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Alchemilla

L'alchemilla è una pianta officinale particolarmente adatta alle donne perché aiuta a combattere mestruazioni dolorose o eccessivamente abbondanti e le sindromi premestruali, oltre che le affezioni vaginali come le perdite bianche. Con la sua azione antidiarroica, questa pianta erbacea perenne della famiglia delle Rosacee può anche essere impiegata in caso di diarrea benigna.

Alchemilla
© Getty Images

Tutti i nomi dell'alchemilla

Alchemilla vulgaris L, Alchemilla xanthrochlora

Nomi comuni: erba stella (o stellaria), piede di leone, erba degli alchimisti, mantello della Madonna (o mantello della Signora), erba ventaglina, erba rugiada, zampa di coniglio, piede di grifone

Nomi inglesi: lady's mantle, bear's foot, lion's foot

Classificazione botanica: famiglia delle Rosacee (Rosaceae)

Forme e preparati: infusioni, decotti, estratti fluidi, tinture

Le proprietà terapeutiche dell'alchemilla

Uso interno

Antidiarroico: l'alchemilla è indicata nei casi di diarrea benigna, in particolare durante la gravidanza. Astringente e calmante: aiuta a calmare i dolori mestruali e i disturbi gastrointestinali. È anche utile per combattere la sindrome premestruale e aiutare a regolarizzare il ciclo mestruale. Antiossidante: i flavonoidi presenti nell'alchemilla aiutano a mantenere una buona circolazione del sangue. Cicatrizzante: l'alchemilla blocca le emorragie, in particolare quelle causate da mestruazioni eccessivamente abbondanti, ad esempio durante la premenopausa.

Uso esterno

Per uso esterno, in virtù delle sue proprietà decongestionanti, l'alchemilla è indicata nelle persone che soffrono di gambe pesanti, ma anche per curare le affezioni vaginali, tra cui le perdite bianche. Assunta sotto forma di sciacqui, aiuta inoltre a mantenere una corretta igiene orale.

Indicazioni terapeutiche abituali

L'alchemilla può essere utilizzata in caso di diarrea benigna, di disturbi gastrointestinali e, soprattutto per problemi ginecologici, per contrastare i dolori causati dal ciclo mestruale, la sindrome premestruale e le affezioni vaginali come le perdite bianche. Aiuta anche a conferire una sensazione di leggerezza a gambe pesanti e a caviglie gonfie, oltre che a mantenere l'igiene orale e a curare le afte.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate

Grazie all'alto tenore di tannini, l'alchemilla favorisce la cicatrizzazione delle ferite e delle ulcere cutanee. Applicata su compresse di garza, combatte la cellulite ed è anche efficace contro le smagliature. Tra le altre virtù note dell'alchemilla, la pianta è utile in caso di angina, di cefalee e per le persone che soffrono di reumatismi.

La storia dell'utilizzo dell'alchemilla in fitoterapia

L'alchemilla deve il suo nome agli alchimisti che consideravano la rugiada dei suoi fiori come un'acqua celeste indispensabile per la preparazione della pietra filosofale. Nel medioevo questa pianta era già impiegata in fitoterapia, ma a quel tempo si credeva potesse restituire la verginità alle donne, oltre che tono ed elasticità a seni cadenti. È proprio da lì che deriva l'appellativo di "lady's mantle" (mantello della Signora), dal momento che la pianta era nota per rafforzare i tessuti dell'apparato genitale femminile avvolgendolo alla stregua di un mantello.

L'alchemilla è citata per la prima volta nel 1570 in un trattato di Andrés Laguna de Segovia, medico, farmacologo e botanico spagnolo, che la consiglia in infusione per curare le screpolature e le fratture in neonati e bambini, ma anche in polvere associata al vino rosso per curare qualsiasi tipo di ferita. Infatti, è all'inizio del XX secolo che il sacerdote ed erborista svizzero Johann Künzle ne ha dimostrato l'utilità nell'alleviare i dolori premestruali, ma anche nella preparazione al parto.

