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Sport: gli infortuni in spiaggia

Il beach volley, il frisbee e il beach handball non sono propriamente sport da considerare a rischio. Tuttavia, alcune precauzioni sono indispensabili per evitare incidenti. Scoprile con il Dott. Guy Bellier, membro della Société Française de Chirurgie Orthopédique et Traumatologique (SOFCOT, Società Francese di Chirurgia Ortopedica e Traumatologica).

Gli infortuni in spiaggia
© Getty Images

Il beach volley, il frisbee e il beach handball non sono propriamente sport da considerare a rischio. Tuttavia, alcune precauzioni sono indispensabili per evitare incidenti. Scoprile con il Dott. Guy Bellier, membro della Société Française de Chirurgie Orthopédique et Traumatologique (SOFCOT, Società Francese di Chirurgia Ortopedica e Traumatologica).

Le regole di base

Contrariamente a un campo sportivo, la spiaggia è un terreno irregolare instabile. Buche e bozzi possono maltrattare piedi e caviglie, favorire cadute e disidratazione all’origine di lesioni muscolari, tendiniti, o addirittura rotture del tendine… A questo si aggiunge la mancanza di riscaldamento che fa male ai muscoli.

Per godersi appieno gli sport da spiaggia, è dunque necessario seguire qualche regola:

• Idratati a sufficienza prima e durante lo sforzo;

• Riscaldati e fai un po’ di stretching prima di buttarti nella mischia. Ricorda di allungare tutto il corpo;

• Nelle settimane precedenti preparati in modo da rinforzare la muscolatura, lavora sugli scatti e sul tuo senso dell’equilibrio;

• Vai piano! Non giocare più partite di seguito il primo giorno. Inizia con il prendere parte a una sola;

• Gioca in t-shirt (per evitare il colpi di calore).

Sea, sand and sport…

Secondo la Società Francese di Chirurgia Ortopedica e Traumatologica (SOFCOT), gli incidenti principali legati a questi sport di spiaggia sono:

• La distorsione del pollice. Si riscontra spesso negli sport con la palla;

• La distorsione della caviglia. Si verifica praticamente in tutti gli sport da spiaggia, ma anche facendo jogging su un terreno irregolare;

• La frattura del polso. Non è solo appannaggio dei motociclisti o degli amanti dei rollerblade. Tutte le cadute in avanti ammortizzate dalle mani possono esserne responsabili. Vantaggio degli sport da spiaggia: il terreno è mobile e l’impatto della caduta meno duro. La frattura del polso rappresenta il 16% dell’insieme delle fratture riscontrate nei pronto soccorsi degli ospedali durante l’estate;

• La frattura dello scafoide. Lo scafoide è una delle piccole ossa del carpo (formato da otto piccole ossa inserite una dentro l’altra e tenute insieme da molti legamenti al livello del polso). Quando può spezzarsi? In caso di ricezione brutale del pallone (pallamano, ecc.) oppure a causa di traumatismi violenti come una caduta dai rollerblade o dalla bicicletta;

• La tendinite del ginocchio. Si tratta dell’infiammazione (dolorosa) del tendine rotuleo. È particolarmente frequente negli sport di scatto, soprattutto gli sport di palla che richiedono salti in continuazione. Durante uno sforzo eccessivo il tendine può anche rompersi;

• La tendinite del gomito (epicondilalgia). È causata da ripetuti microtraumi. I principali sport incriminati sono quelli che mettono in gioco gli arti superiori (tennis, golf...). Cambiare racchetta, tendere meno le corde o riscaldarsi a dovere costituiscono buoni metodi di prevenzione;

• Le fratture da stanchezza. Riguardano il 10% delle ferite legate allo sport e colpiscono sistematicamente gli arti inferiori. Le ritroviamo in particolare negli sport di resistenza (jogging) e di velocità;

• La neuropatia del nervo scapolare (spalla). Si manifesta con dolori persistenti alla spalla. È particolarmente frequente negli sport di lancio e di racchetta, ma anche in tutti quegli sport che comportano il sollevamento ripetuto delle braccia (pesistica, sport da combattimento, nuoto...);

• Le lesioni muscolari. Avvengono durante le attività che comportano scatti, salti, colpi;

• I dolori alla schiena. Il rachide è sollecitato soprattutto dagli smash (sport con racchetta…) o dai tiri (a causa della rotazione del tronco durante un tiro nel calcio, sia sulla sabbia che in un campo sportivo).

Il beach volley

Anche se negli ultimi anni sono comparsi molti sport di spiaggia, il beach volley è oggi il più popolare. Una ragione di più per cercare di prevenire gli incidenti più frequenti.

• A livello delle spalle: tre movimenti in particolare sollecitano questa articolazione: lo smash, la battuta dall’alto e la difesa in tuffo. Questi gesti provocano numerosi microtraumi che possono trasformarsi in dolori cronici;

• A livello del gomito: le lesioni sono relativamente rare. Sono più le dita, le caviglie e le spalle a essere sollecitate. Alcuni movimenti come il muro e il bagher nella pallavolo possono tuttavia indebolire l’articolazione. Il susseguirsi di questi microtraumi può essere responsabile di dolori cronici;

• A livello delle dita: gli incidenti si manifestano soprattutto durante la ricezione di una schiacciata avversaria. Il pollice è spesso la prima vittima, ma anche le altre dita possono essere colpite da distorsioni, lussazioni o fratture.

• A livello della caviglia e del piede: l’incidente avviene dopo un salto. In genere si traduce in una distorsione. Una buona notizia: nel beach volley, la sabbia ammortizza il colpo riducendo il rischio di distorsione legato ai salti. Sembra inoltre che spostarsi a piedi nudi sulla sabbia abbia un ruolo protettivo poiché limita soprattutto il rischio di “blocco” al suolo. Il giocatore sarebbe così paradossalmente più “stabile” di un giocatore in palestra. In compenso, l’assenza di scarpe può favorire le storte. Così come sono possibili lesioni dovute alle conchiglie, ai frammenti di vetro e ad altri sassi che si trovano nella sabbia. Prima di iniziare una partita, quindi, ricordati di perlustrare bene il luogo e rastrellarlo! Infine, se il terreno è di natura non omogenea (alternanza di sabbia bagnata e indurita e sabbia asciutta e morbida), il rischio di incidenti e di lesioni articolari è maggiore. Fai attenzione inoltre a non atterrare sui piedi di un compagno di squadra.

• A livello del ginocchio: un terreno mobile come la spiaggia è all’origine di numerosi incidenti che si verificano durante salti e cadute. Esistono due tipi di distorsione: la distorsione del legamento interno laterale, curabile in 10-20 giorni con analgesici e con l’immobilizzazione, e la rottura del legamento crociato anteriore (LCA), che è la forma più grave. I legamenti non sempre vengono operati, soprattutto tra coloro che non praticano sport, e in particolare dopo i quarant’anni. La rottura del legamento crociato può essere ben tollerato e compatibile con un’attività sportiva dilettantistica (soprattutto se con pretese sportive minime).

Oltre agli incidenti sportivi, in spiaggia, non dimenticare di proteggerti dai raggi ultravioletti. Per imparare quali sono le buone abitudini, (ri)scopri il nostro dossier “Sole: tutti i pericoli dell’estate”. Buone vacanze!

David Bême

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04/08/2015

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