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Arnica

Originaria delle aree di montagna di Russia, Europa e America meridionali, l'arnica, pianta erbacea perenne, è ricca di principi antinfiammatori e antalgici e viene utilizzata dall'industria farmaceutica per la produzione di pomate e unguenti. Essa trova largo impiego in traumatologia e nell'ambito della medicina sportiva.

Arnica
© Getty Images

Tutti i nomi dell'arnica

Nome scientifico: Arnica montana

Nome comune: arnica

Nome inglese: arnica

Classificazione botanica: famiglia delle Asteracee (Asteraceae)

Forme e preparati: creme, gel, pomate, unguenti, tinture, oli per massaggi, granuli omeopatici

Le proprietà terapeutiche dell'arnica

Uso interno

Solo in medicina omeopatica. Traumatologia: cura degli ematomi, delle infiammazioni, delle emorragie limitatamente estese e dei dolori post-traumatici. Cardiologia: prevenzione del rischio vascolare e protezione dei vasi capillari. Oculistica: prevenzione e trattamento delle retinopatie e della degenerazione maculare associata all'età. Chirurgia: trattamento di alcuni dolori post-operatori.

Uso esterno

Traumatologia: trattamento di contusioni, slogature, traumi, ematomi, edemi e infiammazioni post-traumatiche. Reumatologia: dolori articolari, dolori muscolari, artrosi, artrite, tendiniti. Flebologia: disturbi venosi e flebiti, insufficienza venosa e varici. Dermatologia: trattamento di punture di insetti, foruncoli, dermatosi infiammatorie.

Indicazioni terapeutiche abituali:

Trattamento di prima intenzione di traumi cutanei, muscolari e articolari. Trattamento delle infiammazioni post-traumatiche e delle ecchimosi. Trattamento delle patologie venose.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate:

L'efficacia della tintura di arnica, per curare alcune patologie otorinolaringoiatriche, mal di gola, angine virali e batteriche, gengiviti, ulcere aftose e dolori oro-dentali, è stata oggetto di studi clinici in virtù dell'efficacia antinfiammatoria e antibatterica.

Storia dell'utilizzo dell'arnica in fitoterapia

L'arnica è una delle piante officinali più antiche citata da poeti e scrittori. Si trovano alcune descrizioni delle sue proprietà curative nei trattati di medicina dell'antica Grecia. Infatti, Dioscoride Pedanio, medico, botanico e farmacista greco del I secolo, le conferisce il nome di "alcimos", che significa "salutare, benefica". È addirittura plausibile supporre che l'arnica fosse impiegata già nella preistoria. Questa popolarità tra i medici delle epoche passate ha fatto sì che l'arnica diventasse la pianta più comunemente utilizzata per la cura dei traumi fisici.

La descrizione botanica dell'arnica

È una pianta erbacea perenne di altezza compresa tra i 20 e i 30 cm. L'arnica è piuttosto rara in Italia dove cresce bene sui terreni e sui pascoli delle Alpi e dell'Appennino settentrionale. Si tratta di una pianta che si sviluppa su terreni poveri e silicei, soprattutto in zone montane comprese tra i 500 e i 2.500 metri di altitudine, mentre è assente nelle pianure. Le foglie, disposte a formare una rosetta basale, sono opposte a croce, spatolate, di colore verde pallido, intere o poco dentate, con pagina superiore fortemente pubescente, quella inferiore quasi glabra. Nel secondo anno si sviluppano i fusti semplici o con 1-2 coppie di rami opposti. Le foglie cauline sono piccole, opposte ovali e sessili. I fiori sono capolini all'apice di lunghi peduncoli; raggiungono un diametro fino a 8 cm. I fiori sono di colore giallo-aranciato: quelli periferici sono ligulati femminili o sterili, quelli interni sono tubolosi ed ermafroditi. I frutti sono acheni bruno-nerastri. L'arnica rilascia un leggero profumo, peraltro gradevole. Il raccolto avviene all'inizio della fioritura, ovvero tra maggio e giugno. L'essiccazione sopraggiunge velocemente.

La composizione dell'arnica

Parti utilizzate

In ambito fitoterapico si utilizzano prevalentemente i fiori, ma si possono anche sfruttare tutte le altre parti della pianta: foglie, steli, radici e semi, a seconda del tipo di preparazione.

Principi attivi

Sono proprio le diverse molecole sintetizzate dell'arnica a conferire a questa pianta un impiego tanto diffuso in medicina. Tra i principi attivi più importanti si possono citare i flavonoidi, il timolo, l'arnicina, le cumarine e i carotenoidi.

