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Carrubo

Impiegato fin dalla notte dei tempi per le sue proprietà medicinali, il carrubo è ancor oggi utilizzato nel trattamento delle piccole lesioni quotidiane. I frutti di questo albero sono apprezzati per il potere regolarizzante delle funzioni digestive e per la cura di disturbi come diarrea e stipsi.

Carrubo
© Getty Images

Tutti i nomi del carrubo

Nome scientifico: Ceratonia siliqua

Nomi comuni: carrubo, fico d'Egitto, pane di San Giovanni Battista, fava di Pitagora

Nomi inglesi: carob, locust tree, Saint John's bread

Classificazione botanica: famiglia della Fabacee (Fabaceae)

Forme e preparati: polveri, frantumazioni, bevande, sciroppi, capsule

Proprietà terapeutiche del carrubo

Uso interno

Assunto per via orale, il carrubo svolge una funzione regolatrice della motilità intestinale, grazie all'alto tenore di fibre. È impiegato per il trattamento di diarree croniche, disturbi gastrointestinali e stipsi. La gomma di carrube svolge un'azione benefica nel trattamento del reflusso gastroesofageo. Attenua anche i sintomi del colon irritabile.

Uso esterno

Nessun utilizzo.

Le indicazioni terapeutiche

Indicazioni terapeutiche abituali

Questo rimedio naturale è particolarmente consigliato in caso di disturbi digestivi, reflusso gastrico frequente, irritazione del colon, vomito persistente, acidità gastrica, steatorrea (NdR termine medico utilizzato per indicare l'eccessiva presenza di grasso nelle feci), emorroidi, anemia e carenze nutrizionali.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate

Il carrubo è anche un ottimo alleato nelle diete dimagranti. Studi scientifici hanno dimostrato che questa pianta officinale permette di curare i problemi associati al sovrappeso e all'obesità inibendo, da un lato, alcuni enzimi digestivi grazie all'elevata presenza di tannini e, dall'altro, creando una sensazione di sazietà. I ricchi nutrienti di cui è composto prevengono le eventuali carenze che possono accompagnare i regimi dimagranti.

Tutta i segreti del carrubo

Storia dell'utilizzo del carrubo in fitoterapia

I primi impieghi del carrubo per le sue proprietà terapeutiche risalgono all'Antichità. Questo albero originario della Siria, oggi assai diffuso nelle regioni mediterranee, è apprezzato da diversi popoli. Nell'antico Egitto, i suoi baccelli, mescolati ad altri ingredienti come il miele, la farina di avena e la cera erano utilizzati per la cura della diarrea e di altre malattie, come l'infezione oculare, i disturbi della vista e l'infestazione da parassiti intestinali. In Marocco, i Berberi consumano i frutti del carrubo sotto forma di bevanda per attenuare i disturbi digestivi. In alcuni paesi, la farina di carrube è impiegata nell'alimentazione dei bambini come sostitutiva della farina di grano presente nel latte in polvere, per la sua scarsa capacità di provocare reazioni allergiche e per il tenore elevato di elementi nutritivi.

Descrizione botanica del carrubo

Il carrubo è un albero dioico: i fiori sono presenti su individui separati; i fiori maschili sono riuniti in pannocchie, mentre quelli femminili presentano un cono membranoso. Raggiunge un'altezza compresa tra i 5 e i 7 m, superando di rado i 10 m. Questa pianta officinale viene principalmente coltivata per i suoi frutti, chiamati carrube. La carruba è un baccello pendente di una lunghezza approssimativa compresa tra 10 e 30 cm, che racchiude semi commestibili dal sapore che ricorda quello del cioccolato. Questo albero dalle innumerevoli proprietà è caratterizzato da una corteccia ruvida di colore marrone. Le grandi foglie persistenti di colore verde scuro, che possono raggiungere i 30 cm di lunghezza, sono paripennate. Le foglie sono disposte in modo appaiato in piume da 2 a 5 coppie di foglie. Durante la fioritura, tra agosto e ottobre, compaiono fiorellini brunastri in grappoli, poco decorativi, che di lì a qualche mese daranno origine ai baccelli.

La composizione del carrubo

Parti utilizzate

I frutti del carrubo sono le parti più utilizzate in fitoterapia. Permettono di ottenere due prodotti distinti: la gomma di carrube, originata dal sottile involucro dei semi, e la farina di carrube, che deriva dall'essiccazione, dalla torrefazione e dalla frantumazione dei baccelli.

