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Quoziente intellettivo: in estate è più basso

Mare, sole, vacanze e relax: ecco il bello dell’estate, la stagione che tutti aspettano con impazienza per tutto l’anno. Purtroppo, però, c’è un piccolo inconveniente da tenere in considerazione che potrebbe compromettere il meritato riposo estivo. Scopri come il caldo influenza l’intelligenza e mettiti al riparo dal solleone!

Il QI in estate cambia
© Getty Images

Sole, caldo e QI

Finalmente arriva la bella stagione: via i maglioni di lana pesanti e i calzettoni lunghi per tenere calde le gambe, è tempo di mare, sole e relax! Se non fosse che dall’Inghilterra arriva una notizia in grado di freddare i bollenti spiriti: il celebre quotidiano Daily Telegraph ha reso pubblica la notizia di una ricerca tedesca che mette in guardia sui rischi del caldo estivo.

Il ricercatore Siegfried Lehrl, docente di psicologia presso l’università di Erlangen-Nürnberg e illustre autore di numerosi studi, ne ha condotto uno in cui ha tenuto sotto controllo i livelli di intelligenza del campione di persone considerato, rivelando che l’alta temperatura, il sole e il troppo relax compromettono il punteggio del QI.

La ricerca sulla relazione tra estate e intelligenza

Tutti gli elementi caratteristici della bella stagione, quelli più amati, come sole, caldo e tintarella, sono capaci di disidratare i lobi frontali del cervello e, di conseguenza, di abbassare di circa 10 punti il livello di intelligenza dell’individuo in vacanza. Inoltre, a peggiorare le cose, ci si mette il riposo: secondo il Dottor Siegfried Lehrl, la poca attività cerebrale della settimana al mare, caratterizzata solo dal dilemma “Crema solare o olio abbronzante?”, rallenta i neuroni, primi responsabili del trasporto degli impulsi elettrici del cervello. Ne consegue che il punteggio del quoziente intellettivo può addirittura calare di altri 10 punti, per un totale di 20, dopo sole due settimane di vacanza.

Le conseguenze di tale fenomeno sono molteplici: il Dottor Siegfried Lehrl elenca diversi problemi cognitivi, come dei piccoli ritardi nei ragionamenti logici, difficoltà linguistiche e disturbi (lievi) della personalità. Infatti, abbandonarsi al relax totale diminuisce l’apporto di ossigeno al cervello e inibisce il ritorno alla normale produttività sul lavoro, cosa che diventa comprensibilmente complicata.

Le conseguenze dell’estate sul QI

La perdita di intelligenza non deve però mettere in allarme tutti coloro che già pregustano una vacanza all’insegna della tintarella e delle notti brave (pare che anche l’eccesso di alcool possa far calare di qualche punto il QI): il Dottor Siegfried Lehrl rassicura il mondo confermando che gli effetti negativi dell’estate scompaiono nel giro di qualche giorno e non lasciano strascichi nemmeno se le ferie si sono protratte per tutto il mese d’agosto.

Nonostante questo, viene naturale chiedersi in che modo si possa evitare di perdere colpi una volta rientrati in ufficio. In realtà, bastano pochi accorgimenti per mantenere in allenamento i neuroni: tra un bagno di sole e un tuffo in mare, leggi un libro (da preferire alle riviste di gossip) oppure risolvi un cruciverba, un rebus e invita qualche amico a fare un gioco da tavolo quando siete al bar per il caffè. In questo modo non staccherai completamente la spina che alimenta il cervello ma fai attenzione, perché la mente, così come il corpo, ha bisogno di riposo.

Sebbene sia allarmante pensare di perdere qualche punto di intelligenza, ricorda che concedersi un paio di settimane di relax psicofisico aiuta il cervello a riorganizzare le idee e ti permette di tornare in ufficio con più leggerezza e con la mente sgombra dallo stress accumulato durante tutto l’anno. Ricordi la sensazione provata quando tornavi in classe dopo tre mesi di vacanza dalla scuola? Dovresti anche ricordare che, una volta ripreso il ritmo di studio, interrogazioni e compiti ti pesavano meno che a giugno. Sono proprio tensione, ansia e fretta i peggiori nemici della mente: quando si è sotto stress, il cervello produce un ormone, il cortisolo, che incide (questa volta in maniera permanente) sulla memoria e le prestazioni mentali.

In fondo, che male c’è se per quei giorni di vacanza non sei brillante e arguto? Non sarà di certo sul bagnasciuga che metterai a punto un piano per salvare il mondo.

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30/05/2012
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