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Epilobio

Reso celebre dal best-seller di una botanica austriaca, l'epilobio è principalmente utilizzato nel trattamento dei disturbi della prostata. Tuttavia, la sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, astringenti e calmanti aiutano a combattere diverse altre patologie, tra cui gastroenteriti, diarree, laringiti, irritazioni cutanee... L'epilobio è attualmente oggetto di numerose ricerche scientifiche

Epilobio
© Getty Images

Tutti i nomi dell'epilobio

Nome scientifico: Epilobium angustiflium, Epilobium parviflorum
Nomi comuni: epilobio a spiga, epilobio a foglie strette, alloro di Sant'Antonio, oleandro fiorito, vetrice fiorito
Nome inglese: fireweed
Classificazione botanica: famiglia delle onagracee (Onagraceae)
Forme e preparati: infusi, tinture, pomate, capsule

Proprietà terapeutiche dell'epilobio

Uso interno
Emolliente e astringente: l'epilobio è impiegato per il trattamento di coliti, infiammazioni intestinali e diarree, grazie alla presenza di tannini, che restringono i tessuti infiammati, e alle mucillagini, che nutrono i tessuti prosciugati. L'epilobio trova anche impiego nella cura delle infiammazioni e irritazioni della sfera otorinolaringoiatrica (ORL). Antinfiammatorio: grazie a un effetto inibitore delle prostaglandine, l'epilobio è raccomandato per tutti i disturbi a carico della prostata, iperplasia prostatica benigna, infiammazione, prostatite acuta (infezione batterica) e altre infezioni. Dopo un intervento chirurgico calma i bruciori. Diuretico: l'epilobio è un coadiuvante nel trattamento delle cistiti e, in generale, di tutte le infiammazioni a carico della sfera urinaria.

Uso esterno
Utilizzato come balsamo, l'epilobio cura le irritazioni cutanee, in particolare nei bambini. Sotto forma di sciacqui, attenua le infiammazioni gengivali. Antibatterica, questa pianta svolge un'azione disinfettante sulle ferite.

Indicazioni terapeutiche

Indicazioni terapeutiche abituali
Disturbi della prostata, infiammazioni e infezioni della sfera urinaria, gastroenteriti, diarree, vomito accompagnato da diarrea nel bambino, laringiti, irritazioni cutanee, infiammazioni gengivali.

Altre indicazioni terapeutiche note
Dissenteria limitata (azione tonificante dei tannini dell'epilobio), tonico-digestivo (l'epilobio aumenta la produzione di enzimi del pancreas e dello stomaco), menorragia e leucorrea.

Tutti i segreti dell'epilobio

Storia dell'utilizzo dell'epilobio in fitoterapia
Nonostante sia tradizionalmente impiegato da secoli, ad esempio dagli amerindi, a differenza di altre specie, come pianta officinale, l'epilobio non vanta la stessa lunga storia di altre varietà botaniche. È citato per la prima volta nel XVII secolo dal botanico, erborista e fisico inglese Nicholas Culpeper, nell'opera The English Physician (del 1652). Tuttavia, occorrerà attendere il XX secolo e il best-seller della botanica austriaca Maria Treben, La salute dalla farmacia del Signore, perché l'epilobio ottenga il "certificato ufficiale" di pianta medicinale da prediligere in caso di disturbi a carico della prostata. Eppure, non tutte le specie di epilobio vantano proprietà curative; sono quelle caratterizzate da fiorellini di colore dal rosso al rosa pallido.

Descrizione botanica dell'epilobio
Pianta perenne con steli eretti, originaria di Europa e Asia, l'epilobio può raggiungere un'altezza massima di 2 metri. Cresce in tutte le aree temperate dell'emisfero settentrionale, fino a 2.500 metri di altitudine e in aree aperte come radure, scarpate, burroni umidi... In generale, predilige terreni freschi e sempre leggermente umidi e ricchi di sostanza organica. È anche presente in aree che sono state bruciate. L'epilobio presenta foglie lanceolate e molto allungate. Disposte a spiga, sono caratterizzate da nervature circolari che non terminano sui bordi. I fiori si presentano in grappoli che crescono, di fatto, sul baccello del seme, di un colore che va dal rosso porpora al magenta. In alto, una capsula lineare rosso scuro libera, aprendosi, centinaia di semi, favorendo così l'inseminazione. L'epilobio si riproduce anche attraverso le radici. La fioritura è progressiva, tra i mesi di luglio e agosto, partendo dai fiori più bassi, prima di lasciar sbocciare quelli posti più in alto.

