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Curcuma

Protettore gastrointestinale e potente antinfiammatorio, la curcuma rivela molte altre proprietà del semplice utilizzo nel settore alimentare. Cura, infatti, i disturbi digestivi, attenua i dolori causati da gastriti e altre infiammazioni intestinali e svolge un ruolo protettivo dello stomaco e del fegato. Inoltre, la curcuma potrebbe risultare particolarmente efficace nella prevenzione di alcune forme tumorali. Il suo rizoma è oggetto di ricerche approfondite.

Curcuma
© Getty Images

Tutti i nomi della curcuma

Nome scientifico: Curcuma longa, Curcuma aromatica
Nomi comuni: zafferano delle Indie, turmerico selvatico
Nome inglese: turmeric
Classificazione botanica: famiglia delle zingiberacee(Zingiberaceae)
Forme e preparati: decotti, infusi, estratti secchi, estratti liquidi, tinture

Proprietà terapeutiche della curcuma

Uso interno
Stimolante: la curcuma combatte l'acidità gastrica stimolando le secrezioni del muco; protegge lo stomaco, in particolare dalle ulcere gastroduodenali, e il fegato, riduce le nausee. Antinfiammatorio: grazie alla curcumina, il rizoma è impiegato per la cura delle infiammazioni intestinali e limita le crisi dolorose nei casi di coliti ulcerose. La curcumina è anche efficace contro la gastrite, la pancreatite e l'artrite reumatoide, e utile in caso di edemi postoperatori. Fluidificante del sangue: la curcuma è un coadiuvante nel trattamento dei problemi circolatori e, come tale, consente di ridurre i rischi di attacco apoplettico e di crisi cardiaca. Antiossidante: la curcuma è impiegata nella prevenzione dell'invecchiamento cellulare.

Uso esterno
Antibatterico e antinfiammatorio, la curcuma può essere applicata sotto forma di cataplasmi per la cura di patologie quali l'eczema, la psoriasi o le micosi.

Indicazioni terapeutiche abituali
Disturbi digestivi: dispepsia, mal di stomaco, nausea, inappetenza, pesantezza e flatulenza. Protezione dello stomaco e del fegato. Dolori associati a un'infiammazione intestinale, a coliti ulcerose, ad artrite reumatoide o a pancreatite. Problemi dermatologici: eczema, micosi, psoriasi.

Altre indicazioni terapeutiche note
Prevenzione dell'invecchiamento cellulare, problemi circolatori, dolori mestruali.

Storia dell'utilizzo della curcuma in fitoterapia

La curcuma, e nello specifico, il suo rizoma (ovvero la parte sotterranea), è impiegata non solo come spezia alimentare, ma anche come pianta officinale da tempi immemorabili, in Cina e in India. Se ne trovano testimonianze già in alcuni scritti sanscriti risalenti al 4000 a.C.! La curcuma è peraltro uno degli elementi essenziali della medicina ayurvedica. Le medicine tradizionali di Cina, Thailandia o Indonesia la utilizzano da diversi secoli come stimolante della digestione e nel trattamento dei disturbi associati. L'avvento della curcuma in Europa è contemporaneo a quello del curry portato dai britannici dall'Impero delle Indie. Il riconoscimento delle proprietà terapeutiche della curcuma in Occidente è quindi piuttosto recente. La sua efficacia nel trattamento dei disturbi digestivi è altrettanto nota da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e della Commissione E, un comitato scientifico tedesco incaricato di approvare le proprietà terapeutiche delle piante. La storia della curcuma è destinata a continuare anche in futuro, dal momento che sono in corso diverse ricerche scientifiche che vertono, in particolare, sugli effetti di uno dei suoi principali componenti, la curcumina, nella prevenzione e nel trattamento di alcune forme tumorali.

Descrizione botanica della curcuma

Se si riduce generalmente la curcuma al suo rizoma, come nel caso dello zenzero, si tratta innanzitutto di una pianta perenne a stelo corto, con un'altezza compresa tra i 60 e i 100 cm, e originaria dell'Asia meridionale. Il genere curcuma, simile al cugino banano, raggruppa una quarantina di varietà che hanno in comune foglie lanceolate e un rizoma nodoso di colore giallo o arancio brillante. I fiori di curcuma possono essere di diversi colori, in particolare giallo chiaro per quelli della curcuma longa, utilizzata in fitoterapia.

Composizione della curcuma

Parti utilizzate
In fitoterapia si utilizza il rizoma, ovvero la parte sotterranea della curcuma, che viene trapiantato in pezzi, raccolto dopo diversi mesi, pelato e bollito, e infine ridotto in polvere.

Principi attivi
Curcumina e altri curcuminoidi, resina, composti fenolici, principi amari, olio essenziale.

Uso e posologia della curcuma

Dosaggio
- In polvere, il consumo giornaliero di curcuma può variare da 1,5 e 3 g, ovvero circa l'equivalente di un cucchiaino da tè.
- Un infuso si prepara da dieci a quindici minuti con 1,5 o 2 g di curcuma lasciati in infusione in 150 ml di acqua bollente. La posologia è di due tazze al giorno.
- Per quanto riguarda la tintura, l'apporto giornaliero è di 10 ml.
- Si può preparare un cataplasma mescolando della polvere di curcuma con un po' d'acqua.
- In caso di infiammazione, è possibile assorbire dell'estratto normalizzato di curcuminoidi, in dosi da 300 o 400 mg tre volte al giorno.

Precauzioni d'uso della curcuma

Se la curcuma non ha mai presentato effetti nocivi, a scopo precauzionale, se ne sconsiglia il consumo in dosaggi elevate alle donne incinte. Peraltro, sempre assunta a dosi elevate, la curcuma può causare un'irritazione delle mucose; le persone affette da ulcera gastrica devono quindi utilizzarla con cautela.

Controindicazioni
La curcuma è controindicata in caso di ostruzione delle vie biliari, ad esempio da calcoli.

Effetti indesiderati
La curcuma non presenta effetti collaterali sull'uomo.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari
Come per tutti gli antinfiammatori, gli effetti della curcuma possono moltiplicarsi in seguito all'assunzione concomitante di altre piante caratterizzate dalle medesime proprietà. Per un migliore assorbimento della curcumina è possibile associarle il pepe nero e lo zenzero.

Interazioni con i farmaci
La curcuma può aumentare gli effetti dei farmaci antinfiammatori.

Il parere del medico

Benefici noti
Noto antinfiammatorio, la curcuma contiene un pigmento polifenolico che possiede ben altre virtù che solo quella di conferire la colorazione ai curry e ad altri piatti a base di spezie. Tale pigmento, la curcumina, appunto, è infatti al tempo stesso ipocolesterolemizzante, epatoprotettore e antiossidante. I benefici della curcuma sono evidenti nel trattamento dei disturbi digestivi, così come nell'attenuazione delle crisi dolorose causate da un'infiammazione dell'apparato digerente.

Avvertenze
Si raccomanda di rispettare i dosaggi, senza superare 2 g di curcuma al giorno, e di consultare un medico in caso di aggravamento dei sintomi.

La ricerca sulla curcuma
La curcuma è oggetto di svariate ricerche scientifiche. Già nel 1987, studi clinici condotti in Cina hanno dimostrato che il rizoma può determinare un abbassamento del tasso di colesterolo. Tuttavia, ciò che ormai suscita maggiormente l'interesse dei ricercatori, sono i benefici di questa pianta nella prevenzione oltre che nel trattamento di alcune forme tumorali, nello specifico del cancro del polmone, del seno, della prostata e del colon. La comunità scientifica si limita a costatare che le popolazioni asiatiche sono in media otto volte meno colpite da tali patologie. In seguito, è stato dimostrato che il consumo di curcumina su un arco temporale di diversi mesi determina la regressione di lesioni precancerose come i polipi intestinali. Altri studi hanno dimostrato che, associata alla chemioterapia, la curcumina può favorire la stabilizzazione di un cancro colorettale o del pancreas, se assunta con un apporto giornaliero di 8 g. Infine, questa sostanza aumenterebbe i benefici della radioterapia e della chemioterapia, limitandone gli effetti collaterali. La curcuma interessa molte altre specialità mediche, come la gastroenterologia, la reumatologia e la neurologia; studi clinici sono in programma per i prossimi anni. Le ricerche riguardano anche il morbo di Alzheimer.

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29/07/2014

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