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Ippocastano

In fitoterapia l'ippocastano rappresenta un prodotto di riferimento, in particolare grazie alle sue proprietà venotrope, ma possiede molte altre virtù, sia in campo cosmetico che in medicina

Ippocastano
© Getty Images

Tutti i nomi dell'ippocastano

Nome scientifico: Aesculus hippocastanum
Nomi comuni: ippocastano, castagno d’India
Nome inglese: horse chestnut
Classificazione botanica: famiglia delle Ippocastanacee (Hippocastanaceae)
Forme e preparazioni: gellule, gel, decotto, estratto, tintura madre.

Proprietà medicinali dell’ippocastano

Uso interno

Tonico venoso: varici, gambe pesanti, piccoli ematomi, emorroidi. Favorisce inoltre la vasocostrizione. Effetto decongestionante: edemi, occhiaie, couperose. Effetto antinfiammatorio: gambe pesanti, crampi. Effetto tonico: geloni, crampi notturni, aumenta la resistenza dei vasi sanguigni e li rende più permeabili. Lieve effetto antiemorragico: capillari fragili. Facilita il funzionamento del sistema cardiovascolare. Calma i dolori mestruali.

Uso esterno

Riduce i geloni. Cancella le occhiaie e riduce i rigonfiamenti della pelle. In gel viene utilizzato per massaggiare le gambe, alleviando così dolori e senso di pesantezza.

Indicazioni terapeutiche usuali

Insufficienza venosa e problemi di emorroidi. Ritenzione idrica (cellulite).

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate

Riduce i disturbi funzionali legati alla fragilità capillare e cutanea (petecchie, occhiaie, ecchimosi ecc.) e contribuisce a mantenere in buona salute il sistema cardiovascolare.

Cenni storici sull'utilizzo dell'ippocastano in fitoterapia

Contrariamente a quanto sembra suggerire il suon nome (è noto anche come castagno d'India), questo albero è originario dell'Asia minore. Alcuni ricercatori sono giunti alla conclusione che l'ippocastano cresceva già prima dell'ultima glaciazione. Dopo essere sopravvissuto alle foreste umide dei Balcani si è diffuso nel Nord dell'Europa centrale e venne introdotto a Costantinopoli verso il 1557. A quell'epoca, quando si scopriva una pianta esotica, spesso si sosteneva che provenisse dall'India. A partire dal XVIII secolo i frutti sono stati utilizzati per trattare le bronchiti croniche, le vertigini, l'epilessia, le emicranie, le emorragie uterine, le emorroidi e il muco intestinale ed erano tra gli ingredienti della polvere da fiuto utilizzata per trattare i polipi nasali. Il nome ippocastano deriva dal fatto che i veterinari se ne servivano per guarire la tosse cronica dei cavalli. In Francia era tradizione raccomandare di portare con sé dei frutti di ippocastano per prevenire i reumatismi, le lombalgie e le crisi di gotta.

Descrizione botanica dell'ippocastano

È un albero di grandi dimensioni con frutti ovoidali, che cresce spontaneamente sul bordo delle strade e nei giardini; può vivere più di trecento anni e raggiungere l'altezza di 30 m. È diffuso nelle zone temperate fino a un'altitudine di 1000 m. Il tronco è grigio-bruno e le foglie sono palmate e opposte e presentano un lungo picciolo. Da ogni picciolo sorgono da 5 a 7 foglioline lanceolate con i bordi a doppia seghettatura. I fiori sono bianchi e odorosi, spesso con chiazze rosate o rosse, e sono disposti in pannocchie erette di forma. Il frutto è circondato da una capsula ovale o rotonda, ricoperta di piccole spine verde pallido, che si apre in tre valve di deiscenza e contiene uno o due semi lisci, bruni e non commestibili. In realtà il nome ippocastano deriva dal fatto che il suo frutto è simile alla castagna.

Composizione

Parti utilizzate
Corteccia, semi e gemme.

Principi attivi
Nel seme sono presenti delle saponine triterpeniche, diversi flavonoidi, tra cui il quercetolo e il kaempferol, e un tannino catechico di natura polifenolica.
Nella corteccia sono presenti: escina, eterosidi cumarinici, esculoside (glucoside dell'esculetolo), antiossidanti, vitamina P, polisaccaridi e sterolo.

Utilizzo e posologia

Dosaggio

  • Per trattare l'insufficienza venosa e i problemi circolatori: 1-2 gellule con un grande bicchiere d'acqua, tre volte al giorno. 
  • In tintura madre: 50 gocce mattina e sera in poca acqua.  
  • In crema o gel per uso topico: massaggi dolci.
  • Per gli infusi si utilizzano le foglie e la corteccia.
  • Per uso medico si impiegano gli estratti dei semi e delle gemme. 
  • I decotti a base di foglie o di corteccia si applicano sulle varici doloranti

Precauzioni d'impiego

Non vanno applicati i decotti, la crema o il gel sulle piaghe ulcerate.  

