Digiunare o non digiunare? Questo è il problema…
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Diverse religioni sostengono i benefici effetti del digiuno per l’anima, ma da un po’ di tempo sembra che anche la scienza abbia cominciato ad apprezzare l’idea di una periodica (e prudente) astensione dal cibo. Addirittura nel corso dell’annuale sessione scientifica dell’American College of Cardiology, tenutasi a New Orleans, è stata presentata una ricerca condotta da un gruppo di cardiologi dell’Intermountain Medical Center Heart Institute di Murray, nello Utah, secondo cui rinunciare ogni tanto al cibo fa bene al cuore visto che riduce il peso, aumenta i livelli di colesterolo buono e fa scendere zuccheri e trigliceridi nel sangue, proteggendo quindi anche dal diabete. Lo studio, prosecuzione del precedente Intermountain Healthcare Study avviato nel 2007, oltre a confermare l’effetto positivo del digiuno periodico sulla riduzione del rischio di malattia coronarica, aggiunge quindi prove a sostegno di nuovi benefici, anche se, lo ha ammesso lo stesso coordinatore della ricerca Benjamin D. Horne, direttore di epidemiologia cardiovascolare e genetica dell'Intermountain Medical Center Heart Institute, resta da capire se il digiuno è “terapeutico” in sé o se i risultati sono dovuti al fatto che in genere lo pratica chi è incline a stili di vita più sani. Bisognerà però tenere in considerazione anche gli effetti sull’umore di tale pratica, visto che più o meno negli stessi giorni è stata pubblicata sul Journal of Consumer Research un’altra ricerca, condotta da David Gal della Northwestern University di Chicago e Wendy Liu dell’Università della California a San Diego, che mette in relazione dieta e stress. Dai test condotti da questi due studiosi è infatti emerso che le persone costrette a un’alimentazione controllata sfogano poi le proprie frustrazioni nella visione di filmati forti o violenti e apprezzano più degli altri le pubblicità che cercano di scatenare la rabbia. Non solo, coloro che utilizzano prodotti dietetici speciali (tipo le barrette ipocaloriche per intenderci) sarebbero anche piuttosto intolleranti nei confronti di messaggi pubblicitari che utilizzano un linguaggio costrittivo, ossia con parole del tipo “si dovrebbe” o “è necessario”. Beh, mi sembra che questa ricerca non faccia che confermare ciò cui assistiamo quotidianamente quando un nostro familiare, amico o collega intraprende una dieta ipocalorica: l’effetto collaterale più comune è una maggiore suscettibilità (per dirla con un eufemismo). Forse un giorno di digiuno ogni tanto farà bene alla salute, ma ci converrà scegliere di trascorrere la giornata in solitudine se non vogliamo mettere a rischio le nostre relazioni sociali!
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