Composizione dell'epilobio

Parti utilizzate
In fitoterapia, le parti utilizzate dell'epilobio sono le foglie e i fiori, ma anche le sommità fiorite.

Principi attivi
Tannini, flavonoidi, fitosteroli, mucillagini, vitamina C, pro-vitamina A.

Uso e posologia dell'epilobio

Dosaggio
- L'epilobio si usa principalmente come infuso, in dosi da uno a due cucchiaini da caffè di foglie essiccate per 250 ml di acqua. È preferibile berne due tazze al giorno: la prima al mattino, a digiuno, e la seconda mezz'ora rima di andare a letto.
- La tintura di epilobio si prepara con foglie recentemente essiccate, in dosi di 100 g di foglie per 500 ml d'alcol a 40 o 50°. La posologia è di un minimo di 40 a un massimo di 60 gocce diluite in acqua, da assumere da una a quattro volte al giorno.
- L'epilobio esiste come integratore alimentare in capsule. In questo caso, la posologia è da tre a sei capsule al giorno, da assumere accompagnate da abbondante acqua.

Precauzioni d'uso dell'epilobio
L'epilobio è noto per le sue proprietà antiossidanti. Tuttavia, se ne sconsiglia l'utilizzo per il trattamento dello stress ossidativo, perché questa pianta è al tempo stesso astringente e svolge un'azione sulle mucose gastriche: una tisana al giorno di epilobio per un periodo di tempo prolungato potrebbe quindi comprometterne il buon funzionamento.

Controindicazioni
Non esistono controindicazioni note.

Effetti indesiderati
Non sono stati riferiti effetti collaterali.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari
Nessuna interazione nota.

Interazioni con i farmaci
Nessuna interazione nota.

Parere medico

Benefici noti
Grazie alla sua azione antiflogistica, l'epilobio interviene nel trattamento delle iperplasie benigne della prostata e, in generale, migliora il comfort urinario. Inoltre, uno dei principi attivi dell'epilobio, il miricetolo-3-0-beta-D-glucuronide, ha la particolarità di inibire la liberazione di prostaglandine. Poiché contiene dei tannini, questa pianta può anche combattere le infezioni e ridurre le emorragie, in particolare nei casi di ciclo mestruale eccessivamente abbondante. Questi componenti consentono anche di drenare le secrezioni in eccesso, di distendere i tessuti molli e riparare quelli danneggiati, da cui l'utilità dell'epilobio in affezioni come le diarree e le irritazioni cutanee (compreso l'eczema). Infine, l'epilobio vanta proprietà antinfiammatorie grazie alla presenza di un numero elevato di flavonoidi nella sua composizione.

Avvertenza
Qualsiasi iperplasia prostatica benigna (IPB o BPH - benign prostatic hyperplasia) richiede una diagnosi medica prima di avviare un'eventuale trattamento fitoterapico. I sintomi di questa affezione sono simili a quelli della prostatite acuta, e addirittura a quelli del cancro.

La ricerca sull'epilobio
Gli studi scientifici condotti sull'epilobio vertono essenzialmente sulla sua azione nei disturbi a carico della prostata e, in particolare, sull'effetto di inibitore della prostaglandina. Recenti studi hanno messo in evidenza altre proprietà della pianta, tra cui un effetto antiproliferativo dimostrato in vitro: due dei suoi componenti, l'enoteina A (presente solo nella specie Epilobium angustifolium) e l'enoteina B (contenuta nei tannini) impediscono lo sviluppo degli enzimi responsabili dell'iperplasia, nella fattispecie la 5-alfa-reduttasi e l'aromatasi.

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21/08/2014

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