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Acerola

Fonte naturale di vitamina C, l'acerola è un ottimo tonificante. La cosiddetta "ciliegia delle Barbados" agisce anche come stimolante delle difese immunitarie.

Acerola
© Getty Images

Frutto ottenuto da un piccolo arbusto di cui porta il nome, l'acerola è nota per il suo tenore molto elevato di vitamina C, che la rende un complemento ideale da utilizzare in caso di stanchezza persistente o passeggera, ma anche durante la stagione invernale come coadiuvante nel trattamento dei mali stagionali, per rafforzare il sistema immunitario. Generalmente usata come tonificante, la "ciliegia delle Barbados" possiede anche proprietà antinfiammatorie e può essere associata ad altre piante.

I nomi scientifici

Malpighia glabra, Malpighia punicifolia

Nomi comuni: ciliegia delle Barbados, ciliegia delle Antille

Nome inglese: acerola fruit

Classificazione botanica: famiglia delle Malpighiacee (Malpighiaceae)

Forme e preparati: frutta, succhi, polveri, compresse, capsule

Le proprietà terapeutiche dell'acerola

Uso interno

Un concentrato di vitamina C: un solo frutto ne contiene da 30 a 40 volte in più di un'arancia. Un tonificante: l'acerola è indicata in caso di stanchezza, affaticamento o stress. Uno stimolante: in inverno, aiuta a prevenire i mali di stagione (influenza, rinofaringite e così via). La vitamina C presente nell'acerola viene ben assimilata dall'organismo, proprio come il frutto che contiene flavonoidi in grandi quantità. Antiossidante: aiuta a contrastare l'invecchiamento cellulare riducendo al minimo gli effetti dei radicali liberi. Rivitalizzante: l'acerola favorisce lo sviluppo e il rafforzamento di ossa e denti.

Uso esterno

Nessun utilizzo esterno.

Indicazioni terapeutiche abituali

Stanchezza, spossatezza, affaticamento, stress, prevenzione di malattie, lotta contro l'invecchiamento cellulare, rafforzamento di ossa, denti e vasi sanguigni, ipercolesterolemia.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate

Antianemico: l'acerola favorisce l'assorbimento intestinale del ferro. Depurativa: depurante dell'organismo, può aiutare anche nei casi di disassuefazione dal fumo. Remineralizzante: raccomandata in caso di aumento del fabbisogno corporeo.

La storia dell'impiego dell'acerola in fitoterapia

Frutto commestibile prodotto da un arbusto selvatico, gli Indiani dell'Amazzonia consumano da sempre l'acerola per combattere, in particolare, diarrea, dissenteria e disturbi epatici. A partire dal XVI secolo, i conquistadores spagnoli non si sono lasciati sfuggire le proprietà di questo frutto, a cui hanno attribuito il nome di acerola. Tuttavia, la sua etimologia è incerta: alcuni sostengono che il nome della pianta derivi da "ciliegia dell'acero", altri da "ciliegia da tavola", mentre altri ancora lo riconducono alla parola arabo-andalusa azza 'rúra. Un dato è comunque certo: il nome scientifico venne attribuito alla pianta nel XVIII secolo dal naturalista svedese e fondatore della nomenclatura binomia, Carlo Linneo, per rendere omaggio a Marcello Malpighi, medico, biologo e botanico italiano del XVII secolo.

Il succo di acerola è stato ben presto utilizzato dai naviganti per prevenire i rischi di scorbuto, malattia mortale associata alla carenza di vitamina C. Tuttavia, il frutto è stato oggetto di vere e proprie ricerche scientifiche solo a partire dal 1950, quando ha iniziato a essere impiegato come integratore alimentare.

La descrizione botanica dell'acerola

Acerola è il nome di un arbusto a foglia sempreverde o caduca; può raggiungere una lunghezza compresa tra i 2 e i 5 metri. Cresce spontaneamente nelle foreste secche del Sudamerica, prevalentemente in Amazzonia (Brasile e Venezuela) e in Perù. L'acerola cresce allo stato selvatico anche nelle Antille. Oggi viene coltivata in Brasile. Questo arbusto produce foglie molto diverse tra loro, a forma ovale o ellittica, lanceolate, lunghe da 2,5 a 7,5 cm. I frutti dell'acerola sono soprannominati "ciliegie delle Barbados" o "ciliegie delle Antille", semplicemente per la forte somiglianza con la ciliegia, nella forma, nelle dimensioni e nel colore. I frutti, che contengono tre noccioli, compaiono subito dopo la fioritura dei fiori di colore rosso vivo e disposti in infiorescenze ascellari. La fioritura avviene tre volte l'anno. I frutti di color rosso scarlatto dal gusto acidulo sono particolarmente sensibili al caldo.