Controindicazioni

L'ippocastano è sconsigliato alle donne incinte o che allattano e ai bambini piccoli ed è inoltre da evitare in caso di insufficienza renale o epatica e di diabete insulinodipendente. 


Effetti indesiderati

L'ippocastano contiene una sostanza potenzialmente tossica chiamata "esculina", ma tutti i prodotti commercializzati ne sono privi. 

Interazioni con piante medicinali o integratori

È stato dimostrato che l'estratto normalizzato di semi di ippocastano può avere un effetto ipoglicemizzante e quindi non deve essere associato a piante che hanno le stesse proprietà. Per ridurre i problemi di insufficienza venosa l'ippocastano può essere associato al meliloto, mentre per trattare le ulcere varicose viene utilizzato in combinazione con l'equiseto e nel trattamento delle emorroidi è utilizzato insieme al cipresso o alla vite rossa.

Interazioni con farmaci

Bisogna evitare di associare la pianta ai farmaci anticoagulanti, ipoglicemizzanti o contenenti litio.

Il parere del medico

Le proprietà benefiche riconosciute

L'ippocastano aiuta ad attenuare i disturbi venosi (emorroidi, gambe dolorose, ematomi, couperose) e i problemi di fragilità capillare ed è inoltre efficace nella riduzione degli edemi, delle occhiaie e della cellulite; contribuisce infine ad aumentare la resistenza dei vasi sanguigni e a facilitare la circolazione cardiaca. .

Avvertenza

L'ippocastano fresco non è commestibile, anche se assomiglia molto alla castagna, e anzi presenta una certo grado di tossicità: è preferibile utilizzare l'estratto di ippocastano normalizzato nel contenuto di escina.

La ricerca sull'ippocastano

L'efficacia dell'estratto di semi di ippocastano per il trattamento dei problemi correlati all'insufficienza venosa (varici, dolori, edemi localizzati, crampi notturni, prurito, pesantezza) è stata ufficialmente riconosciuta da parte della Commissione E tedesca (istituita in Germania tra il 1978 e il 1994 per valutare le proprietà medicinali di diverse piante), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytotherapy). Secondo gli studi condotti sull'argomento, pare che l'assunzione di ippocastano sia altrettanto efficace delle osserutine e delle calze contenitive. Degli studi clinici condotti su 38 pazienti con emorroidi, ai quali erano state prescritte 3 compresse di escina estratta dall'ippocastano per 40 giorni, hanno evidenziato una riduzione importante dei principali sintomi (sanguinamento, dolori e dimensioni delle emorroidi) già dopo una settimana di trattamento.

Fonti:

Blumenthal M (Ed). The ABC Clinical Guide to Herbs (La guida clinica di base sulle erbe), American Botanical Council, Stati Uniti, 2003.
DerMarderosian A et al. Horse Chestnut, The Review of Natural Products - Facts and Comparisons, (L’ippocastano, Rivista sui prodotti naturali – Fatti e confronti), Stati Uniti, 1998.
Ernst Edzard (Ed). The Desktop Guide to Complementary and Alternative Medicine (Desktop guide sulla medicina complementare e alternativa), Mosby, Grande-Bretagne, 2001.
European Scientific Cooperative on Phytotherapy (Ed). Hippocastani semen, ESCOP Monographs on the Medicinal Uses of Plants Drugs, Centre for Complementary Health Studies (Monografie sugli utilizzi clinici delle piante medicinali. Centro studi sulla medicina alternativa), Università di Exeter, Gran Bretagna, 1999.
National Library of Medicine (Ed). PubMed, NCBI.
Natural Standard (Ed). Foods, Herbs & Supplements - Horse Chestnut, Nature Medicine Quality Standard (Alimenti, erbe e integratori – l’ippocastano. Natura, Medicina, Standard di qualità).
Organizzazione Mondiale della Sanità. WHO monographs on selected medicinal plants (Monografie dell’OMS su piante medicinali selezionate), vol. 2, Svizzera, 2002.
Pizzorno JE Jr, Murray Michael T (Ed). Textbook of Natural Medicine (Manuale di medicina naturale), Churchill Livingstone, Stati Uniti, 1999.
Santé Canada. Médicaments et produits de santé. Base de données d'ingrédients de produits de santé naturels (Farmaci e prodotti sanitari. Database degli ingredienti di prodotti farmaceutici naturali). The Natural Pharmacist (Ed). Natural Products Encyclopedia, Herbs & Supplements - Horse Chestnut, ConsumerLab.com.

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17/10/2014

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