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Il jet lag sociale

Il comune jet lag colpisce sovente coloro che, dopo un volo molto lungo in aereo, atterrando in un paese con un fuso orario molto diverso da quello dal quale sono partiti, soffrono di insonnia e difficoltà di concentrazione a causa del sonno perduto. Uno scombussolamento a volte importante, a volte facilmente superabile con una buona dormita. Ma il jet lag può colpire anche chi non è solito viaggiare. Scopri che cos’è il jet lag sociale con Doctissimo e come non cadere vittima di quella che viene chiamata sindrome da jet lag.

Il jet lag sociale
© Getty Images

Che cos’è il jet lag sociale?

Il jet lag sociale è un fenomeno del tutto moderno che colpisce soprattutto chi lavora molte ore al giorno, chi è solito studiare fino a notte tarda o chi è costretto a fare più di un lavoro, perdendo alcune ore di riposo notturno. È proprio in questo senso che si traduce la sindrome da jet lag, ovvero nelle ore di sonno perse per compiere altre attività, sovente lavorative o scolastiche.

I ritmi circadiani che regolano i tempi di sonno/veglia vengono così ad essere scombussolati e a risentirne è, ovviamente, la salute: sugli effetti negativi di questa sindrome del XXI secolo ha riflettuto l'Associazione Italiana di Medicina del Sonno (Aims), la quale da tempo stava osservando gli effetti di una carenza del riposo. Forzare il corpo a sostenere quotidianamente diversi compiti è nocivo soprattutto perché si ricorre a degli “aiuti” che peggiorano la situazione: caffè, bevande energetiche, sigarette e alcool per cercare di rimanere svegli o comunque migliorare le prestazioni in ufficio e a scuola. 

Le conseguenze della sindrome da jet lag sociale

Partendo dal presupposto che i sopracitati “aiuti” causano dipendenze, malattie e problemi seri di salute, il jet lag sociale è altrettanto pericoloso in sé: alcuni ricercatori dell’università di Monaco hanno affermato che una delle conseguenze più evidenti e più pericolose della sindrome da jet lag è l’obesità. Rimanere svegli per molte ore porta quasi inevitabilmente a mangiare fuori pasto e male, per sopperire, ad esempio, ad un calo di zuccheri dovuto ad un lavoro impegnativo o una consegna imminente.

Tutto ciò si traduce in problemi metabolici e squilibri ormonali pericolosi: secondo la ricerca, il 30% della popolazione occidentale soffre di un jet lag sociale di almeno due ore e il 70% di una. I dati sono allarmanti perché riflettono uno stile di vita poco salutare che fa passare il riposo in secondo piano, quando in realtà è proprio questo a permettere all’individuo di ricaricarsi e di dare il meglio durante le giornate più dure. 

Come evitare il jet lag sociale?

Per evitare di cadere nella trappola del jet lag sociale è bene iniziare a riconciliarsi col proprio corpo e ad ascoltare i propri bisogni: ognuno di noi possiede un orologio biologico in sé che regola la nostra vita ed è bene dare il giusto peso ai segnali che il corpo invia. Dormire quando se ne sente il bisogno può sembrare controproducente ma in realtà permette a mente e corpo di aumentare le prestazioni una volta tornati a lavoro. In media, le ore di riposo notturno nei paesi industrializzati è calata e quasi più nessuno rispetta le 8 ore canoniche: ciò si traduce in un aumento del rischio di infarto, ictus, depressione, ipertensione, diabete e, come detto, obesità, i mali più diffusi degli ultimi decenni.

Del sonno non si può fare a meno, in nessun caso, e privarsi anche solo di un’ora di riposo può far male. La soluzione, secondo gli esperti, è quella di rispettare i propri ritmi biologici e non forzare la mano, né col lavoro né con altri impegni, e organizzare meglio il tempo per poter fare tutto quello che ci si prefissa. In Giappone, per preservare la salute dei lavoratori e spingerli a migliorare la loro produttività, è previsto un break supplementare dopo la pausa pranzo e in Svizzera alcune scuole hanno posticipato l’orario di ingresso, per consentire agli allievi di dormire un po’ di più al mattino. I benefici sono stati evidenti: un incremento del rendimento scolastico e lavorativo, dei maggiori risultati in ogni attività sia manuale che intellettuale e una diminuzione di stress, ansia e malattie ad esse legate. Ciò dimostra quanto affermato dai ricercatori, ovvero che un maggior riposo fa decisamente bene alla salute di tutto il corpo.

Ma di jet lag sociale si può soffrire anche se non si è lavoratori indefessi ma semplicemente degli amanti della vita notturna, quindi attenzione a non preferire un’uscita in più alla proprio benessere psicofisico. Dormire poco, per qualsiasi ragione, non è un escamotage per concentrare i mille impegni quotidiani in quante più ore possibile. Rispetta il tuo corpo e i tuoi ritmi, per una salute di ferro. 

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29/01/2013

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