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L'artemisia

La scoperta dei benefici terapeutici dell'artemisia, che i Galli chiamavano "ponema", non è affatto recente. Questa pianta erbacea è sempre stata riconosciuta come ottimo stimolante per la digestione, antispasmodico, antinfiammatorio, diuretico, antifungino e antibatterico potente.

Artemisia
© Getty Images

Tutti i nomi dell'artemisia

Nome scientifico: Artemisia vulgaris

Nomi comuni: artemisia volgare, artemisia comune, artemisia citronella, assenzio selvatico, erba reale, erba dai cento sapori, erba del fuoco, erba di San Giovanni

Nomi inglesi: artemisia, mugwort

Classificazione botanica: famiglia delle Asteracee (Asteraceae)

Forme e preparati: infusioni, moxa, capsule, oli essenziali, cataplasmi, polveri, impacchi, diffusori per ambienti

Le proprietà terapeutiche dell'artemisia

Uso interno

Allevia i disturbi digestivi: coliche, diarree croniche, dolori viscerali, senso di gonfiore addominale, flatulenza. Stimola la secrezione dei succhi gastrici, favorendo quindi l'appetito. Potente vermifugo: elimina i vermi intestinali.

Uso esterno

Usata nelle frizioni, allevia i mal di pancia, i dolori al torace e le contratture muscolari localizzate negli arti inferiori, conseguenti a sforzi fisici intensi. Trattamento delle flebiti e delle varici: stimola la circolazione del sangue. Nella medicina tradizionale cinese, la moxibustione è una tecnica che utilizza coni o bastoncini di artemisia riscaldati su alcuni punti o zone del corpo per curare diverse patologie. Attenua le crisi epilettiche e tiene lontani gli insetti pericolosi con la diffusione dei suoi oli essenziali.

Indicazioni terapeutiche abituali

In genere, questa pianta dalle molteplici virtù è indicata per calmare le mestruazioni dolorose. La sua proprietà di emmenagogo (NdR rimedio fitoterapico in grado di stimolare l'afflusso di sangue nell'area pelvica e nell'utero e, in alcuni casi, di favorire la mestruazione) consente di curare i disturbi mestruali nelle donne, come le dismenorree e le amenorree, aumentando le contrazioni uterine.

L'artemisia è spesso consigliata nel trattamento dei disturbi digestivi, dei dolori articolari e muscolari, dell'anoressia, degli spasmi, dell'insonnia e per l'espulsione dei vermi intestinali. Questa pianta vanta anche effetti antibatterici, tonici e diuretici.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate

Grazie alle sue azioni antifungine, antiparassitarie e antibatteriche, questo rimedio naturale consente di trattare diverse infestazioni causate da parassiti, come l'infezione urinaria, il catarro o l'infiammazione delle vie aeree, oltre che le affezioni bronchiali. Questa pianta ad azione diuretica trova anche impiego nel trattamento degli edemi e dell'ipertensione arteriosa. L'utilizzo in caso di ritenzione idrica è particolarmente efficace.

Questa pianta officinale funge inoltre da inibitore delle monoammino ossidasi (MAO), ovvero come antidepressivo.

La storia dell'utilizzo dell'artemisia in fitoterapia

I primi impieghi dell'artemisia risalgono all'Antichità. Questa pianta erbacea, originaria delle regioni temperate di Europa, Nordamerica e Asia, è stata in passato associata alla donna e ai problemi di salute femminile in genere. È il motivo per cui le si è attribuito il nome di Artemisia, parola che deriva dal nome della dea Artemide. Le proprietà curative della pianta sono di fatto simili alle azioni benefiche apportate dalla divinità greca, come facilitare il parto, alleviare il dolore nelle donne con mestruazioni dolorose e regolarizzare il ciclo mestruale. In alcuni paesi asiatici come la Cina, questa pianta viene utilizzata in moxibustione per alleviare i dolori e cauterizzare le lesioni. Oggi questo rimedio è particolarmente consigliato per stimolare l'appetito, curare le diverse malattie che colpiscono il sistema respiratorio e l'apparato digerente, oltre che per favorire la circolazione venosa.

La descrizione botanica dell'artemisia

Pianta erbacea perenne di altezza compresa tra 50 e 150 cm, l'artemisia è facilmente riconoscibile grazie agli steli floriferi allungati, di colore rossastro, parzialmente vellutati e striati. Le foglie sono semplici, alterne, pennatosette, di colore verde intenso sulla pagina superiore, e argenteo su quella inferiore, sessili le apicali, leggermente picciolate le basali, aromatiche. I fiori sono tubulosi di colore giallo-rossastro, riuniti in capolini subsessili ovoidi in ampia pannocchia piramidale fogliosa, con involucro densamente lanoso e corolla ghiandolosa. La fioritura di questa pianta erbacea avviene tra luglio e ottobre. L'artemisia produce degli acheni ovoidi di circa 2 mm di lunghezza, muniti di piccole spine. Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono soprattutto le foglie e le sommità fiorite.

