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Fitoterapia: curarsi con le erbe

I nostri antenati si curavano con piante ed erbe dalle proprietà medicinali in grado di ristabilire il giusto stato di salute del corpo e dello spirito. Gli odierni farmaci si basano sugli stessi principi attivi esistenti in natura, svelando l’enorme potere di quest’ultima sull’uomo. Doctissimo ti propone una piccola guida per curarti in maniera naturale e sicura.

Curarsi con erbe e piante officinali
© Getty Images

Fitoterapia: guarire con le piante

Da tempo immemore l’uomo ha trovato nelle piante un valido alleato per la sua salute: tutti i popoli, di tutti le epoche, hanno usufruito dei principi attivi naturali per curare malattie e disturbi fisici che li affliggevano, ottenendo dei risultati importanti. Ci sono tracce di tali pratiche già 1500 anni prima di Cristo presso la civiltà egizia e Ippocrate era noto nella sua epoca per utilizzare le piante come cura medica efficace. Oggi, le “piante medicinali” sono definite dall’OMS come organismi vegetali che contengono dei principi attivi in grado di curare e lenire disturbi e malattie negli esseri umani e animali. La fitoterapia (dal Greco, phytón e therapéia ovvero la cura con le piante), nonostante le sue origini molto antiche, non viene però riconosciuta ufficialmente come terapia medica ma come medicina alternativa o complementare, da affiancare alle cure canoniche e riconosciute come scientifiche. In Inghilterra, e per ora solo lì,  è nata una categoria professionale riconosciuta a livello nazionale e istituzionale: è nato inoltre un corso universitario per diventare, alla fine degli anni di studio, fitoterapeuti professionisti, titolo che viene riconosciuto dalla legge dello stato inglese.

Ad ogni pianta un principio attivo terapeutico

In natura ci sono molte specie di piante ed erbe che hanno le potenzialità giuste per qualsiasi tipo di malattia, il difficile sta nel sapere cosa è in grado di guarire un certo tipo di disturbo: per chiarirsi le idee è utile conoscere alcuni dei principi attivi comuni a tutte le piante.

Gli alcaloidi sono delle sostanze molto diffuse e sono in grado di ottenere dei risultati importanti: i più conosciuti sono morfina e caffeina, ma anche teobromina, nicotina e mescalina sono piuttosto noti. Ci sono poi i polifenoli, dei potenti antiossidanti naturali in grado di contrastare i radicali liberi (il più noto è il tannino) e i flavonoidi, chiamati anche bioflavonoidi, raggruppati sotto il nome di vitamina P, molto simili ai polifenoli in quanto aventi anch’essi proprietà antiossidanti e coloranti (gli antociani contenuti nei succhi di frutta sono i flavonoidi più famosi). Nelle piante sono presenti anche i terpeni (o terpenoidi, in base alla variazione della composizione chimica) responsabili di odori e profumi di fiori ed erbe: sono proprio i terpeni a caratterizzare gli oli essenziali ricavati dalla natura che normalmente sono presenti sul mercato, come limonene, mentolo, canfora.

I glicosidi sono delle sostanze che, all’interno del metabolismo di piante e vegetali, è responsabile dell’immagazzinamento degli zuccheri; alcuni sono ricavati dai flavonoidi e presentano proprietà dolcificanti e conservanti per gli alimenti. I più conosciuti sono ginseng, echinacea, liquirizia e rabarbaro, tutti dei noti corroboranti per l’organismo.

Facciamo un esempio di come mixare ad arte delle piante officinali possa dar vita a composti naturali ottimi per la salute: la pianta della valeriana, che è sia un alcaloide che un flavonoide, rivela la sua grande versatilità in ambito fitoterapico soprattutto quando viene mescolata con melissa e luppolo (entrambi dalle note proprietà calmanti). Il composto viene utilizzato per alleviare lo stress, per superare traumi, depressioni lievi e ogni qualvolta c’è bisogno di staccare la spina e concentrarsi su se stessi. In campo fitoterapico la valeriana possiede  una fetta di mercato molto ampia e prende sempre più spesso il posto della classica camomilla per la sua maggiore efficacia. Tutti i principi attivi delle piante vengono chiamati metaboliti: ognuno ha un impiego diverso nella fitoterapia e la loro efficacia si riassume in diversi modi. Che siano antimicrobici, antiossidanti, antinfiammatori, lassativi, capaci di regolare l’equilibrio ormonale dell’organismo o di agire sul SNC, non bisogna dimenticare che alcuni di essi sono tossici (vedi stricnina o nicotina) e bisogna sempre rivolgersi ad un esperto che ci indichi la quantità e il giusto mix di sostanze adatte alla nostra salute.

Come si ricavano i principi attivi dalle piante medicinali?

Gli esperti di fitoterapia si avvalgono di alcune tecniche particolari per ricavare i principi attivi delle piante utilizzabili nella cura di diversi disturbi. Prendendo ispirazione dalla chimica, le sostanze si ottengono spesso essiccando la pianta o estraendone quello di cui si ha bisogno: con l’aiuto di acqua, alcool, olio o solventi vengono estratti i principi attivi curativi, definendo i composti ottenuti rispettivamente in infusi, tinture, oleoliti o estratti. Per farsi prescrivere il tipo di composto di cui si ha bisogno, è necessario rivolgersi ad esperti e recarsi in erboristerie o farmacie che vendano preparazioni galeniche, le quali a loro volta devono rispettare degli standard europei di qualità, se messe sugli scaffali in formulazioni già pronte, e superare test tossicologici, quando sono preparate ad personam. 

Per approfondimenti è possibile consultare la lista dei disturbi da curare con piante ed erbe medicinali di Doctissimo e connettersi al sito della Società Italiana di Fitoterapia -  SIFIT (http://www.sifit.org) per informazioni sulla formazione professionale e sui corsi riconosciuti.

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30/10/2013

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