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Lavanda

La lavanda, già utilizzata nell’antichità dai Romani per il suo profumo e per le sue proprietà terapeutiche, è ancora oggi una delle piante medicinali più apprezzate in fitoterapia, soprattutto per i problemi digestivi, articolari e di nervosismo.

Lavanda
© Getty Images

Tutti i nomi della lavanda

Nome scientifico:Lavandula angustifolia
Nomi comuni: lavanda officinale, lavanda vera, spico
Nome inglese:lavender
Classificazione botanica: famiglia delle Labiate (Labiatae)
Forme e preparazioni: essenze, oli essenziali, decotti, tisane, polveri micronizzate, gellule, alcolati, tinture, nebulizzati.

Proprietà medicinali della lavanda

Utilizzo interno
Leggero effetto narcotico (cumarina): insonnia, isteria, disturbi nervosi. Effetto antispasmodico, grazie agli esteri contenuti nella pianta. Disturbi digestivi: digestione difficile legata allo stress o al nervosismo, ulcere. Disturbi respiratori: raffreddore, asma. Allevia le vertigini. Disturbi cardiovascolari: calma i sintomi iniziali dell'angina pectoris. Trattamento delle emicranie e delle cefalee.

Utilizzo esterno
Allevia alcune affezioni della pelle: eczema, acne, ustioni lievi, psoriasi, punture di insetti. Favorisce la cicatrizzazione e la guarigione delle piaghe e delle ulcere. Dolori articolari: distorsioni, slogature, contusioni e reumatismi. Azione antivipera, in caso di morso, antiparassitaria (pidocchi) e vermifuga.

Indicazioni terapeutiche usuali
Problemi dermatologici (battericida, antisettico). Dolori articolari e reumatici.
Irritazione e/o infiammazione respiratoria. Nervosismo, ansia, angoscia. Insonnia: facilita il sonno.

Altre indicazioni terapeutiche scientificamente dimostrate
La lavanda è un efficace battericida e un antisettico e favorisce la guarigione delle piaghe e delle ulcere della pelle; è anche un antiparassitario ed elimina i pidocchi. Neutralizza il veleno in caso di morso di vipera ed è coadiuvante nel trattamento delle distonie neurovegetative. Il suo olio essenziale è utilizzato in massoterapia

Cenni storici sull'utilizzo della lavanda in fitoterapia

La lavanda è originaria del bacino mediterraneo occidentale e già nell'antichità i Romani se ne servivano per profumare le terme e la biancheria. Nel XII secolo Santa Ildegarda di Bingen le riserva un posto di primo piano nella sua farmacopea naturale e, nella stessa epoca, la lavanda veniva coltivata nei monasteri per le sue proprietà terapeutiche. Nel Medioevo viene impiegata in Provenza per produrre medicinali e profumi, mentre a partire dal XIX secolo la sua coltivazione si è diffusa in molti paesi d'Europa e in America. La regione di Grasse, in Francia, rappresenta oggi la "capitale" della lavanda grazie all'elevata produzione di olio essenziale, utilizzato sia in fitoterapia sia in profumeria. Questa pianta aromatica cresce anche nei paesi seguenti: Portogallo, Spagna, Baleari, Somalia, India, Sahara e Australia.

Descrizione botanica

La lavanda è un piccolo arbusto dicotiledone della famiglia delle Labiate (o Lamiacee) che misura 30-60 cm di altezza e presenta dei rametti sottili e legnosi e delle foglie strette e lanceolate che si trovano solo alla base. I fiori della lavanda, di un blu tenue o violaceo, formano piccole corolle, sono raggruppati in spighe terminali ed emanano un profumo molto gradevole. La pianta cresce solo nei terreni rocciosi ma ben drenati, calcarei e soleggiati. È presente in tutta l'Europa mediterranea, a volte fino a 1800 m di altitudine, in particolare nelle Prealpi della Provenza. È un'eccellente pianta mellifera ed è molto apprezzata dalle api. 

Composizione

Parti utilizzate
Le sommità fiorite rappresentano l'unica parte utilizzata. 

Principi attivi 
Acidi fenolici; alcoli terpenici: linalolo, geraniolo; alcol perillico; cumarina; ombelliferone; tannini; esteri; ossidi; chetoni; aldeidi. 

