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La capoeira

Nata in Brasile ma di origine africana, la capoeira è oggi una disciplina diffusa ovunque e molte palestre offrono dei corsi per imparare questa danza che si mescola con delle tecniche di combattimento svolte su basi musicali tradizionali. Scopriamo di cosa si tratta.

La capoeira
© Getty Images

Le origini della Capoeira

Nel 1500 i Portoghesi iniziarono la loro colonizzazione del Brasile e arruolarono gli schiavi africani bantù, in totale circa quattro milioni, per lavorare nei campi floridi del paese, soprattutto a ridosso delle città di Bahia, Rio de Janeiro e Recife: caffè, tabacco e canna da zucchero divennero le principali merci di scambio su cui basare la nuova economia. Qualche anno più tardi, gli schiavi sfruttarono la dominazione olandese del Brasile per fuggire dalla loro condizione, approfittando degli scontri con i Portoghesi per il predominio del paese; si organizzarono in piccole comunità in cui probabilmente iniziarono a praticare sport da combattimento per difendersi da eventuali future minacce. Camuffarono le mosse con l’aiuto della musica tradizionale africana e brasiliana, facendo diventare la capoeira quasi una danza, in modo tale da non essere ritenuti pericolosi dai colonizzatori. Alcuni schiavi furono ricatturati ma continuarono ad allenarsi con il solo scopo di poter scappare di nuovo; alla fine dell’Ottocento finalmente la schiavitù venne abolita ma coloro che erano stati costretti a lavorare nei campi per la maggior parte della loro vita non riuscirono a reintegrarsi con la società del tempo. La capoeira venne quindi associata ad una lotta da strada e vietata dall’Art. 402 del Codice Penale Repubblicano, in quanto gli ex schiavi commettevano atti criminali per poter sopravvivere, non essendo più in grado di lavorare. Grazie al presidente brasiliano Vargas, nella prima metà del Novecento la capoeira venne rivalutata a livello internazionale ed eletta a sport ufficiale del Brasile negli anni Settanta.

I diversi stili e le mosse della capoeira

Manoel dos Reis Machado, detto Mestre Bimba, ha trasformato la capoeira nella disciplina che conosciamo oggi, eleggendola ad arte libera; egli è considerato il più grande esponente della capoeira a livello internazionale introducendo le sequenze della disciplina che ancora oggi sono insegnate nei corsi di tutto il mondo. Il suo stile atletico viene chiamato Regional ed è quello in cui si da più rilievo all’aspetto marziale della capoeira: è il più conosciuto e il più diffuso, anche se un buon capoeirista deve essere in grado di praticare più stili per potersi definire tale.

A Mestre Pastinha, alias Vicente Joaquim Ferreira Pastihna, si deve il riconoscimento della capoeira a livello culturale in tutto il mondo: ebbe la determinazione di ottenere il diritto di aprire un centro in cui poter insegnare il suo stile, detto Angola, che prende il nome dal paese africano da cui vennero deportati la maggior parte degli schiavi nei secoli. Le sue tecniche sono molto vicine alle figure rituali e religiose dell’Africa e si discosta poco dalla tradizione su cui si basa la capoeira in origine.

Attualmente viene insegnato uno stile contemporaneo, fusione dei primi due: esso presenta un numero di mosse derivate da entrambi gli stili di Mestre Bimba e Mestre Pastinha e sono più di 50. Il ginga è il movimento di base del corpo del capoeirista, somigliante ad una danza lenta e ritmata che tiene il soggetto in continuo movimento, pronto a sferrare i successivi colpi. Ecco alcune delle mosse più conosciute:

  • : ruota laterale nella quale le gambe possono rimanere sia diritte che assumere una posizione piegata per un eventuale colpo. Ne esiste una variante che consiste nel fermarsi in verticale con le gambe aperte per poi ritornare nella posizione iniziale.
  • Aú sem mão: ruota laterale fatta senza l’ausilio delle mani.
  • Cocorinha: mossa difensiva che consiste nell’accovacciarsi a terra coprendosi la testa con le mani.
  • Macaco: si assume una posizione simile a quella delle scimmie, piegando gambe e braccia. Una di queste si posiziona dietro al corpo e quando ci si da uno slancio, fa da perno per effettuare una sorta di ruota all’indietro.
  • Benção: calcio frontale che mira a colpire il torace dell’avversario.
  • Attacco armada: calcio circolare.  
  • Bananeira: verticale in cui, una volta raggiunta la posizione classica, si muovono le gambe per colpire, non restando quindi fermi nella posizione.
  • Tesoura: afferrare l’avversario tra le gambe e gettarlo a terra simulando una presa a forbice.

Le corde della capoeira

Diversamente dalle più comuni arti marziali, la capoeira distingue con corde colorate, e non cinture, i diversi livelli di specializzazione degli atleti. Il principiante ha una corda bianca, in seguito esistono due livelli intermedi, nel primo ci sono diverse combinazioni dei  colori verde/rosso/bianco/nero/giallo. Il secondo è caratterizzato dalle combinazioni di giallo/rosso/bianco/nero/blu. Si arriva alla cintura di solo colore giallo che precede il grado di istruttore, che invece ha una corda di colore giallo/blu; si arriva al grado di professore con una corda completamente blu e di mestre con i colori verde/giallo/blu. Infine, ci sono mestre di primo livello (rosso/nero/bianco), di secondo livello (rosso/nero) e di ultimo livello (solo di colore rosso). In totale la capoeira comprende ben 27 livelli di allenamento, numero piuttosto alto rispetto ad altre discipline atletiche.

Il significato della capoeira

La capoeira nasce come tecnica di difesa e tuttora nei corsi non è tollerata violenza e contatto fisico atto a fare del male: ne fa uno sport adatto a tutti e per tutte le età, è richiesta solo una condizione fisica buona e una minima elasticità muscolare. Saper cantare per accompagnare i movimenti è importante tanto quanto poterli riprodurre: da qui il carattere “giocoso” della disciplina che la rende divertente e ricca di stimoli. Il berimbau, lo strumento a corda che fa da sottofondo alla capoeira, viene insegnato a tutti gli allievi che dovrebbero essere in grado di suonarlo per rendere la loro preparazione completa.

Con la capoeira si prende coscienza delle capacità del proprio corpo e si sviluppa una capacità di concentrazione notevole per poter rendere i movimenti armoniosi e fluidi, che tengono il corpo in continuo movimento. Potenzialmente, sebbene non sia una disciplina violenta, può essere utile come strategia di autodifesa in caso di aggressioni o violenze e rende tutti i muscoli tonici, elastici e forti.

Per maggiori approfondimenti si può consultare il sito della Federazione Italiana Capoeira – F.I.CAP. al link www.capoeira.it.

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10/10/2011

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