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Calendula

Pianta di predilezione della fitoterapia, nota per le sue virtù calmanti e cicatrizzanti, la calendula officinalis è un rimedio sovrano per i piccoli problemi cutanei. Dà sollievo anche ai disturbi gastrici, alle affezioni epatiche, alle infiammazioni della gola e della bocca e persino ai dolori premestruali.

Calendula
© Getty Images

Tutti i nomi della calendula

Nome scientifico: Calendula officinalis
Nomi comuni: calendula, calendula officinale, calendula dei giardini
Nom anglais: marigold
Classificazione botanica: famiglia delle asteracee (Asteraceae)
Forme e preparazioni: pomate, creme, gel, lozioni, tinture madri, oli, colliri, ovuli vaginali, infusi

Proprietà medicinali della calendula

Uso interno
Utilizzata prevalentemente per via esterna, la Calendula officinalis prevede anche alcune applicazioni interne. Ginecologia: regolarizza il ciclo mestruale. Problemi epatici: azione drenante e purificante (pulizia del fegato). Disturbi digestivi: allevia le infiammazioni gastriche. Agisce inoltre su febbre, mal di gola, infiammazioni della bocca, rafforza il sistema immunitario.

Uso esterno
Principalmente in dermatologia, contro problemi di natura benigna. Azione emolliente idratante: pelli secche e sensibili, pelli delicate (neonati e bambini piccoli). Azione calmante, rigenerante, antiossidante: escoriazioni, tagli, screpolature, irritazioni da rasoio, colpi di sole. Azione pulente, antibatterica, cicatrizzante: piccole piaghe (anche infette, soprattutto da stafilococco aureo), eczema, psoriasi, acne, foruncoli, ulcere, micosi. Azione antinfiammatoria, antiedematosa, antidolorifica: scottature lievi, punture d’insetti, orticaria, contusioni. In oftalmologia: congiuntivite.

Indicazioni terapeutiche abituali
Piccoli problemi cutanei: piaghette, eritemi al sedere, croste da latte (neonati), screpolature, squame, escoriazioni, tagli, colpi di sole, punture d’insetti, infiammazioni da rasoio, eczema, psoriasi, micosi, afte.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate
Disturbi digestivi (gastriti), problemi epatici, dolori mestruali, ciclo irregolare, febbre, dolori muscolari.

Storia dell’utilizzo della calendula in fitoterapia

Soprannominata ancora “la fidanzata del sole”, la calendula dei giardini, il cui fiore ha appunto la particolarità di aprirsi e richiudersi in base ai movimenti del sole, trova la sua origine nel cuore del bacino mediterraneo. Poco esigente, la pianta ha raggiunto rapidamente l’Europa – dove si coltiva sin dal XII secolo – e prospera ormai in tutte le regioni del mondo che godono di un clima temperato. Conosciuta sin dall’Antichità per le sue virtù culinarie, cosmetiche, medicamentose e tintoriali (tintura per tessuti e colorante alimentare), questa pianta conosce il successo a partire dal Medioevo. La Calendula officinalis era allora famosa per le sue proprietà calmanti per ogni sorta di male (punture d’insetti, morsi di serpenti, itterizia, congiuntivite, tigna, dolori mestruali, febbre). Oggi è un rimedio apprezzato soprattutto in dermatologia per via delle sue proprietà emollienti e cicatrizzanti.

Descrizione botanica della calendula

La Calendula officinalis ha uno stelo allungato lanuginoso che termina con un fiore dal colore molto vivo, giallo-arancio, che ricorda un piccolo sole. Fiorisce in primavera e fino ai primi freddi. Sopravvive facilmente e si risemina da sola, supporta i terreni comuni e si diffonde nei campi e nei giardini, in cui è apprezzata anche come pianta ornamentale e perché aiuta a combattere gli afidi. Alcuni cuochi la inseriscono tranquillamente nelle loro ricette, in quanto i suoi fiori sono commestibili

Composizione della calendula

Parti utilizzate
In fitoterapia si utilizzano solo i fiori, raccolti in estate subito dopo la fioritura (freschi o essiccati).