Uso e posologia dell'arnica

Dosaggio

L'arnica viene principalmente impiegata per uso esterno, sotto forma di pomate, unguenti, tinture o di olio per massaggi. L'uso esterno riguarda i preparati omeopatici prodotti dall'industria farmaceutica o in laboratorio.

Trattamento delle lesioni traumatiche e/o infiammatorie (reumatismi, punture di insetti, dermatosi, flebiti poco profonde e così via), a seconda delle preparazioni:

- Infusione: lasciare in infusione per 15 minuti 2 o 3 g di fiori essiccati in 100 ml di acqua portata a ebollizione. Lasciare intiepidire, quindi applicare più volte al giorno una compressa di garza imbevuta di infuso sulle lesioni.

- Tintura: 100 g di fiori di arnica essiccati e sbriciolati in un litro di alcol, con una gradazione di almeno 50 ° (tipo acquavite). Macerazione al sole per almeno 24 ore, quindi filtraggio e conservazione in recipienti di vetro colorato. Applicazione di compresse di garze imbevute di tintura sulle lesioni più volte al giorno.

- Unguento: mescolare il 25% di tintura al 75% di olio vegetale. Applicare l'unguento sulle parti lesionate, più volte al giorno.

Trattamento delle malattie infettive e infiammatorie di tipo otorinolaringoiatrico (cavità orale, gola):

- Tintura: preparare una soluzione di tintura e acqua (con il 10% di tintura), fare dei gargarismi più volte al giorno sputando la soluzione.

Trattamenti omeopatici:

Questi rimedi sono proposti dai laboratori farmaceutici specializzati per la cura di patologie specifiche. È quindi necessario rispettare le posologie raccomandate e le precauzioni d'uso indicate.

Le precauzioni d'uso dell'arnica

Non usare soluzioni di arnica su ferite aperte o ulcerose. Non ingoiare soluzioni o estratti di arnica. In caso di ingestione, la presenza di arnicina, sostanza estremamente tossica, può causare un avvelenamento che può portare al coma o alla morte.

Controindicazioni

In ambito omeopatico non esistono controindicazioni note riguardo l'utilizzo dell'arnica, se assunta rispettando i dosaggi prescritti.

Effetti indesiderati

Sono state riferite dermatiti conseguenti all'uso esterno dell'arnica ed eczemi in seguito a trattamenti ripetuti.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari

Sono stati riferiti casi di allergia incrociata con altre piante medicinali (dente di leone, margherite, famiglia delle Asteracee) in pazienti allergici a queste piante. Non esistono altre interazioni nocive per la salute.

Interazioni con i farmaci

Non esistono interazioni note.

I benefici noti

Arma millenaria contro le lesioni traumatiche, utilizzata contemporaneamente dalla fitoterapia tradizionale e dall'industria farmaceutica, questa pianta si è da sempre dimostrata efficace sia nel trattamento di lesioni traumatiche (storte, ematomi conseguenti a traumi, ecc.) sia di malattie reumatiche o cutanee. La pianta, nei diversi preparati realizzati nei laboratori farmaceutici o a casa, può essere tranquillamente utilizzata nel rispetto delle precauzioni d'uso.

Avvertenze

In traumatologia, una lesione può nasconderne un'altra. Pertanto, è necessario usare la massima cautela nel trattamento di una reazione infiammatoria causata da traumi, storte e slogature. Nonostante si raccomandi di trattare in prima istanza queste lesioni con preparati a base di arnica, la persistenza di tali lesioni o di un dolore associato possono indicare la presenza di danno osseo o articolare. In questi casi, si raccomanda sempre di consultare un medico e di eseguire una radiografia di controllo.

La ricerca sull'arnica

Riconosciuta di grande utilità in ambito medico da diversi organismi di sanità pubblica e largamente utilizzata nell'industria farmaceutica, questa pianta continua a essere oggetto di ricerche cliniche relativamente alle patologie per le quali viene tradizionalmente impiegata. Infatti, vengono periodicamente condotti svariati studi in doppio-cieco (con e senza somministrazione di placebo) allo scopo di verificare l'efficacia, i meccanismi d'azione dei principi attivi e i dosaggi corretti in fitoterapia (ma anche in medicina e nella farmaceutica galenica) con l'obiettivo di creare nuovi farmaci.

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09/06/2014

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