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Escolzia

Maggiormente noto come papavero della California, l'escolzia è un sedativo e un ansiolitico naturale, coadiuvante nel trattamento di diversi disturbi del sonno, sia nell'adulto sia nel bambino: difficoltà di addormentamento, insonnie, enuresi... Questa pianta, che non genera alcuna assuefazione, placa anche gli stati di nervosismo e le forme lievi di ansia, oltre che attenuare i disturbi psicosomatici correlati.

Escolzia
© Getty Images

Tutti i nomi dell'escolzia

Nome scientifico: Eschscholzia californica
Nomi comuni: papavero della California
Nome inglese: California poppy
Classificazione botanica: famiglia delle papaveracee (Papaveraceae)
Forme e preparati: infusi, tintura madre, capsule di estratto secco, estratti fluidi

Proprietà terapeutiche dell'escolzia

Uso interno
Sedativo: l'escolzia favorisce l'addormentamento nell'adulto e nel bambino. Questo ipnotico naturale calma i bambini prima di andare a letto, riduce i risvegli notturni, l'enuresi e gli incubi. Ansiolitico: il papavero della California migliora i disturbi psichici normalizzando le funzioni psicologiche. Combatte il nervosismo e lo stress senza creare assuefazione, come gli stati lievi di ansia responsabili di palpitazioni o di sensazioni di oppressione. Antispasmodico: l'escolzia attenua i dolori, le coliche, le irritazioni intestinali, i crampi o le infiammazioni biliari o a carico della colecisti che accompagnano i disturbi del sonno.

Uso esterno
Nessun uso esterno.

Indicazioni terapeutiche

Indicazioni terapeutiche abituali
Disturbi del sonno, difficoltà di addormentamento, enuresi, incubi, risvegli notturni, forme lievi di ansia, stress, nervosismo, dolori associati ai disturbi del sonno.

Altre indicazioni terapeutiche note
L'escolzia può aiutare a ridurre le vampate di calore legate alla menopausa.

Tutti i segreti dell'escolzia

Storia dell'utilizzo dell'escolzia in fitoterapia
Originaria della costa pacifica degli Stati Uniti, da cui trae il nome di papavero della California, e del Canada meridionale, l'escolzia è un rimedio tradizionale dei popoli amerindi, utilizzato per le sue proprietà analgesiche: questa pianta contribuiva ad alleviare il mal di testa e il mal di denti di cui soffrivano queste popolazioni.

Benché l'escolzia sia stata introdotta in Europa nel XIX secolo, in origine era unicamente una pianta ornamentale. È anche in quell'epoca, e più precisamente nel 1820, che il botanico tedesco Aldelbert von Chamisso attribuisce al papavero della California il nome scientifico di "eschscholtzia", in onore di un medico botanico e naturalista baltico, Johann Friedrich von Eschscholtz. Dopo aver invaso i giardini europei, l'escolzia è stata riconosciuta per le sue proprietà terapeutiche e oggi questa pianta rientra nella Farmacopea italiana.

Descrizione botanica dell'escolzia
Parente del papavero sonnifero (Papaver somniferum), l'escolzia non è comunque un narcotico. Questa pianta perenne o annuale, secondo le varietà, appartiene anche alla famiglia dei papaveri e cresce in aree soleggiate, in tutti i tipi di terreno, poveri o ricchi di sostanze nutrienti, e sopporta qualsiasi tipo di suolo, anche quello calcareo. Richiede un buon drenaggio. Alta 40 cm, questa pianta presenta foglie lanceolate e finemente frastagliate, di color verde bluastro, da 15 a 20 cm di lunghezza. Simbolo della Stato della California, l'escolzia produce anche dei fiori di color giallo inteso o aranciato formati da quattro petali, che fioriscono tra la primavera e l'estate. Altre varietà possono produrre fiori rosa, rossi o bianchi.

Il bocciolo dell'escolzia è caratteristico: oblungo, con l'estremità molto appuntita. I semi sono contenuti in una capsula allungata che costituisce il frutto.

Composizione dell'escolzia

Parti utilizzate
Le parti dell'escolzia utilizzate in fitoterapia sono le parti aeree assunte per via orale.

Principi attivi
Alcaloidi isochinolinici, glucosidi flavonici, fitosteroli, carotenoidi, mucillagini, linamarina.