La composizione dell'acerola

Parti utilizzate

Il frutto.

Principi attivi

Molto ricca di vitamina C, il cui tenore medio è di 1,8 g per 100 g di polpa, l'acerola contiene anche magnesio, vitamina B5 e potassio in proporzioni due volte maggiori rispetto a quelle dell'arancia. Nella composizione dell'acerola rientrano anche il fosforo, stimolante dell'attività intellettuale, il beta-carotene (vitamina A) e altri minerali come il ferro.

L'uso e la posologia dell'acerola

Dosaggio

L'acerola viene consumata sotto forma di succo diluito o come integratore alimentare confezionato sotto forma di compresse masticabili, polveri o capsule. Proprio per il tenore particolarmente alto di vitamina C, sebbene non siano stati riferiti effetti collaterali, la dose massima raccomandata corrisponde a 1 g/giorno di polpa del frutto. Una sola compressa può procurare il 225% degli apporti giornalieri raccomandati di vitamina C. Poiché l'acido ascorbico non è un eccitante, l'acerola ingerita da sola non incide in alcun modo sulla qualità del sonno.

Precauzioni d'uso dell'acerola

Non esistono precauzioni di sorta nelle dosi terapeutiche indicate.

Le controindicazioni

L'acerola può aumentare il tasso di acido urico nel sangue. È quindi controindicata nei soggetti affetti da gotta. Poiché l'acerola può causare la formazione di calcoli renali, è anche controindicata nelle persone potenzialmente esposte a questa patologia.

Effetti indesiderati

Benché gli studi clinici non abbiano riferito l'esistenza di effetti indesiderati derivanti dall'assunzione di acerola, l'assorbimento eccessivo di vitamina C in essa contenuta può provocare effetti indesiderati come diarrea, dolori addominali e nausea.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari

L'acerola può essere utilizzata in associazione con altre piante, come la spirulina per contrastare l'astenia, il ginseng per curare la stanchezza protratta nel tempo, il guaranà per ottenere una sferzata di energia immediata, il salice e il pelargonium (geranio) in caso di stato influenzale. Peraltro, l'acerola potenzia gli effetti antiossidanti della soia e dell'alfa-alfa (erba medica).

Interazioni con i farmaci

In conseguenza dell'alto tenore di vitamina C, l'acerola non va associata all'assunzione di determinati farmaci, tra cui: antiaggreganti piastrinici, anticoagulanti, estrogeni e flufenazina.

I benefici dell'acerola

L'acerola apporta tutti i benefici della vitamina C: aumento delle prestazioni fisiche e intellettuali, rafforzamento delle difese immunitarie, ritardo dell'invecchiamento e così via. Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che questo frutto svolgerebbe un'azione protettiva contro il colesterolo cattivo (LDL). Tuttavia, poiché l'acerola non è un farmaco, si consiglia di consultare il medico curante in caso di persistenza di sintomi quali stanchezza intensa, forte stress o patologia otorinolaringoiatrica.

Avvertenza

Come per qualsiasi acquisto di vitamina C, si consiglia di procurarsi un prodotto naturale non sintetico e, per quanto possibile, biologico. Il tenore massimo di vitamina C dell'acerola è dell'1,8%. Vi sono forti probabilità che un prodotto con tenore di acido ascorbico del 25% o 30% contenga vitamina C di sintesi.

La ricerca sull'acerola

Le ricerche scientifiche condotte sull'acerola hanno evidenziato l'utilità che questo frutto potrebbe avere nella lotta contro alcune forme tumorali. Infatti, dal 2004 alcuni ricercatori giapponesi ne hanno apprezzato l'azione tossica su alcune linee cellulari tumorali. Anche nei topi è stato osservato un arresto nella proliferazione di cellule tumorali.

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03/06/2014

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