per non guadagnarci nulla. Allora, meglio partire con il piede giusto!

Alimentazione del gatto
© Getty Images

Si dice che i gatti sono difficili. Il termine "schizzinoso" è quello che si addice meglio! Infatti, un gatto non toccherà mai del cibo che non gli sembra fresco. Allo stesso modo, eviterà di avvicinarsi alla sua ciotola se è troppo vicina alla lettiera. Infine, poiché la plastica sprigiona molecole che risultano ripugnanti a certi gatti, meglio optare per una ciotola in vetro o in porcellana (perfettamente pulita e risciacquata), soprattutto non troppo profonda perché il tuo nuovo amico vuole poter spiare tutto ciò che accade intorno a lui mentre mangia. Lo stesso vale per l'acqua, da lasciargli a disposizione 24 ore su 24, cambiandola 2 volte al giorno.

Gatto: scatolette o crocchette?

In realtà, non è tanto la presentazione che conta, ma la qualità dei nutrienti. Prediligi quelli di alta qualità, in vendita presso i negozi specializzati e dai veterinari, perché le proteine apportate sono veri pezzi di carne o di pesce selezionati e non pezzi di tendini ritenuti non adeguati al consumo degli umani. Siccome un gatto deve poter avere accesso al cibo 24 ore su 24 (adora spizzicare), le crocchette sono particolarmente pratiche.

Tuttavia, nulla vieta, se ci tieni veramente, di offrirgli una scatoletta (stessa marca, stesso tipo), ad esempio la mattina, e crocchette a volontà il resto della giornata. Dargli da mangiare solo scatolette facendo rimanere il paté nella ciotola è più complicato, perché dopo qualche ora rischi di impestare di cattivo odore tutta la casa, soprattutto in estate! Questo rischio è tanto maggiore quanto più un gatto detesta che gli si serva un pasto ghiacciato: lo vuole tiepido o a temperatura ambiente, altrimenti crede di avere a che fare con un cadavere e si rifiuta chiaramente di toccarlo.

Alimentazione del gatto: non inventare

Credendo di fare la cosa giusta, molti proprietari cambiano spesso il menù del loro animale per timore che possa trovare i suoi pasti troppo monotoni. Ma, a parte il fatto di cambiare eventualmente il gusto, mantenendo la stessa marca e la stessa gamma, questa fantasia è del tutto inutile. Non solo inutile ma anche nefasta perché il gatto possiede un equipaggiamento enzimatico necessario per digerire i pasti abituali, ma non necessariamente i nuovi alimenti che desideri inserire nella sua dieta. Cambiando le sue abitudini alimentari rischi soprattutto di provocargli disturbi digestivi (in particolare diarree). Per la stessa ragione, non dargli gli avanzi dei tuoi pasti: il gatto, proprio come il cane, non è la pattumiera di casa.

Infine, se gli cambi il cibo non appena finge un disinteresse, capirà presto il gioco e farà il difficile nella speranza di ottenere sempre qualcosa di meglio. Altra buona ragione per trovargli un alimento che sia adatto a lui, tenendo conto dell'età, del suo stato di salute e chiedendo consiglio al veterinario, senza più variare!

 

Nathalie Szapiro

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07/06/2011
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