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La displasia dell’anca negli animali

La displasia dell’anca è una malformazione che consiste in un’asimmetria più o meno grave della testa del femore rispetto alla sua cavità, l’acetabolo, a causa di un rilassamento del legamento che li tiene uniti. La malattia evolve più o meno rapidamente in un’artrosi dolorosa e invalidante.

La displasia dell’anca negli animali
© Getty Images

Sintomi della displasia dell’anca nel cane e nel gatto

I sintomi della displasia sono zoppia, difficoltà a saltare e salire le scale e ad alzarsi. Verso i 10 mesi la zoppia si nota soprattutto al mattino "a freddo". L'artrosi viene diagnosticata con una radiografia a partire dai 12-12 mesi, nelle razze più grandi. Vengono individuati vari gradi di gravità, riuniti in una classifica ufficiale:

• Classe A: nessun segno di displasia

• Classe B: anche quasi nella norma

• Classe C: displasia leggera

• Classe D: displasia media

• Classe E: displasia grave

Cause della displasia all’anca nel cane

Anche se senza dubbio la displasia nella maggioranza dei casi è ereditaria, vi sono altri fattori coinvolti: lo stile di vita ha un impatto molto significativo sia sulla comparsa sia sull’evoluzione della malattia. È quindi importante non esagerare con l'esercizio fisico durante il periodo di crescita del cucciolo; anche l’alimentazione è un fattore di rischio, in particolare in caso di eccesso di calcio o di un’alimentazione troppo ricca. È inoltre necessario evitare di far passare il cane sul terreno scivoloso, possibile causa di cadute che possono provocare delle deformazioni articolari irreversibili.

Cura e prevenzione della displasia dell'anca negli animali

Il trattamento della displasia può essere farmacologico o chirurgico: la somministrazione di antinfiammatori permette nelle fasi iniziali di alleviare il dolore provocato dall’artrosi. La decisione a favore dell’intervento chirurgico viene presa generalmente in funzione dell’età del cane e dell’estensione della patologia; possono essere utilizzate varie tecniche: le più diffuse sono l’ablazione della testa del femore e la protesi dell’anca (quest’ultima procedura è la più costosa).

La prevenzione può essere attuata a tre livelli:

• Dato che si tratta di una malattia essenzialmente ereditaria, è necessario un controllo rigoroso delle anche degli animali riproduttori e dei loro ascendenti. Sono i club a decidere, per ogni razza, fino a quale stadio radiografico è possibile ammettere un cane in classe A e quindi autorizzarlo alla procreazione; gli altri sono esclusi dalla riproduzione;

• Un’alimentazione mirata e ben equilibrata è in grado di favorire il mantenimento del peso normale del cane;

• Vengono ridotti gli esercizi che causano degli sforzi eccessivi, soprattutto durante la fase della crescita.

Dr Alain Fournier, medico veterinario

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23/07/2013
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