Uso e posologia dell'escolzia

Dosaggio
Gli alcaloidi responsabili dell'effetto ansiolitico dell'escolzia non sono solubili in acqua. Gli infusi non sono quindi efficaci nel trattamento delle forme leggere di ansia.
- Un infuso di papavero della California si prepara utilizzando 5 g di parti aeree essiccate, da lasciare in infusione per quindici minuti in una tazza di acqua bollente, da bere prima di andare a letto.
- In capsula di estratto secco, la posologia è di 2 capsule da 100 g, da assumere a cena, poi altre due al momento di coricarsi.
- L'assunzione di escolzia sotto forma di tintura madre richiede la diluizione di un minimo di 100 a un massimo di 150 gocce in un bicchiere d'acqua. Bere il composto un'ora prima di andare a letto. Può risultare più facile consumare l'estratto fluido, più concentrato, in dosi da 15 a 30 gocce, da una a tre volte al giorno.

Precauzioni d'uso dell'escolzia
Gli operatori di macchinari o i conducenti di veicoli devono considerare gli effetti sedativi dell'escolzia. Inoltre, il papavero della California non va assolutamente associato al consumo di alcol. Le persone in attesa di sottoporsi a interventi chirurgici dovranno interrompere l'assunzione di escolzia da una settimana a dieci giorni prima dell'operazione, per evitare interferenze con eventuali altri farmaci (anestetici o altri).

Controindicazioni
Nonostante la pianta sia priva di tossicità, l'escolzia è sconsigliata durante la gravidanza e l'allattamento, nei bambini di età inferiore ai 6 anni e in caso di antecedente di glaucoma, per la presenza di alcuni alcaloidi, tra cui la sanguinarina. Benché si sospetti che la sanguinarina sia responsabile della formazione di glaucomi, questa sostanza è principalmente concentrata nella radice della pianta, che non viene utilizzata in fitoterapia. Il papavero della California è anche controindicato nei soggetti allergici alle piante della famiglia delle papaveracee e ad alcuni farmaci, come la morfina e la codeina.

Effetti indesiderati
Raramente l'escolzia può indurre un leggero stato di torpore. Tra gli altri effetti collaterali, sono stati riferiti sonnolenza mattutina e rigidità muscolare. Utilizzata in associazione con il biancospino, l'escolzia può anche causare nausea.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari
L'escolzia può essere associata ad altre piante, in funzione dell'effetto desiderato: il papavero in caso di incubi notturni, l'eleuterococco contro l'enuresi, il marrubio per le persone che hanno difficoltà ad addormentarsi. In compenso, il papavero della California intensifica gli effetti di altre piante officinali, in particolare il kawa kawa, la valeriana, il corniolo giamaicano e l'iperico, con un rischio di sonnolenza.

Interazioni con i farmaci
Associata all'assunzione di tranquillanti, l'escolzia può aumentarne le proprietà sedative. Interagisce con gli oppiacei, i barbiturici e le benzodiazepine. Ne è quindi sconsigliata qualunque associazione.

Parere medico

Benefici noti
Il soprannome di "pianta del sonno ristoratore" attribuito all'escolzia non è usurpato. Meglio nota con il nome di papavero della California, questa pianta presenta, infatti, tutte le proprietà sedative degli ipnotici, con il grande vantaggio di non creare assuefazione. Gli alcaloidi, che sono i principali componenti dell'escolzia, sono coadiuvanti nel trattamento dei disturbi del sonno, nelle difficoltà di addormentamento e nei risvegli notturni. Se le radici contengono una maggior quantità di alcaloidi, non vengono utilizzate in fitoterapia, perché contengono della sanguinarina, una sostanza tossica e responsabile della formazione di glaucomi. Grazie alla presenza di protopina, l'escolzia è anche una pianta anticolinergica e antispasmodica, che può aiutare a curare alcuni dolori. Infine, permette di evitare un trattamento farmacologico in caso di lieve ansia accompagnata da disturbi psicosomatici, senza per questo determinare effetti rilevanti quanto la passiflora.

Avvertenze
È indispensabile rispettare le dosi consigliate e le precauzioni d'uso relative all'assunzione di escolzia. Si raccomanda inoltre di consultare un medico in caso di persistenza dei sintomi per oltre tre settimane o in caso di aggravamento.

La ricerca sull'escolzia
Alcuni studi francesi hanno consentito di dimostrare che l'escolzia presenta, di fatto, proprietà sedative e leggermente ansiolitiche, senza alcuna tossicità per l'organismo e senza creare assuefazione. Oggi la ricerca verte anche sugli effetti del papavero della California nel trattamento di alcune patologie, come le emicranie e altri dolori.

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21/08/2014

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