Utilizzo e posologia

Dosaggio
- In polvere secca micronizzata (gellule): 1-2 g al giorno in tre assunzioni.
- Estratto secco (gellule): 200-400 mg al giorno in tre assunzioni.
-In infusione: 2 cucchiaini da te in 150 ml d'acqua calda. Bere fino a 3 tazze al giorno tra i pasti per contrastare o prevenire i problemi digestivi e per alleviare l'emicrania, le vertigini o i sintomi iniziali dell'angina pectoris.
- Alcolato: per le frizioni locali in caso di dolori articolari (mattina e sera).
- Per risanare il cuoio capelluto: frizionare leggermente con la punta delle dita tre volte alla settimana.
- Olio per massaggio: 2-4 gocce per 60 ml di base neutra (ad esempio olio di mandorla dolce) per alleviare i dolori legati alle distorsioni, alle slogature e ai crampi muscolari.
- In inalazione, per contrastare l'insonnia e il nervosismo: 2-4 gocce versate in un diffusore o 1-2 gocce su un tampone di ovatta messo in un cuscino.

Precauzioni d'impiego 

Anche se l'olio essenziale di lavanda può essere applicato direttamente sulla pelle, in presenza di pelle sensibile o molto reattiva (irritazione, prurito). 

Controindicazioni
La lavanda è sconsigliata alle persone che assumono prodotti naturali o farmaci ad effetto anticoagulante e alle donne incinte nei primi tre mesi di gravidanza. 

Effetti indesiderati 
Non si segnalano effetti indesiderati noti legati alla lavanda, anche se pare che alcune persone presentino una reazione eccessiva al suo effetto narcotico, benché quest'ultimo sia lieve.  

Interazioni con piante medicinali o integratori 
La lavanda è incompatibile con i sali di ferro e lo iodio.  

Interazioni con i farmaci 
Si sconsiglia di assumere la lavanda, in infusione o in altra forma, insieme ai farmaci anticoagulanti (a causa della cumarina in essa contenuta).  

Il parere del medico

Le proprietà benefiche riconosciute

La lavanda è raccomandata in particolare alle persone affette da disturbi nervosi o insonnia e ha un'azione lenitiva nei confronti dei problemi della pelle come la dermatite, l'eczema, la psoriasi e l'acne. L'olio essenziale di lavanda, usato per massaggi, allevia i dolori articolari e reumatici. Un po' di lavanda essiccata messa in infusione in una tazza d'acqua calda facilita la digestione, soprattutto nei soggetti nervosi.

Avvertenze
Si ritiene che la lavanda, assunta insieme allo iodio o ai sali di ferro, presenti una certa tossicità.

La ricerca sulla lavanda
Nel 1991 uno studio condotto a Vienna ha confermato con una certa evidenza l'effetto leggermente narcotico della lavanda quando essa è utilizzata per favorire il sonno o calmare gli stati ansiosi: si ritiene che la pianta agisca non solo attraverso il sistema olfattivo, ma direttamente sul sistema nervoso. Altre ricerche hanno permesso di giungere alla conclusione che l'olio essenziale di lavanda riduce non solo la pressione sanguigna ma anche alcuni indicatori psicologici del nervosismo e dello stress (ad esempio l'aumento del tasso di cortisolo). Alcuni studi clinici hanno inoltre dimostrato che grazie alle proprietà anticoagulanti delle cumarine la lavanda agisce sulla sintesi della protrombina a livello epatico. Alcuni ricercatori americani stanno studiando l'effetto del limonene e dell'alcol perillico contenuti nella lavanda per contrastare alcune forme tumorali. I risultati di alcuni studi effettuati su animali hanno dimostrato che la lavanda calma le reazioni spastiche, mentre uno studio in fitoterapia ha concluso che l'olio essenziale, in combinazione con altri oli essenziali (timo, cedro, rosmarino) e utilizzato per massaggi al cuoio capelluto, può contribuire a trattare l'alopecia e la caduta dei capelli.

 

Fonti:

BONNEFOY Jean-Paul, La Lavande, voyage au pays bleu (La lavanda: viaggio nel paese blu) Edizioni Barthélemy, 1997.
BUCHBAUER, JIROVETZ, JAGER, Evidence for sedative effects of the essential oil of Lavender after inhalation (Prove di efficacia sull'effetto sedativo dell'olio essenziale di lavanda) , BIOSC.
GRIEVE M., A Modern Herbal (Un erbario moderno), Edizioni Jonathan Cape, London, 1974.
HERAUD A., Nouveau dictionnaire des plantes médicinales (Nuovo dizionario delle piante medicinali), Edizioni Librairie Baillière et Fils, settima edizione, 1949.
BAUDOUX Dominique, L'aromathérapie - Se soigner par les huiles essentielles (L'aromaterapia: curarsi con gli oli essenziali), Atlantica, 2001.
FRANCHOMME P. e PÉNOËL D., L'aromathérapie exactement. Encyclopédie de l'utilisation thérapeutique des huiles essentielles (L'aromaterapia esattamente. Enciclopedia dell'utilizzo terapeutico degli oli essenziali), Edizioni Roger Jollois, France, 1990.

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04/11/2014

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