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Malattie del gatto: la FIV

La FIV, ancora oggi chiamata "AIDS felino", è una malattia virale contagiosa. Benché l’agente responsabile sia molto simile a quello dell’AIDS umano, non è assolutamente trasmissibile all’uomo.

La FIV
© Getty Images

In conseguenza della via di trasmissione, i gatti interi sono molto più esposti dei loro congeneri castrati.

Sintomi dell’AIDS felino

Il periodo di incubazione può durare diversi mesi, durante i quali il gatto non avverte alcun sintomo ma risulta contagioso per i suoi simili. Questa malattia provoca una disfunzione del sistema immunitario, ovvero i globuli bianchi non sono in grado di difendere correttamente l’organismo. La prima fase della malattia è caratterizzata da un aumento della temperatura e del volume dei linfonodi. Questo periodo dura in genere da due a tre mesi e al termine il gatto sembra guarito; il virus, tuttavia, è ancora presente nell’organismo e ovviamente può contaminare un congenere per molti anni. In seguito inizia la seconda fase, caratterizzata da un nuovo aumento di volume dei linfonodi. A questo punto il sistema immunitario è notevolmente indebolito: il gatto smette di mangiare e dimagrisce rapidamente, compaiono delle infezioni alla bocca (gengivite infettiva), agli occhi, al naso (perdite muco-purulente) e sulla pelle. Si possono inoltre osservare vomito e diarrea; la morte è ineluttabile.

Cause dell’AIDS felino

Il virus responsabile della FIV è un retrovirus, e la contaminazione avviene per contatto diretto tra un gatto malato e un individuo sano, attraverso la saliva o dei morsi (litigi per la difesa del territorio), delle leccate o dei rapporti sessuali in caso di accoppiamento con le femmine. Il virus può inoltre essere presente nel latte materno e contaminare i gattini fin dalla nascita.

Trattamenti e prevenzione dell’AIDS felino

Una volta che la malattia risulta conclamata, i sintomi possono essere alleviati da trattamenti molto pesanti a base di antibiotici e corticosteroidi, ma la prognosi è sempre infausta. Attualmente, inoltre, non esistono vaccini contro la FIV.

Il test è obbligatorio per tutti i gatti che devono essere presentati alle mostre e per quelli destinati alla riproduzione. Tuttavia va ricordato che il test per rilevare gli anticorpi prodotti contro la FIV non è infallibile: in alcuni esemplari portatori del virus è possibile che il test risulti negativo, e ciò può avvenire anche molti mesi dopo il contagio. È per questo che non basta limitarsi un test se il risultato è negativo, ma per essere sicuri che l’animale non sia portatore è necessario ripeterlo due o tre volte a distanza di vari mesi.

Dottor Alain Fournier, medico veterinario

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23/07/2013

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