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La paura del buio genera l’insonnia

Dormire bene è importante ma non sempre è facile come sembra. La vita quotidiana ci mette costantemente davanti a situazioni che potrebbero disturbare il riposo notturno, come stress e stanchezza psicofisica, ma dal Canada arriva la notizia del legame tra insonnia e paura del buio…

Insonnia e paura del buio
© Getty Images

L’importanza di dormire bene

Il sonno notturno è molto importante per l’equilibrio psicofisico dell’organismo, anche se la scienza non ne ha ancora chiarito il meccanismo scatenante. La domanda che ci è posti da sempre è “Come mai abbiamo bisogno di dormire?” e in molti hanno cercato di dare una riposta. Alcuni studiosi affermano che il sonno sia necessario per rimettere ordine nella idee, per aiutare il cervello a riorganizzare situazioni, emozioni e ricordi che ci permettono di essere più concentrati durante il giorno. Altri affermano che, così come accade nei neonati, il sonno sarebbe utile per lo sviluppo del SNC e per mantenere attivo e in buona salute.Nel cervello, infatti, durante il sonno più profondo (la cosiddetta fase REM) si regista un’attività molto alta, segno che effettivamente nella fase del sogno il corpo è in stand by, ma il cervello sta lavorando per noi.

Numerosi sono gli studi riguardanti la privazione del sonno: dormire poco (meno di 5 ore per notte) o non dormire affatto è deleterio per il corpo e per la mente dell’individuo. Stress, nervosismo, stanchezza, difficoltà cognitive e linguistiche, aumento di peso e dell’incidenza di malattie e disturbi sono alcune delle conseguenze di un sonno che manca o che non è stato riposante. E c’è anche chi ipotizza che la stessa insonnia sia generata da una paura molto radicata nella psiche umana, quella del buio.

Insonnia: da cosa è generata?

Il disturbo del sonno può essere generato da diversi fattori: stress, consumo eccessivo di caffè o di sostanze eccitanti, ipertiroidismo, sindrome delle gambe senza riposo, depressione, fattori emozionali. Esistono poi diversi tipi di insonnia, classificati in base all’intervallo di tempo in cui non si è riusciti a dormire: da qualche notte sino ad un mese, l’insonnia ha degli effetti molto negativi e ha delle conseguenze permanenti sulla salute generale dell’individuo. Non bisogna allarmarsi però se sporadicamente non si riesce ad addormentarsi: non si tratta di insonnia grave, ma di uno stato psicofisico di lieve agitazione che ha colpito tutti prima o poi e che passa con dei semplici accorgimenti: fare sport durante il giorno aiuta ad addormentarsi più facilmente (perché più stanchi), evitare film troppo cruenti prima di coricarsi ed evitare di vivere situazioni emotivamente stressanti sono alcuni consigli da seguire per preservare il proprio riposo.

Una ricerca canadese fa luce su una delle cause di origine psicologica che potrebbero scatenare l’insonnia.

Insonnia e paura del buio

Le Dottoresse Taryn Moss e Colleen Carney dell’università di Ryerson (Toronto, Canada) hanno condotto uno studio su un campione di 93 studenti, presentato al congresso annuale tenutosi a Boston dell’ Associated Professional Sleep Societies. I risultati sono stati stupefacenti: la metà dei soggetti affetti da insonnia o con problemi legati al riposo notturno avevano avuto paura del buio da bambini (e spesso anche da adulti). Durante l’osservazione, che ha visto gli studenti dormire in ambienti controllati, si è riscontrato un fenomeno particolare: coloro che avevano un riposo non sereno presentavano anche dei sussulti o un aumento dei battiti cardiaci quando sentivano un rumore, che associavano a chissà quale figura oscura. Coloro che hanno avuto o che hanno paura del buio, hanno mostrato quindi stati di ansia maggiori se durante la notte avevano sentito dei suoni che li avevano messi in allarme.

Quale cura per l'insonnia?

Per l’insonnia, ci sono diverse tecniche e trattamenti utili a riparare ai danni di un riposo disturbato o inesistente. Innanzitutto, ci sono diversi approcci terapici: la psicoterapia cognitivo comportamentale, ad esempio, afferma di dover sempre tener conto delle caratteristiche individuali del soggetto e consiglia di adattare le terapie al singolo. Bisogna sottolineare che affinché una cura sia efficace, è necessario identificare l’origine del problema. Questo perché esistono diverse forma di insonnia, come quella intermittente (che fa svegliare il soggetto ad intervalli regolari durante la notte), quella che rende difficile (e nemmeno troppo) l’addormentarsi e quella che rende impossibile riprendere sonno una volta svegliati.

Strettamente legate all’individuo, quindi, nascono terapie ad hoc che dipendono anche dalla gravità del fenomeno: meditazione, consulenza psicologica, omeopatia e – nei casi più gravi – psicofarmaci, sono i più validi rimedi per risolvere l’insonnia. Chiedi sempre consiglio al tuo medico di fiducia per farti consigliare il trattamento più adatto al tuo problema.

Infine, se lo ritieni necessario, dormi con una piccola luce accesa che non faccia piombare la stanza nel buio totale: secondo la ricerca canadese può essere un deterrente all’avanzamento del disturbo.

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25/06/2012

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