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Chiodo di garofano

Originaria dell'Indonesia, l'Eugenia caryophyllata è nota per le sue innumerevoli proprietà antinfiammatorie e antalgiche. È anche un ottimo anestetico locale e un antisettico efficace. Il chiodo di garofano svolge anche un'azione contro i batteri, i microbi e i virus.

Chiodo di garofano
© Getty Images

Tutti i nomi del chiodo di garofano

Nome scientifico: Syzygium aromaticum
Nome comune: chiodo di garofano
Nome inglese: clove
Classificazione botanica: famiglia delle Mirtacee (Myrtaceae)
Forme e preparati: oli, lozioni, decotti

Proprietà terapeutiche del chiodo di garofano

Uso interno
Azione antinfiammatoria, allevia i dolori muscolari o i reumatismi. Afrodisiaco. Azioni antibatteriche. Allevia le infezioni urinarie (calcoli renali o cistiti). Attenua le diverse forme di dolori allo stomaco, tra cui aerofagia e gonfiore addominale. Ottimo anestetico locale. Utile per attenuare la tosse a seguito di malattie virali.

Uso esterno
Proprietà antisettiche: il chiodo di garofano consente di disinfettare le ferite. Può essere anche impiegato come rimedio contro l'alitosi. È utilizzato contro il mal di denti.

Indicazioni terapeutiche

Indicazioni terapeutiche abituali
È un anestetico locale, in particolare per il mal di denti. Svolge anche un'azione antibatterica e antivirale. Allevia i dolori muscolari, i reumatismi, e ha proprietà antinfiammatorie.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate
È noto per la sua azione contro le infezioni urinarie, come le cistiti o i calcoli renali. Cura i problemi digestivi (gonfiore addominale, aerofagia), ridona energia e permette di combattere la stanchezza. È anche un antidepressivo.

Storia dell'utilizzo del chiodo di garofano in fitoterapia

Il chiodo di garofano era impiegato dalla medicina indiana tradizionale per le sue proprietà curative. In Cina, lo si utilizzava per eliminare l'alito cattivo prima di presentarsi al cospetto dell'imperatore. Nel XIII secolo, il chiodo di garofano diventa una delle basi della fitoterapia, in particolare nei trattamenti oro-dentali, come antalgico e come anestetico locale. L'Indonesia e il Madagascar sono attualmente i principali produttori di chiodi di garofano.

Descrizione botanica del chiodo di garofano

L'Eugenia caryophyllata (chiamata anche Syzygium aromaticum) è un albero di media o piccola grandezza, sempreverde, originario delle isole Molucche; viene coltivato, per utilizzarne la spezia, in Africa, Asia, America meridionale e Australia, anche se l'albero è originario dell'Indonesia. I chiodi di garofano si ottengono dai boccioli floreali, raccolti ancora ben chiusi ed essiccati al sole, in estate e in inverno. L'albero è eretto, con chioma tondeggiante, con grandi foglie di colore verde scuro, molto lucide, leggermente cuoiose; le giovani foglie sono soffuse di rosso; i fiori sono riuniti in corimbi ad ombrello; da un lungo calice rosso acceso sboccia un fiorellino bianco, dall'aspetto piumoso; ai fiori seguono piccole bacche rossastre. I boccioli essiccati hanno colore bruno e consistenza legnosa; si utilizzano interi, oppure vengono macinati, preferibilmente appena prima dell'utilizzo, per evitare la dispersione degli oli aromatici.

Composizione del chiodo di garofano

Parti utilizzate
I chiodi di garofano (i boccioli essiccati), da cui viene estratto l'olio essenziale, sono le parti utilizzate in fitoterapia.

Principi attivi
Il chiodo di garofano è costituito da oltre il 15% di olio essenziale e dal 70 al 90% di eugenolo, un composto antibatterico, antisettico e antifungico. Contiene anche tra il 9 e il 15% di acetato di eugenolo, tra il 5 e il 12% di beta-cariofillene e il 2% di acido oleanico. Sono anche presenti altri principi attivi, in minore quantità, come il cariofillene ossido, l'alfa-umulene e il copaene (inferiore all'1%). Si trovano infine anche tracce di furfurolo e vanillina.

