Home  
  
  
    DIY, il ritorno al fai da te
Cerca

Hobby
Hobby
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Il DIY, il ritorno al fai da te

Il Do It Yourself (DIY, ovvero il “Fai da te”) ha il vento in poppa. Ormai non si contano più i blog dedicati alle creazioni di gioielli, ai professionisti del riciclaggio capaci di creare mobili a partire da vecchi cartoni, alle persone collegate che si mettono a sferruzzare. In tempo di crisi ci si fa furbi e ogni mezzo è buono per rinnovare utilizzando cose vecchie. Qual è la buona notizia? Oltre a farci risparmiare, il Do It Yourself fa bene alla nostra autostima!

DIY, il ritorno al fai da te
© Getty Images

Cibo, moda, decorazioni... niente sfugge alla tendenza del fai da te. Molto più di un hobby, per alcuni è diventato un vero e proprio stile di vita. Secondo il sociologo Ronan Chastellier1, oltre al piacere che procura, il DIY segna anche “il ritorno verso una società “homo habilis”, in cui l’attività trasforma la persona che la compie”.

Che cos’è il Do It Yourself?

Lavorare a maglia, cuocere a fuoco lento deliziose marmellate, rifare il look a una vecchia scrivania o curare l’orto non è più qualcosa di mediocre. Gli italiani riscoprono sempre più le gioie del fai da te. Anche Oltralpe, secondo un sondaggio di OpinionWay per la fiera Créations & Savoir-faire2, un francese su due, senza distinzione tra uomini e donne, si diverte a creare o a personalizzare beni di consumo giudicati spesso troppo standardizzati. La creatività è nell’aria e non sembra limitarsi a una piccola cerchia di iniziati.

Do It Yourself: chi sono gli appassionati?

L’immagine di una donna piuttosto anziana dedita all’uncinetto, ormai non esiste più. Oggi il 53% delle persone si sente creativo e peraltro questo è un campo in cui è stata quasi raggiunta la parità dei sessi (il 53% degli uomini contro il 54% delle donne). Sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni ad appassionarsi a passatempi creativi e a (ri)scoprire la felicità di produrre o creare qualcosa da soli. Una cultura dell’attività che, secondo Ronan Chastellier, è un segno “caratteristico della modernità”.

Do It Yourself 2.0: perché il DIY torna in auge proprio adesso?

In un’epoca in cui la riduzione del potere d’acquisto preoccupa costantemente, il Do It Yourself (DIY) consente di creare, recuperare, inventare, allo scopo di risparmiare. Il Do It Yourself 2.0, infatti, non crea partendo da zero. Piuttosto si cerca “di sistemare, di riparare, di rendere bello il recupero”, sottolinea Ronan Chastellier

Anche se il contesto economico crea la giusta condizione per questo tipo di attività, l’aspetto finanziario non basta da solo, però, a spiegare questa riconquista di attenzione da parte della gente. Secondo il sociologo, un’altra ragione risiederebbe “nella voglia di fare da sé invece che delegare agli industriali” che, nel migliore dei casi, propongono prodotti uniformi, privi d’identità; nel peggiore dei casi, creano profitto esaurendo le risorse naturali. Una presa di coscienza che “non è necessariamente un atto militante; creando, però, si prende coscienza della nostra modalità di consumo, vi è un ritorno all’autenticità e alla condivisione. Senza cadere nell’attivismo, il DIY nasconde sicuramente una critica alla nostra società”, è l’analisi di Ronan Chastellier.

Il DIY, inoltre, apporta una nota di originalità in un mondo uniforme. Creando e personalizzando, ci si contraddistingue. “L’Uomo si è un po’ allontanato da se stesso. Si avverte il bisogno di appropriarsi nuovamente delle cose e creare diventa speciale”, spiega il sociologo.

Infine, il Do It Yourself ci riconduce a qualcosa di più primitivo. Il sociologo ricorda che “abbiamo bisogno di questo rapporto con la materia. È un impulso naturale. La creazione è un bisogno elementare che ha a che fare con la vita stessa”. La creazione ci riporta a un bisogno semplice: creare per esistere.

Le virtù psicologiche del DIY

In tempi di crisi, essere creativi offre più di un vantaggio. Prima di tutto, consente di rimanere attivi e autonomi. Quando non si ha più un lavoro, creare ci offre una motivazione per affrontare la giornata. Inoltre, per Ronan Chastellier, “se la realtà è un po’ angosciante, la creatività ha un ruolo importante, permette di farci evadere. Ha una proprietà quasi magica”. Senza dimenticare che consente anche di rallentare in un mondo in cui tutto va sempre più veloce: per la maggior parte degli adepti2, il fai da te permette di eliminare la negatività.

Infine, soprattutto, creare, compiere qualcosa con la forza della propria immaginazione e delle proprie mani procura un vero sentimento di orgoglio. “Il Do It Yourself non è un passatempo ridicolo. C’è un senso di appagamento personale primordiale”, continua il sociologo.

Il DIY: elemento di marketing?

Le generazioni precedenti riparavano prima di buttare. Esistono ancora società che fabbricano, riciclano e riparano molto più di quanto potremmo fare noi, ma non per questo possono essere etichettate come DIY. Rammendare una bella camicia, ricavare dei portacandele da vecchi vasi di vetro, farsi i maglioni da soli, personalizzare un mobile in buono stato invece di buttarlo… sarebbe diventato un elemento di marketing?

Per Ronan Chastellier, “molte imprese hanno incoraggiato questa tendenza perché hanno capito che il consumatore ha bisogno di appropriarsi del consumo. Il DIY ha cambiato l’azione del comprare. Si acquista per creare e non semplicemente per fare un acquisto in sé”. Un modo per ricordarci anche che è difficile sfuggire agli industriali. Fortunatamente, “il DIY consente di allontanarsi dall’oggetto già bello e pronto”.

Jessica Xavier

 

Fonti:

1 – Intervista a Ronan Chastellier, sociologo.
2 – Sondaggio OpinionWay per la fiera Créations & Savoir-Faire, realizzata dal 5 al 6 giugno 2013, secondo il metodo delle quote su un campione di 1009 persone, rappresentativo della popolazione francese.

 

Commenta
20/03/2014

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Semplice mal di testa o emicrania?

Test salute

Quiz - Mal di testa o emicrania?

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale