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Cavolo

Se i benefici del cavolo nell'alimentazione sono noti e agiscono anche per prevenire l'insorgenza di alcune forme tumorali, le foglie a forma di croce applicate in uso esterno permettono di curare diverse patologie, dagli stati influenzali o affezioni delle vie respiratorie, alle lesioni cutanee, passando per i dolori articolari e le nevralgie. In uso interno, il cavolo è utile, tra l'altro, per alleviare i disturbi digestivi.

Cavolo
© Getty Images

Tutti i nomi del cavolo

Nome scientifico: Brassica oleracea
Nomi comuni: cavolo verde, cavolo bianco, cavolo rosso, cavolo di Bruxelles, cavolo di Milano, cavolo cinese.
Nome inglese: kale, Brussels sprout
Classificazione botanica: famiglia delle brassicacee (Brassicaceae)
Forme e preparati: cataplasmi, sciroppi, uso alimentare

Proprietà terapeutiche del cavolo

Uso interno
Tonificante: grazie al tenore di vitamine C, B1, A ed E, il cavolo cura gli stati di affaticamento generale, ma anche le anemie e le avitaminosi. Decongestionante: il succo di cavolo aiuta a combattere gli stati influenzali, le coliti e gli edemi. In generale, favorisce l'eliminazione delle tossine. La sua ricchezza di fibre permette di regolarizzare i transiti intestinali difficili. Aggiunto al miele, cura l'afonia. Digestivo: il cavolo svolge un'azione benefica su svariate malattie digestive, dalla diarrea alla colite, passando per i disturbi gastrici e intestinali. Decongestionante: il cavolo permette di ripristinare una buona circolazione sanguigna, nel caso di patologie cardiache e di insufficienze venose (varici, flebiti, ecc.). Favorisce l'eliminazione di tossine nei soggetti affetti da malattie epatiche.

Uso esterno
Antinfiammatorio: sotto forma di cataplasmi, il cavolo consente di curare le infiammazioni otorinolaringoiatriche (angine, laringiti), oltre che bronchiti, asma, ma anche emorroidi e dolori muscolari. Favorisce l'eliminazione dei versamenti di liquidi, ad esempio in caso di storte. Analgesico: il cavolo allevia i dolori nei soggetti che soffrono di diverse nevralgie, mal di testa, mal di denti e sciatalgie. Astringente: favorendo la rivitalizzazione dei tessuti, il cavolo attenua le affezioni cutanee, compresi gli herpes zoster. Calmante: il cavolo permette di curare le irritazioni oculari, l'arrossamento degli occhi o la congiuntivite.

Indicazioni terapeutiche abituali

Stanchezza, anemia, disturbi digestivi, dolori muscolari, nevralgie, stati influenzali, sinusite, laringite, bronchite, asma.

Altre indicazioni terapeutiche note

Problemi venosi alle gambe, ferite superficiali, malattie cutanee, congiuntiviti.

Storia dell'utilizzo del cavolo in fitoterapia

Secondo un antico mito greco, il cavolo selvatico è nato dalle gocce di sudore di Zeus. La pianta crucifera era già impiegata a quel tempo come pianta medicinale. Più precisamente, le donne in procinto di partorire mangiavano del cavolo per essere certe di avere latte a sufficienza dopo la nascita del bambino. I Romani, da parte loro, scoprirono altre proprietà del cavolo: serviva al tempo stesso come antidoto, e persino come cura preventiva dell'ubriachezza, e come disinfettante in caso di ferite (usato come cataplasma). D'altronde, Plinio il Vecchio non ha forse affermato che se i Romani si erano spacciati per medici nel corso dei secoli era proprio grazie al loro consumo di cavolo? Il cavolo, quindi, non solo fa parte della nostra alimentazione, ma anche delle piante officinali utilizzate da sempre, tanto più che la pianta è stata molto presto addomesticata.

Descrizione botanica del cavolo

Allo stato selvatico, il cavolo è l'antenato di diverse varietà note ai giorni nostri. Ha fatto la sua comparsa diversi milioni di anni fa e il suo addomesticamento risale a 2000 anni fa. Lo si trova ancora sulle coste rocciose del Mediterraneo, a nord della Spagna e a sud-ovest della Francia. Tutti i cavoli che rientrano nel nostro consumo giornaliero (cavoli verdi, bianchi, rossi, di Bruxelles, cappuccio...) sono piante crucifere, ovvero piante munite di un fiore con quattro petali a forma di croce. Presentano un gambo spesso e foglie di colore verde o grigiastro. Oggi esistono diverse varietà di cavolo da orto.

