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Estate in città: istruzioni per l'uso

C’è chi parte e c’è chi resta, c’è chi le ha già fatte e chi le farà... Non per tutti, infatti, è tempo di vacanze. Per coloro che rimangono in città, anziani ma anche bambini e malati, l’estate può essere un incubo. Ecco, allora, una piccola guida di consigli per chi resta in città.

Estate in città: istruzioni per l'uso
© Getty Images

Estate è sinonimo di mare, spiaggia, ombrelloni e abbronzatura...Ma, per milioni di persone, per dovere o per necessità, questa stagione è sinonimo di città deserte, asfalto rovente, saracinesche abbassate e, soprattutto, afa. Anziani, bambini e malati sono, senza dubbio, le categorie più vulnerabili nelle torride giornate estive. Dietro l’angolo, infatti, si nasconde un temibile “nemico”: il colpo di calore.

Come difendersi dal caldo in città?

Ecco una manciata di consigli utili per “sopravvivere” all’afa nelle grandi città:

bere, bere e ancora bere, almeno, 10 - 12 bicchieri d’acqua al giorno. Ricordiamoci, però, che anche tè, spremute, succhi di frutta e gelati possono essere ottimi alleati per combattere la disidratazione;

  • ventilare gli ambienti in cui si soggiorna per ridurre al minimo l’umidità;
  • attenzione all’aria condizionata;
  • indossare, all’aperto, abiti in cotone che favoriscono la naturale traspirazione e un cappello;
  • uscire solo nelle ore più fresche della giornata: dalle 7 alle 10 e dopo le 18;
  • approfittare della frescura offerta dagli alberi e dalle fontane nei parchi cittadini;
  • fare frequenti bagni e docce fresche;
  • seguire un’alimentazione leggera e evitare di assumere bevande alcoliche.

Ma che cos’è il colpo di calore?

Il nostro corpo “funziona”, con la massima efficienza, a 37 gradi. Un’atmosfera calda e umida, quindi, ostacola la traspirazione impedendo il raffreddamento del nostro organismo. Un’ eccessiva esposizione al calore intenso e, la conseguente, alterazione dei meccanismi di termoregolazione provoca il surriscaldamento del corpo fino a limiti pericolosi. Il colpo di calore è indotto, soprattutto, da prolungata esposizione al sole in caso di temperature elevate. E’ più probabile in condizioni climatiche di elevata umidità perché, quest’ultima, riduce la capacità dell’organismo di raffreddarsi attraverso l’evaporazione del sudore. Gli anziani e i bambini hanno un sistema di termoregolazione meno efficiente e minore capacità di adattamento all’aumento delle temperature. Inoltre, queste categorie, hanno meno stimolo alla sete e sono, di conseguenza, più esposte alla disidratazione.

Quali sono i sintomi di un colpo di calore?

Il colpo di calore è, in genere, preceduto da una serie di sintomi: debolezza, sete, sudorazione fredda, pallore, svenimento. Tuttavia, però, questi sintomi mutano man mano che la situazione si aggrava. La sudorazione, infatti, si riduce in modo notevole e, spesso, cessa completamente. La pelle diventa arrossata, secca e calda mentre il polso è rapido e debole. La temperatura corporea, in casi gravi, può raggiungere i 41, 5 gradi.

Come intervenire in caso di colpo di calore?

1) Portate l’infortunato in un luogo fresco e, possibilmente, ombreggiato. Toglietegli gli indumenti. Ponetelo in posizione semisdraiata sostenendo, per esempio con dei cuscini, testa e spalle.

2) Avvolgete il corpo con un lenzuolo umido che dovrete mantenere, costantemente, bagnato. Oppure eseguite continue spugnature con acqua fredda. Aumentate il raffreddamento con un ventaglio, un giornale o un ventilatore. Continuate le manovre di pronto soccorso finchè il corpo non risulti fresco al tatto o finchè la temperatura scenda a 38, 3 gradi. Somministrate una soluzione salina - mezzo cucchiaino di sale in un litro di acqua - fino all’arrivo del medico.

Se è vero che il bicchiere può essere mezzo pieno o mezzo vuoto ricordate, però, che l’estate in città può essere un modo per scoprire angoli nascosti delle nostre metropoli, visitare chiese e musei, godere del silenzio di strade senza traffico, passeggiare senza fretta, andare al cinema o a un concerto. Quindi a tutti coloro che restano in città... Guardate il bicchiere mezzo pieno!

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30/07/2015

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