Uso e posologia del chiodo di garofano

Dosaggio
Il chiodo di garofano viene più frequentemente utilizzato sotto forma di olio essenziale. Poiché il dosaggio è diverso a seconda del problema da trattare, il chiodo di garofano è spesso combinato all'olio essenziale di un'altra pianta.
- Contro il mal di denti, fare sciacqui utilizzando 3 gocce di olio essenziale in mezzo bicchiere di acqua tiepida.
- Sarà possibile utilizzare una mistura composta da 2 gocce di olio essenziale di chiodo di garofano associate a olio vegetale di macadamia per trattare una tonsillite (massaggiare i lati del collo), calmare un'infezione urinaria o genitale (applicato sul basso ventre), combattere la stanchezza (frizione del plesso solare) e in caso di infezione respiratoria o di bronchite (nella parte superiore della schiena e sul torace).
- Lo stesso preparato trova impiego in caso di epatite virale, con massaggi praticati nella parte superiore del ventre.
- Per attenuare il mal di denti, è necessario eseguire frizioni a livello delle gengive doloranti.

Precauzioni d'uso del chiodo di garofano
Rispettare con attenzione le dosi prescritte.

Controindicazioni
Il chiodo di garofano è sconsigliato nei bambini di età inferiore ai 12 anni, alle donne incinte o che allattano.

Effetti indesiderati
Un sovradosaggio può causare disturbi gastrointestinali di lieve entità, come vomito, nausea o diarrea.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari
L'olio essenziale di chiodo di garofano può essere impiegato nel trattamento di disturbi di lieve entità. Associandolo ad altre piante è possibile potenziarne gli effetti. Per curare gli stati di stanchezza e di spossatezza si utilizza una miscela composta da 1 goccia di chiodo di garofano combinata con 1 goccia di olio essenziale di ravensara (Cinnamomum camphora). Per attenuare il mal di denti, si raccomanda di utilizzare una miscela ottenuta a partire da: 1 ml di chiodo di garofano, 1 ml di menta piperita, 2 ml di olio di germe di grano e 1 ml di olio di santoreggia di montagna. Per calmare le afte, si utilizza 1 ml di chiodo di garofano associato a 2 ml di olio essenziale di tea tree, 4 ml di olio essenziale di alloro nobile e 3 ml si olio essenziale di timo thujanol.

Interazioni con i farmaci
Non esistono interazioni note.

Parere medico

Benefici noti
Il chiodo di garofano è efficace contro alcuni problemi digestivi, ad esempio il gonfiore addominale. Svolge anche un'azione antibatterica, antinfiammatoria e anestetica, soprattutto in caso di mal di denti.

Avvertenza
Per ottenere i massimi benefici correndo il minimo rischio, si raccomanda di consumare il chiodo di garofano in dosi mirate. Per uso esterno, l'olio essenziale si utilizza solo in modesta quantità, in quanto può risultare tossico. In ogni caso, prima di iniziare un trattamento, si raccomanda di consultare il proprio medico curante o il farmacista di fiducia.

La ricerca sul chiodo di garofano
Le ricerche sull'utilizzo del chiodo di garofano in fitoterapia sono praticamente assenti o molto scarse. Gli studi vertono piuttosto sul suo utilizzo in ambito industriale e sulla sua associazione con altri materiali, in particolare l'amianto.


Fonti:

Michel Botineau, Botanique systématique et appliquée des plantes à fleurs, éditions Tec & Doc;

Peter Marius Veth, Sue O'Connor et Matthew Spriggs, The Archaeology of the Aru Islands, Eastern Indonesia, Terra Australis, Vol. 22, février 2007;

Diana Wells, Ippy Patterson, 100 Flowers and How They Got Their Names, Algonquin Books of Chapel Hill,1997;

E. Teuscher, R. Anton, A. Lobstein, Plantes aromatiques: Epices aromates condiments et huiles essentielles, Editions Tec & Doc, 2005

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24/09/2014

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