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Le malattie degli animali: la rabbia

La rabbia è una malattia virale comune a tutti i mammiferi, e una volta diagnosticata è sempre mortale. Il fatto che questa malattia sia trasmissibile all’uomo (si parla infatti di zoonosi) ha reso necessaria una serie di norme severe riguardo sulla vaccinazione e sul transito dei carnivori domestici, nonché sulla sorveglianza sanitaria degli animali che mordono.

La rabbia e gli animali
© Getty Images

Sintomi della rabbia

I sintomi rilevati dipendono dal fatto che la malattia colpisce il cervello; dopo un periodo di incubazione che va da qualche giorno a un mese, la malattia può assumere due forme nel cane:

• La forma paralitica esordisce, come indica il suo stesso nome, da una paralisi delle zampe posteriori, delle mascelle e della faringe: il cane non riesce a mordere e ad abbaiare e saliva abbondantemente, perché non riesce più a deglutire. La morte sopraggiunge 2-3 giorni dopo la comparsa dei sintomi;

• La forma furiosa insorge con delle alterazioni del comportamento, in misura progressiva: l’animale p triste, sembra non stare bene da nessuna parte, si accuccia e poi si rialza subito… In seguito compaiono violenti e incessanti pruriti, accompagnati da fenomeni allucinatori e abbaiamenti o ululati. Nella fase terminale il cane si attacca a tutto ciò che compare a portata di denti, morde chiunque e qualunque cosa, senza motivo. La forma furiosa evolve infine in quella paralitica sopra descritta, e la morta sopraggiunge 4-5 giorni dopo l’esordio dei sintomi.

Le cause della rabbia

È la saliva dell’animale infettato a contenere l’agente infettivo, rappresentando quindi il fattore di contaminazione: è per questo motivo che la malattia si trasmette essenzialmente attraverso un morso o anche attraverso il contatto tra una lesione (ad esempio un graffio) e della saliva infetta. La saliva di un cane colpito dalla rabbia può infatti contenere il virus e trasmettere quindi la malattia prima di manifestare qualunque sintomo.

Trattamenti e prevenzione della rabbia

Poiché una volta che la malattia si è manifestata non esiste alcuna possibilità di trattamento, la malattia è mortale in tutti i casi: è quindi indispensabile puntare sulla prevenzione. È per questo che la legislazione contro la rabbia è molto rigida, non solo riguardo alla vaccinazione ma anche alla sorveglianza degli animali che mordono.

Contro la rabbia esiste un vaccino efficace, che può essere somministrato al cucciolo a partire dall’età di 3 mesi: viene iniettato il primo anno, e la sua efficacia è garantita da un richiamo annuale. Perché la vaccinazione sia legalmente valida, l’intervallo tra due iniezioni non deve superare l’anno esatto. Quando viene effettuata la prima vaccinazione, l’animale viene considerato vaccinato solo dopo un mese dall’iniezione.

Dr Alain Fournier, medico veterinario

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23/07/2013
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