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Dalla pianta al rimedio: istruzioni per l’uso

Procurarsi piante medicinali e farmaci di fitoterapia in farmacia è il modo più semplice, pratico e sicuro per curarsi in modo naturale. Il farmacista potrà darti informazioni sulle modalità di preparazione e sulle dosi da assumere. Ma se vuoi preparare da te le tue preparazioni a base di erbe, o se addirittura vuoi produrle tu stessa e raccoglierle, scopri i nostri consigli su come farlo in maniera corretta.

I segreti delle piante
© Getty Images

Per chi preferisce produrre da sé i rimedi a base di erbe, è necessario avere un minimo di formazione e di conoscenze in botanica e in fitoterapia. Ciò consente di trarre il massimo beneficio dalle piante e di evitare qualsiasi rischio. È indispensabile saper scegliere, fare un corretto utilizzo e rispettare le dosi di tutta o di una parte delle piante medicinali. Partendo dalla coltivazione, passando per la conservazione e arrivando infine alla preparazione, l’utilizzatore dovrà conoscere tutte le tappe e non esitare a chiedere il parere di un esperto competente.

Piante medicinali: dalla coltivazione alla conservazione

La coltivazione delle piante medicinali usate per preparati magistrali in farmacia o per la produzione di farmaci a base di piante, è sottomessa a regole molto severe. La scelta dei luoghi, le condizioni della coltivazione, le cure da prodigare alle piante, la raccolta e le condizioni di conservazione e di stoccaggio sono rigorosamente controllate dalle autorità sanitarie e agricole.

Coltivazione domestica

Naturalmente, se decidi di coltivare qualche pianta dalle virtù terapeutiche a casa tua, nessuno verrà a controllare la tua piccola produzione. Tuttavia, occorre avere un minimo di buon senso e prendere alcune precauzioni. Prima di iniziare a coltivare queste piante, l’ideale sarebbe consultare dei documenti e chiedere consiglio a qualcuno che abbia esperienza in questo campo, per esempio un botanico o, perché no, anche il tuo farmacista, in modo da scegliere le piante giuste.

Una volta identificata la tua selezione di piante, puoi coltivarle a casa tua nei vasi o in giardino. Attenzione, però! Assicurati che la terra sia priva di contaminanti o agenti potenzialmente tossici. Scegli quindi una terra certificata bio e, se la coltivi nel tuo giardino, scegli punti al riparo da eventuali scarti animali, soprattutto se ne possiedi uno. Anche l’esposizione al sole è importante. Informati sulle esigenze delle tue piante rispetto alla luce e, in base a queste, scegli un punto esposto al sole o, al contrario, all’ombra. Anche il periodo dell’anno per la coltivazione e la raccolta è importante per ottenere una resa migliore e una qualità ottimale.

Raccolta in piena natura

Se scegli la raccolta in piena natura, verifica che si tratti della pianta che stai cercando, che sia in buono stato e che non sia una specie protetta per non avere guai con la giustizia. Dai la preferenza al mattino presto per la raccolta ed evita le ore più calde. Inoltre, sempre per evitare contaminanti, non raccogliere le piante né ai bordi delle strade, dei grandi assi, delle strade battute, né sui campi. Raccogli solo la parte o le parti che ti saranno utili e non superare la quantità di cui hai bisogno.

Preparare la pianta

Una volta raccolta la pianta o i suoi elementi, occorre togliere le parti rovinate e l’eccesso di umidità e all’occorrenza tagliare le parti da utilizzare, soprattutto gli steli e le radici, prima di farle seccare stendendole su un solo strato in una stanza asciutta e ventilata o al sole. I fiori e le cortecce sono le parti più difficili da conservare.

Conservare la pianta

Una volta seccata, metti la pianta o le parti della pianta in un sacchetto di carta o in una scatola di legno o porcellana ben chiusi ma non ermeticamente. Fino al momento dell’utilizzo conserva le piante o gli elementi vegetali seccati in una stanza fresca e al riparo dall’umidità.