La descrizione botanica dell'alchemilla

Pianta erbacea perenne originaria dell'Europa e del Nordamerica, l'alchemilla cresce in diversi ambienti, dai boschi ai pascoli umidi, dai prati alle montagne, passando ovviamente per i cespugli dei nostri giardini. Esistono infatti oltre cinquanta specie di alchemilla. Quella che viene abitualmente impiegata in fitoterapia è l'alchemilla comune, altrimenti nota come alchemilla volgare (Alchemilla vulgaris). Lo stelo, di colore verde chiaro dai riflessi rossastri, misura da 10 a 30 centimetri. L'alchemilla è una pianta rustica, dotata di soffici foglie a forma di mantello di colore blu-verde, con i margini seghettati. Le foglie inferiori sono leggermente pelose, arrotondate, presentano un picciolo di dimensioni ridotte o quasi nullo man mano che si sale lungo il fusto. Fiorisce tra maggio e ottobre, periodo nel quale la pianta produce piccoli fiori di colore giallo tendente al verde.

La composizione dell'alchemilla

Parti utilizzate

In fitoterapia si utilizzano le foglie, ma senza i piccioli.

Principi attivi

L'alchemilla contiene tannini gallici, che aiutano a bloccare le emorragie, ma anche flavonoidi, dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, acido salicilico, fitosteroli, saponine, oltre che acido palmitico e acido stearico.

L'uso e la posologia dell'alchemilla

Dosaggio

Per uso interno, l'alchemilla viene prevalentemente consumata in infusione: da 2 a 4,5 grammi di foglie essiccate messe in infusione in 200 ml di acqua consentono di preparare una tisana di cui si possono bere da due a tre tazze al giorno per arrestare una diarrea benigna o alleviare un ciclo mestruale doloroso. Se assunta come decotto nelle dosi da due a quattro tazze al giorno di 7 g di foglie essiccate in 200 ml di acqua, l'alchemilla aiuta a combattere i disturbi ginecologici.

Per uso esterno, l'alchemilla può essere utilizzata nei semicupi, per i gargarismi o essere semplicemente mescolata all'acqua della vasca da bagno (ad esempio in caso di pesantezza alle gambe). In questo caso, la posologia è di 50 g di parti aeree essiccate infuse in un litro d'acqua.

Precauzioni d'uso dell'alchemilla

In virtù della sua azione simile a quella del progesterone, l'alchemilla va utilizzata con particolare cautela dalle donne che assumono contraccettivi orali.

Controindicazioni

L'alchemilla è controindicata per chi soffre di gastrite o di ulcera gastroduodenale.

Effetti indesiderati

A causa del tenore elevato di tannini, se assunta a dosaggi elevati o per un periodo di tempo prolungato, l'alchemilla provoca stipsi.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari

Usata in associazione con altre piante, l'alchemilla può favorire la perdita di peso.

Interazioni con i farmaci

Non esistono interazioni note.

I benefici dell'alchemilla

L'alchemilla è una pianta generalmente adatta alle donne, perché le aiuta ad alleviare disturbi come le infezioni ginecologiche o i dolori causati dal ciclo mestruale. La sua azione simile a quella del progesterone, quindi di tipo ormonale, la rende un ottimo rimedio contro le sindromi premestruali, ma anche durante la premenopausa, in caso di ciclo mestruale abbondante o irregolare. Assunta in infusione, l'alchemilla può curare anche una diarrea benigna in una donna incinta. Le sue proprietà, riconosciute scientificamente, ne fanno una delle piante officinali più adatte per le donne.

Le avvertenze

È importante usare l'alchemilla nelle dosi raccomandate per non soffrire di stitichezza. In caso di persistenza dei sintomi, di dolori ginecologici o di episodi diarroici particolarmente intensi, consultare il medico curante. L'alchemilla non sostituisce in alcun caso gli antibiotici.

La ricerca sull'alchemilla

Le proprietà dell'alchemilla sono state riconosciute dalla scienza, dal momento che fa parte delle piante officinali annoverate nella farmacopea francese, ovvero quelle piante di cui il Codice della sanità pubblica francese ha autorizzato dal 2008 il libero commercio "allo stato puro". Nella fattispecie, l'alchemilla rientra nell'elenco A, quello che raggruppa le piante officinali tradizionalmente impiegate.

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09/06/2014
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