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Cardio-training

Praticare il cardio-training, significa giocare tutte le carte vincenti per migliorare la propria forma, visto che allo stesso tempo si riduce il rischio dei disturbi coronarici.

Cardio-training
© Getty Images

Si riduce lo sforzo cardiaco a riposo e si ritarda la comparsa di angina pectoris. Si aumentano le possibilità di prestazione e si migliora la qualità della vita, proteggendosi dalle malattie cardio-vascolari. Conclusione: si aumenta considerevolmente la propria aspettativa di vita.

Chiunque sia in buona salute può affrontare il cardio-training, con le dovute precauzioni. Se si tratta di persone rimaste inattive, o di età superiore ai 40 anni, occorre sottoporsi ad un controllo medico.

Test (di Ruffier-Dickson)

Prendere il polso per determinare il ritmo cardiaco a riposo: con l’estremità di due dita appoggiate alla base del pollice del pugno dell’altra mano, contare le pulsazioni per 15 secondi e moltiplicare per 4 (la media è 60-80/minuto).

Procedere allo stesso modo dopo un esercizio del tipo:

  • in piedi, gambe divaricate (larghezza delle spalle), effettuare 30 flessioni con le gambe in 45 secondi, fino a toccare per terra con le mani.

Un minuto dopo, in posizione seduta, prendere di nuovo il polso e calcolare l’indice aggiungendo le tre cifre, sottrarre 200 e dividere per dieci. L’indice da 0 a 10 indica un valore da eccellente a buono, da 10 a 15, medio, e da 15 a 20, basso.

Non si può pretendere di fare cardio-training senza frequenzimetro, un “contagiri” che permette di misurare lo sforzo, di verificare l’intensità, e quindi di poterla diminuire o aumentare. Per evitare di essere a corto di ossigeno, il carburante dello sforzo, è necessario accelerare gradatamente l’esercizio.

Attrezzature per l’allenamento

Biciclette ergometriche, stepper, tapis roulants, che sollicitano gli arti inferiori e i glutei; vogatori, che fanno lavorare i muscoli deltoidi posteriori, bicipiti, dorsali e avambracci, ma anche glutei, addominali e cosce.

Controindicazioni

Tutte le infezioni e i disturbi acuti (polmonari, epatici, renali, tumorali…), ipertiroidismi, insufficienze o lesioni cardiache, pressione arteriosa elevata, disturbo del ritmo e sovraccarico ponderale. Le persone diabetiche devono evitare l’ipoglicemia conseguente agli sforzi.

Geneviève Pons

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16/08/2012
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