La composizione dell'artemisia

Parti utilizzate

La maggior parte dei principi attivi dai benefici curativi della pianta si concentrano nelle foglie e nelle sommità fiorite.

Principi attivi

I principi attivi contenuti nelle foglie sono gli alcol sesquiterpenici, i lattoni sesquiterpenici e gli acidi sesquiterpenici. Contiene anche flavonoidi, cumarini, pollini, steroli e triperteni. L'essenza estratta dalle sommità fiorite racchiude anche lattoni sesquiterpenici, tra cui l'artemisina, tuioni, idrossicumarine, flavonolglicosidi, pollini, cumarini, tannini e svariati oligoelementi come calcio, potassio, zinco, magnesio, fosforo, zolfo e iodio.

L'uso e la posologia dell'artemisia

Dosaggio

In fitoterapia, questo rimedio naturale è proposto sotto forma di polvere, capsule, oli essenziali e di foglie essiccate per infusioni. In ogni caso, è indispensabile rispettare le dosi prescritte nel foglio illustrativo per evitare possibili complicanze. Le capsule, per uso esclusivo degli adulti, sono raccomandate nei casi di inappetenza, oltre che nella cura dell'anoressia e di irregolarità del ciclo mestruale. La dose giornaliera massima raccomandata è di 5 capsule, ovvero 1.625 mg.

Le foglie essiccate vengono utilizzate nei decotti per alleviare gli spasmi muscolari, in particolare quelli della muscolatura dell'utero. Si devono lasciare in infusione circa 20 g di questa pianta per 15 minuti in 1 litro di acqua calda. Si raccomanda di bere 2 o 3 tazze della soluzione ottenuta in qualunque momento della giornata, in caso di dolori articolari o muscolari. Nelle donne che soffrono di amenorrea o di dismenorrea, il trattamento deve iniziare 10 giorni prima della mestruazione.

L'olio essenziale di artemisia viene impiegato nelle frizioni sulle parti dolenti del corpo per attenuare dolori causati da stanchezza, contratture muscolari o in caso di affezioni particolari come i reumatismi. È importante diluirla nell'olio vegetale per evitare di irritare la pelle. Posologia da rispettare: 30% di olio essenziale e 70% di olio vegetale.

Le precauzioni d'uso dell'artemisia

L'assunzione dell'artemisia volgare per via orale presuppone necessariamente un consulto medico. Infatti, assunta a dosi elevate, questa pianta medicinale può diventare tossica.

Controindicazioni

L'artemisia è controindicata in gravidanza e in allattamento, oltre che nei bambini. I soggetti con problemi allergici e affetti da insufficienza renale o epatica devono astenersi dal consumo di artemisia.

Effetti indesiderati

Gli effetti collaterali più frequentemente noti sono le allergie da contatto provocate dai lattoni sesquiterpenici contenuti nella pianta e dai pollini presenti nei fiori.

La mancata osservanza delle dosi prescritte può anche causare irritazioni gastriche e intestinali e persino un'intossicazione.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari

Non esistono interazioni note.

Interazioni con i farmaci

I rimedi naturali ad azione diuretica come l'artemisia sono incompatibili con gli antinfiammatori.

I benefici dell'artemisia

La capacità dell'artemisia di calmare i dolori mestruali e le contratture muscolari è determinata dalla proprietà antispasmodica che contraddistingue questa pianta. L'artemisia funge inoltre da stimolante uterino e delle funzioni digestive, da cui il potere della pianta di stimolare e regolarizzare il ciclo mestruale, oltre che di curare i disturbi digestivi.

Le avvertenze

Per beneficiare delle virtù curative dell'artemisia, è indispensabile rispettare le dosi prescritte. Le foglie essiccate da lasciare in infusione possono essere assunte per un periodo di tempo protratto, ma a dosi molto basse.

Per prevenire i rischi di sovradosaggio, consultare uno specialista prima di avviare qualsiasi tipo di trattamento.

La ricerca sull'artemisia

Gli studi clinici più recenti condotti sull'artemisia hanno permesso di dimostrarne la reale efficacia nel trattamento del paludismo e delle forme più resistenti di malaria. Questa pianta officinale è in grado di bloccare la riproduzione del parassita responsabile di queste malattie, grazie alla presenza di artesinina nella sua composizione.

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09/06/2014

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