Principi attivi
Flavonoidi, carotenoidi (licopeni, caroteni), triterpenoidi (esteri faradioli), saponosidi, acido salicilico, mucillaggine, olio essenziale.
L’azione antinfiammatoria della calendula dei giardini si deve soprattutto ai triterpenoidi, in particolare agli esteri faradioli (faradiolo), che favoriscono anche la cicatrizzazione. Inoltre, come i saponosidi, possiedono un effetto antiedematoso. I flavonoidi e i carotenoidi, invece, svolgono un’azione antiossidante. I carotenoidi sono inoltre noti per essere potenti agenti filtranti solari. L’acido salicilico interviene come analgesico. La mucillaggine aggiunge proprietà idratanti. L’olio essenziale apporta le sue virtù antibatteriche.

Utilizzo e posologia della calendula

Dosaggio
In commercio si trovano numerose preparazioni a base di Calendula officinalis (creme, gel, pomate), il cui uso è esclusivamente esterno e mira a facilitare la cicatrizzazione in caso di irritazioni, bruciature o escoriazioni. È indispensabile attenersi sempre alle avvertenze dei prodotti o alle raccomandazioni di un medico e seguire le regole di applicazione.
- L’olio di calendula si utilizza per il massaggio su pelli secche e irritate, 2 o 3 volte al giorno.
- L’infuso di calendula officinale si prepara con uno o due cucchiaini di fiori secchi in 200 ml. di acqua bollente. In caso di disturbi digestivi o di micosi (tigna, mughetto), si può bere una tazza tre volte al giorno, anche per ottenere un effetto drenante o per stimolare la produzione di estrogeni (regolazione del ciclo mestruale). L’infuso può essere inoltre utilizzato esternamente a livello locale, con impacchi di garze (contro la stanchezza oculare o per il lavaggio di piccole piaghe), gargarismi e sciacqui orali o come disinfettante vaginale.
- Sotto forma di tintura, gli usi sono simili a quelli dell’infuso. Per l’uso interno ci si limiterà a 30 gocce diluite in acqua, 3 volte al giorno.

Precazioni d’impiego della calendula

L’uso per via interna (infuso, tintura madre) non deve protrarsi per più di due settimane senza il parere di un medico o di uno specialista in fitoterapia.

Controindicazioni
L’uso interno è vietato alle donne incinte o che allattano e ai bambini con meno di 6 anni.

Effetti indesiderati
L’applicazione prolungata di alcune preparazioni contenenti alcol (come la tintura madre) può provocare irritazioni. Sono altresì possibili reazioni allergiche nei soggetti sensibili alle piante appartenenti alla famiglia delle asteracee.

Interazioni con piante medicinali o integratori
Nessuna interazione nota.

Interazioni con farmaci
Nessuna interazione nota.

Il parere del medico

Benefici riconosciuti
In dermatologia le virtù lenitive e cicatrizzanti della Calendula officinalis non sono più da dimostrare e sono anzi riconosciute anche dalle autorità sanitarie. Molti prodotti per l’igiene, soprattutto per l’igiene del bebè, contengono la calendula. Si tratta di un ingrediente sicuro che trova posto in ogni farmacia casalinga, per tutte le piccole ferite del quotidiano.

Avvertenza
Se si decide di procurarsi da soli la calendula per produrre i propri rimedi, bisognerà evitare di confonderla con il garofano o la rosa d’India (Tagetes), con la calta palustre (Caltha palustris) o con il ranuncolo paludoso (Renunculus paludosus). Esiste invece una varietà selvatica, il fiorrancio selvatico (Calendula arvensis) che ha proprietà simili. In ogni caso, è necessario farsi consigliare dal proprio medico o dal proprio farmacista per conoscere gli usi più appropriati di questa pianta.

La ricerca sulla calendula

Oggi le ricerche si concentrano ancora sulle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti della calendula, in particolare sul suo ruolo in caso di insolazioni o radiodermiti (irritazioni provocate dalla radioterapia nella cura del cancro al seno). Altri lavori hanno l’obiettivo di studiare gli effetti benefici della pianta per quanto riguarda i problemi di natura gastrica.

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23/06/2015

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