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Piccole attenzioni da riservare a un gatto malato

Diversamente dal cane che assume presto un'aria abbattuta e rimane nascosto nel suo cantuccio quando non è in forma, un gatto malato è in grado di nascondere per molto tempo alle persone con cui vive i piccoli disturbi che lo affliggono. Sta quindi a te raddoppiare il controllo e carpire la minima anomalia…

Piccole attenzioni per un gatto malato
© Getty Images

Una ciotola che si svuota più lentamente, una lettiera disertata in modo anomalo, un gatto meno giocherellone del solito, completamente nascosto sotto un mobile, che dorme tutto il giorno, che trascura di farsi la toeletta, tutto questo non lascia presagire nulla di buono! Tuttavia, è fuori discussione somministrargli il benché minimo farmaco umano come automedicazione: una semplice compressa di paracetamolo, nonostante sia ben tollerata da un bambino, potrebbe ucciderlo.

Affidati al termometro

Piuttosto che fidarti della freschezza del suo naso, che non dice poi molto, misuragli la temperatura al minimo cambiamento di comportamento senza un motivo evidente. Per farlo, avvolgilo in un grande asciugamano, ungi l'estremità del termometro con un po' di vaselina, sollevagli la coda e inserisci il termometro nell'ano, per una lunghezza di 2 centimetri. È indolore, ma è ancora più facile se hai abituato il gatto a questa manipolazione fin da piccolo. La temperatura normale di un gatto è leggermente superiore alla nostra, tra 38 e 39°C. Al di sopra di 39,5°C, è sicuramente febbre, per cui è necessaria una rapida visita dal veterinario.

Lo stesso dicasi se il gatto manifesta un comportamento strano, ad esempio girare intorno alla lettiera senza farci i bisogni: forse è il suo modo per dirti che ha molto dolore quando urina, ad esempio per un calcolo renale. Qualunque sia il motivo della visita dal veterinario, chiudi il gatto nel suo trasportino perché, arrivati nella sala d'attesa dell'ambulatorio, non abbia da spaventarsi a morte incrociando un cane troppo aggressivo.

Gioca d'astuzia per somministrargli i farmaci

Dopo aver consultato il veterinario la situazione non è comunque risolta: ora bisogna cercare di fargli prendere le medicine. Non si può certo dire che in questo ambito i gatti ce la mettano proprio tutta. Ma, dal canto loro, le industrie farmaceutiche non smettono di concentrare i loro farmaci, rendendoli sempre più piccoli e dotandoli di un'azione maggiormente prolungata per ridurre la frequenza delle assunzioni.

Nel caso di un farmaco in soluzione liquida, utilizza una siringa senza ago per infilargli delicatamente il liquido nella gola, di lato, davanti ai molari. Per somministrargli una compressa, piegagli leggermente la testa all'indietro tirando le commessure labiali (angolo della bocca) in modo che socchiuda la bocca, poi metti la compressa sulla lingua e mantienigli la bocca chiusa fino a quando si lecca il naso. In caso di grande difficoltà, cerca di camuffare la pillola all'interno di un'oliva denocciolata, perché i gatti ne vanno ghiotti, o nel suo cibo preferito, se è adatto all'uso, come un pezzo di pesce. In caso di riuscita e se la buona condizione di salute lo permette, dagli una ghiottoneria perché non se ne scappi la prossima volta che lo chiami. Se poi non riesci a concludere qualcosa, chiama di nuovo il veterinario per vedere insieme a lui se esiste un altro farmaco altrettanto efficace da somministrargli, ma in un'altra forma.

 

Nathalie Szapiro

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07/06/2011
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