Utilizzo: dalla preparazione al consumo

Prima di procedere a una qualsiasi preparazione, informati sulla quantità esatta di pianta e sul volume di liquido o solvente da utilizzare, ma anche sulla quantità da consumare e sulla durata del trattamento consigliata.

Le 3 preparazioni base

Per preparare le tue erbe senza complicarti la vita, sappi che esistono 3 diverse modalità di preparazione base. Alcuni botanici e farmacisti raggruppano queste 3 preparazioni di base sotto il nome generico di tisane. Si tratta dell’infuso, del decotto e della macerazione.

  • L’infuso è la modalità più semplice e più rapida. O si mette la pianta in acqua quando giunge a ebollizione, o si versa dell’acqua bollente sulla pianta. Si mescola e in seguito si copre e si lascia in infusione per un tempo che varia in funzione della parte di pianta utilizzata, da qualche minuto a quasi un’ora.
  • Il decotto consiste nel lasciare la pianta o parte della pianta nell’acqua in ebollizione per tempi più lunghi, da 10 minuti a molte ore. Questo procedimento si utilizza per le parti più spesse come gli steli, la corteccia o i frutti. Alcuni decotti si fanno con il vino.
  • La macerazione consiste nel mettere la pianta a contatto con un liquido a temperatura ambiente (acqua, vino, alcol, olio). La durata di macerazione varia molto, da 30 minuti a diverse settimane in base alla pianta o alla parte di pianta, al liquido utilizzato e all’uso che si farà del miscuglio.

Altre preparazioni

Si ricavano dalla macerazione, in genere con dell’alcol e talvolta con altri solventi come l’etere.

  • Le tinture vegetali sono liquidi ricavati dalle piante seccate con dell’alcol, di solito con un rapporto pianta/alcol di 1/5. Il grado alcolico finale è di 60°-70°. Le tinture madri, più concentrate, vengono utilizzate nell’omeopatia.
  • Gli alcolati si ottengono attraverso la macerazione della pianta fresca nell’alcol. La loro concentrazione è meno alta di quella delle tinture madri ma si conservano meno a lungo.
  • Gli estratti si ottengono dopo l’evaporazione di una sostanza estrattiva come il decotto o la tintura. Possono avere una consistenza solida, semi-liquida o liquida.

È possibile preparare le piante anche sotto forma di polvere ma il procedimento è laborioso perché, oltre che dell’essiccamento, necessita di una sottile molatura al mortaio o attraverso un macinino e poi di un setaccio. A causa delle “moderne” restrizioni, la stabilità delle polveri “fatte in casa” è molto relativa e hanno una durata più breve di quelle dei farmaci di fitoterapia.

Utilizzi delle piante medicinali

In generale, ricorda che un farmaco o una preparazione a base di piante non deve mai essere somministrata per iniezione intramuscolare, sottocutanea o intravenosa. Come uso interno, quindi, le preparazioni a base di piante si somministrano per via orale e alcune sotto forma di nebulizzati. Le altre modalità di utilizzo sono topiche: gargarismi, risciacqui, applicazioni nasali o nelle orecchie. Per la pelle si utilizzano sotto forma di lozioni, per il bagno sotto forma di garze imbevute o di cataplasmi. Esistono inoltre preparazioni lassative da utilizzare sotto forma di clisteri. Ricorda di rispettare sempre le dosi, le modalità e la via di somministrazione delle preparazioni a base di piante.

Dott. Jesus Cardenas

Fonti:

Jacques Fleurentin. Du bon usage des plantes qui soignent. Editions Ouest-France 2013.

Carole Minker. 200 plantes qui vous veulent du bien. Editions Larousse, 2013.

Dr Jörg Grünwald, Christof Jänicke. Guide de la phytothérapie. Editions Marabout 2007.

Gérard Debuigne, François Couplan. Petit Larousse des plantes médicinales. Editions Larousse, 2013.

Précis de phytothérapie. Editions Alpen, 2010.

Société française d’ethnopharmacologie

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16/05/2014

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