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Mirtillo

Il mirtillo, utilizzato in Europa a partire dal medioevo, è un piccolo arbusto della famiglia delle ericacee. Si utilizza generalmente il frutto, piccole bacche blu scuro, o le foglie in infusione. La notorietà di cui gode questa pianta in fitoterapia è dovuta all'utilizzo, in America del Nord e soprattutto in Canada, del mirtillo selvatico, una specie affine utilizzata ad esempio per i disturbi digestivi.

Mirtillo
© Getty Images

Tutti i nomi del mirtillo

Nome scientifico: Vaccinum myrtillus
Nome comune: mirtillo nero
Nome inglese: blueberry
Classificazione botanica: famiglia delle Ericacee (Ericaceae)
Forme e preparazioni: bacche fresche o essiccate, decotti, frutti e foglie in polvere.

Proprietà medicinali del mirtillo

Uso interno
Contro la diarrea: decotto di frutti essiccati. Lassativo: mirtilli freschi. Trattamento delle malatie degenerative dell'occhio, in particolare quelle legate ai disturbi della circolazione venosa. Trattamento del diabete: infuso di foglie di mirtillo.

Utilizzo esterno
Contro le infiammazioni della mucosa della gola e della bocca: decotti e gargarismi. 

Indicazioni terapeutiche del mirtillo

Diarrea; disturbi della visione notturna; disturbi della microcircolazione.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate
Disturbi della circolazione venosa.

Cenni storici sull'utilizzo del mirtillo in fitoterapia

Il mirtillo è utilizzato da più di un millennio come trattamento fitoterapico: nel medioevo veniva usato in caso di dissenteria e per contenere le epidemie di dissenteria. Le donne lo assumevano per interrompere la produzione del latte ed era inoltre utilizzato per combattere lo scorbuto. Nel corso dei secoli, nella medicina occidentale sono stati introdotti altri utilizzi terapeutici del mirtillo: alle foglie era attribuita la proprietà di abbassare il tasso di zucchero nel sangue ed erano quindi utilizzate come rimedio contro il diabete. Come molti altri piccoli frutti, il mirtillo era utilizzato per trattare i problemi circolatori e l'utilizzo di questa bacca nei casi di malattie oculari, come il glaucoma o la cataratta, si è mantenuto fino al XX secolo. Quando si insediarono in America del Nord, i primi coloni scoprirono una pianta simile al mirtillo nero, utilizzata dagli indiani d'America,  ma non è dato sapere se essa faceva parte dei rimedi della farmacopea tradizionale. Si ritiene che i fiori venissero utilizzati da alcune tribù per curare i casi di malattia mentale e che le foglie servissero per purificare il sangue. È stato in seguito a una serie di incendi che distrussero le foreste dei massicci nordamericani (in particolare in Canada) che il mirtillo si è diffuso sul territorio.

Descrizione botanica del mirtillo

Il mirtillo nero appartiene alla famiglia botanica delle ericacee, come gli altri esemplari del genere Vaccinium, tra cui il cranbery o mirtillo rosso americano. Il mirtillo europeo va distinto da quello originario dell'America settentrionale. Le piante coltivate attualmente derivano spesso da un incrocio tra le due specie. Si tratta di un piccolo e tozzo arbusto tappezzante che produce delle bacche blu scuro, a volte nere, e che ama i terreni acidi e ben drenati; spesso colonizza un'area a seguito dell'incendio di una foresta. 

Composizione

Parti utilizzate
Le bacche, fresche o essiccate (possono essere anche congelate); le foglie.

Principi attivi
Il pigmento blu scuro del mirtillo nero europeo e di quello americano appartiene alla famiglia degli antocianosidi ed è il principale responsabile degli effetti terapeutici del frutto. Il mirtillo contiene inoltre dei derivati dei flavonoidi, i flavonoli,  tra cui troviamo la quercetina. Si ritiene che l'effetto antidiarroico del mirtillo nero americano derivi dal basso contenuto di tannini.