Composizione del cavolo

Parti utilizzate
In fitoterapia le parti utilizzate del cavolo sono le foglie.

Principi attivi
Vitamine A, B1, B2, C e K; flavonoidi, amminoacidi; glucosinolati.

Uso e posologia del cavolo

Dosaggio
- Il cavolo è molto utilizzato come cataplasma: togliere la costola centrale della foglia e schiacciarla con un rullo per farne fuoriuscire il succo, quindi applicare tre strati sulla zona da trattare prima di coprire con una compressa di garza.
- È anche possibile stirare la foglia (sempre dopo averne tolto la nervatura centrale) prima di posizionarla, ancora calda, sulla zona dolente.
- In uso interno, le foglie di cavolo si mangiano semplicemente crude o cotte, ma è anche possibile preparare uno sciroppo di cavolo utilizzando il succo delle foglie centrifugate e del miele per combattere la tosse grassa; in questi casi, assumere 3 o 4 cucchiaini di sciroppo nel corso della giornata.
- Il succo di cavolo centrifugato, con un apporto giornaliero di 100 ml (che corrisponde a un quarto di cavolo di medie dimensioni), combatte le gastriti, le ulcere gastriche, le ernie ietali, le esofagiti e così via.

Precauzioni d'uso del cavolo

Un cataplasma di cavolo deve rimanere in sede fino alla completa guarigione. Tuttavia, se posizionato per diverse ore, questo rimedio può far comparire delle vesciche.

Controindicazioni
Non esistono controindicazioni note.

Effetti indesiderati
Nei pazienti affetti da sindrome dell'intestino irritabile, il cavolo può provocare flatulenza, dolori addominali e persino diarrea.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari
Non sono state riferite interazioni note.

Interazioni con i farmaci
La vitamina K contenuta nel cavolo svolge un'azione anticoagulante. Per questo motivo, le persone sottoposte a un trattamento anticoagulante devono limitare il consumo di cavolo a una tazza al giorno. Peraltro, gli indoli contenuti nelle foglie possono ridurre l'efficacia di alcuni analgesici.

Benefici noti

In virtù dei suoi svariati componenti e del tenore elevato di vitamine, oltre che di flavonoidi, il cavolo è indiscutibilmente una delle piante essenziali in ambito fitoterapico. Nello stesso tempo antinfiammatorio, antiulceroso, antisecretorio, decongestionante e così via. In uso esterno, il cavolo permette di curare sia le malattie gastrointestinali o otorinolaringoiatriche sia le infiammazioni come reumatismi, dolori e ferite. È anche un buon alleato nei casi di affaticamento.

Avvertenze

Indipendentemente dalla natura della patologia che si intende curare, è fondamentale rispettare le dosi consigliate. Peraltro, se i sintomi persistono o si aggravano, è necessario richiedere una visita medica in modo da avviare esami complementari di approfondimento.

La ricerca sul cavolo

Il cavolo è attualmente oggetto di numerose ricerche, in quanto pare svolgere un'azione protettiva contro alcuni tipi di cancro, in particolare del polmone e dell'apparato digerente. Studi epidemiologici hanno infatti dimostrato che un consumo regolare di cavolo riduce il rischio di cancro, così come quello di malattie cardiovascolari. In quest'ultimo caso ne è stato dimostrato il meccanismo. Le piante crucifere, consumate più di trenta volte al mese, riducono il tasso di omocisteina, un amminoacido contenuto nel sangue. Quindi, una concentrazione eccessivamente alta di questo amminoacido può determinare l'insorgenza di malattie cardiovascolari. Per quanto riguarda la prevenzione del cancro, si è scoperto che i glucosinolati, ovvero dei componenti inattivi del cavolo, si attivano al contatto con un enzima durante la masticazione, producendo così una molecola, la mirosinasi, capace di limitare l'insorgenza di un cancro. Ulteriori ricerche sono ancora in corso in tutt'altro ambito, riguardante il declino cognitivo degli anziani: un assorbimento regolare di cavolo potrebbe infatti rallentare la degenerazione della memoria.

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28/07/2014

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