Principi attivi

La maggioranza dei principi attivi dalle virtù fitoterapiche del carrubo sono presenti nelle pareti carnose che separano i semi dai baccelli. La polpa contiene il 7% di proteine, il 35% di amido e il 40% di zucchero, in particolare saccarosio e glucosio, oltre che fibre, sali minerali, tannini e grassi in proporzioni inferiori. È anche importante il suo tenore di oligoelementi, come il calcio, il ferro, il magnesio, il fosforo e il silicio.

La gomma di carrube contiene dei polisaccaridi, tra cui il galattomannano. Si tratta di zuccheri complessi che possono sostituire l'amido.

Uso e posologia del carrubo

Dosaggio

Benché il consumo giornaliero di carrubo non presenti alcun effetto collaterale, è comunque opportuno rispettare le dosi indicate per evitare i rischi di intossicazione. Finora non sono stati condotti studi tossicologici a riguardo.

- Per curare i disturbi digestivi dell'adulto, la dose da assumere nell'arco delle 24 ore è di soli 30 g. La polvere di carrubo va sciolta nel latte, nel tè o in acqua calda. La bevanda così ottenuta può essere consumata in qualsiasi momento della giornata, in quantità minime di 2 g ogni due ore.

- Per i bambini e i ragazzi di età inferiore a 18 anni, la quantità deve essere ridotta di circa 10 g al giorno. Nei neonati, la proporzione di polvere di carrubo da assumere deve rispettare la seguente formula, ovvero: 1,5 g/kg/giorno.

- Le capsule di carrubo, di circa 330 mg, vanno assunte a pranzo per attenuare i disturbi digestivi. La dose efficace è di 2 capsule.

- Per beneficiare dell'effetto di soppressione della fame, si raccomanda di assumere da 3 a 4 e capsule di carrubo un'ora prima di pranzo.

Precauzioni d'uso del carrubo

È indispensabile consultare uno specialista prima di avviare un trattamento a base di polvere di carruba a lungo termine. Per quanto riguarda i pazienti diabetici, anemici, e che soffrono di insufficienza renale, è d'obbligo un controllo medico.

Controindicazioni

Questo rimedio è controindicato nei neonati che presentano un'insufficienza ponderale, oltre che nei pazienti affetti da disturbi metabolici o che sono allergici a uno dei suoi componenti.

Effetti indesiderati

Si osservano reazioni allergiche, ad esempio eruzioni cutanee, in alcuni pazienti particolarmente sensibili alla carruba, anche se si tratta di casi rari.

Nei neonati con insufficienza ponderale, la polvere di carruba può irritare le pareti intestinali.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari

Il carrubo rischia di modificare le azioni delle piante officinali, che riducono il tasso di glicemia nel sangue.

Interazioni con i farmaci

Questa pianta officinale può aumentare in modo rilevante l'effetto delle statine o di altri farmaci per la riduzione del tasso di colesterolo.

Nei pazienti diabetici è stata anche riscontrata una variazione rilevante dei livelli di insulina.

Il parere medico

Benefici noti

La polvere di carruba regolarizza il transito intestinale e cura i disturbi digestivi, grazie alla presenza di fibre nella sua composizione e di pectine, che assicurano la protezione delle mucose intestinali. Il suo potere di bloccare l'appetito è dovuto all'alto tenore di zuccheri e di oligoelementi che aumentano di volume quando raggiungono lo stomaco, generando una sensazione di sazietà.

Avvertenza

Il rispetto delle dosi giornaliere consigliate è fondamentale per approfittare dei benefici terapeutici del carrubo ed evitare complicanze. I soggetti diabetici sensibili alla carruba o che soffrono di insufficienza renale devono segnalarlo al medico curante.

La ricerca sul carrubo

Gli ultimi studi scientifici condotti sul carrubo riguardavano i suoi effetti sul colesterolo. Gli esperimenti realizzati su un campione di persone affette da ipercolesterolemia hanno permesso di osservare una riduzione pari al 16% dei trigliceridi e al 26% dell'LDL (o colesterolo "cattivo") nell'arco di un mese. Questa notevole riduzione del tasso di colesterolo è dovuta alla presenza di polifenoli contenuti nelle fibre della carruba.

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30/07/2014

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