Utilizzo e posologia del mirtillo

Dosaggio
- Decotto contro la diarrea: 30-35 g di frutti secchi per un litro d'acqua. Come per tutti i decotti, lasciar bollire per una decina di minuti. Assumere un massimo di 5 tazze al giorno fino al miglioramento dei sintomi.
- Miglioramento della vista: 50-120 g di frutti freschi 3 volte al giorno o estratto al 25% di antocianosidi: 50-150 mg 3 volte al giorno.
- Diabete: infuso di foglie (10 g in un litro d'acqua, 2 tazze al giorno). 

Precauzioni d'impiego
Il diabete è una malattia grave, che non può essere trattata correttamente senza essere seguiti dal medico: non ricorrere all'automedicazione. Se il tuo medico lo ritiene opportuno, le foglie di mirtillo possono essere utilizzate come integratore.

Controindicazioni
In caso di allattamento, a causa dei possibili effetti del mirtillo nero sulla produzione del latte.

Effetti indesiderati
Per quanto riguarda il frutto, non esistono effetti conosciuti. Se si supera di dieci volte la dose raccomandata, le foglie possono risultare tossiche.


Interazioni con piante medicinali o integratori
Nessuna interazione nota.

Interazione con i farmaci
In caso di assunzione di ipoglicemizzanti (sostanze che riducono il tasso di zucchero nel sangue) e di ipolipidemizzanti (sostanze che riducono il tasso di grassi nel sangue), è possibile che la loro azione risulti potenziata.

Il parere del medico

I benefici riconosciuti
Le preparazioni a base di mirtilli sono raccomandate per il trattamento problemi della vista: in particolare, aiutano a migliorare le visione notturna o crepuscolare, spesso debole nei miopi, e a contrastare l'affaticamento degli occhi o le malattie degenerative dell'occhio. In caso di diarrea, l'assunzione di polvere, estratti o mirtilli essiccati può aiutare a ridurre i sintomi e ristabilire rapidamente un alvo normale.
Come tutti i piccoli frutti e le bacche, il mirtillo europeo e quello americano hanno delle proprietà antiossidanti riconosciute e quindi la loro assunzione contribuisce al tono generale e aiuta il sistema immunitario.

Avvertenza
L'utilizzo delle foglie di mirtillo nel trattamento del diabete è empirico e finora non è stato scientificamente provato. Inoltre, anche se le preparazioni a base di estratti di mirtillo presentano numerosi benefici, soprattutto in caso di disturbi della vista, si tratta comunque di trattamenti coadiuvanti. Si raccomanda sempre di rivolgersi al medico. 

La ricerca sul mirtillo

Le ricerche più recenti sono state condotte sulla relazione tra il consumo di piccoli frutti (mirtillo nero europeo e americano, lampone ecc.) e la prevenzione del cancro, mentre altri studi hanno cercato di metterne in evidenza l'effetto preventivo nei confronti delle malattie cardiovascolari. Si ritiene inoltre che il mirtillo abbia delle proprietà neuroprotettive, ma sono necessari ulteriori studi per confermare i primi risultati. Il mirtillo, in particolare, è stato studiato dal ricercatore canadese Béliveau nel quadro generale di un'alimentazione preventiva nei confronti delle forme tumorali (anni 2000).
In precedenza sono stati condotti studi sul miglioramento della visione notturna, tra i quali il più noto è quello condotto dopo la seconda guerra mondiale su un campione di piloti della Royal Air Force. Tre studi successivi, controllati con placebo, non hanno dato risultati probanti né sulla visione notturna né sul rischio di abbagliamento, ma va sottolineato che le dosi impiegate erano basse. 
Due studi condotti nel 2005 hanno evidenziato gli effetti benefici dei preparati a base di estratti di mirtillo nei confronti dell'invecchiamento cerebrale (in particolare i soggetti con Malattia di Alzheimer). Nel 2009 alcuni ricercatori canadesi hanno sperimentato gli effetti del succo di mirtillo fermentato sul diabete e l'obesità, ma sono necessari studi supplementari in questo campo. 

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09/07/2015

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