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Griffonia

Originaria dell'Africa occidentale, e da sempre utilizzata dalle popolazioni locali nella medicina tradizionale, questa pianta officinale è apprezzata per le sue proprietà ansiolitiche, regolatrici dell'umore e del sonno, oltre che come coadiuvante nel contesto di una dieta dimagrante. La ricchezza di 5-HTP, un amminoacido che interviene in vivo nella secrezione della serotonina, rende la griffonia una valida alternativa in ambito fitoterapico agli antidepressivi e ad altri neurolettici di sintesi.

Griffonia
© Getty Images

Tutti i nomi della griffonia

Nome scientifico: Griffonia simplicifolia
Nome comune: griffonia
Nome inglese: griffonia
Classificazione botanica: famiglia delle Cesalpiniacee (Caesalpiniaceae)
Forme e preparati: decotti, estratti, compresse, capsule, tinture, creme, pomate

Proprietà terapeutiche della griffonia

Uso interno
Disturbi del comportamento: depressione, ansia, angoscia, aggressività, perdita di autostima. Disturbi del sonno: insonnia, sonno agitato, difficoltà di addormentamento. Disturbi dell'appetito: bulimia, obesità. Disturbi della coordinazione: atassia cerebrale. Sindromi dolorose: cefalee, sindrome  fibromialgica, mestruazioni dolorose. Stato generale: prevenzione dell'invecchiamento, tonicità (azione antiossidante).

Uso esterno
Dermatosi, ferite della pelle, infiammazione cutanea, bruciature (uso nella medicina tradizionale africana).

Indicazioni terapeutiche

Indicazioni terapeutiche abituali
Depressione, angoscia, insonnia, bulimia, cefalea, disturbi del comportamento, rilassamento muscolare

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate
Qualsiasi patologia e/o sintomi per i quali si rendono necessari una regolazione o una migliore concentrazione di una carenza di serotonina nel sangue. Prevenzione dei disturbi dell'umore. Trattamento sostitutivo nei casi di dipendenza da alcuni antidepressivi IRS. Trattamento dell'anemia falciforme (presenza di un principio attivo, il lithospermoside). Combatte l'ossidazione e l'invecchiamento cellulare. Costipazione, pigrizia intestinale, impotenza maschile (nella medicina tradizionale africana).

Storia dell'utilizzo della griffonia in fitoterapia

Le popolazioni dell'Africa occidentale, in particolare del Ghana e della Costa d'Avorio conoscono bene questa pianta ricca di proprietà curative e, da sempre, i loro medici tradizionali hanno saputo utilizzarla per curare una miriade di patologie, ma anche come ricostituente. Occorrerà attendere gli anni '80 perché gli studiosi inizino a interessarsi alla griffonia. Fu proprio il riscontro della sua efficacia nel trattamento dei disturbi dell'umore che permise alla ricerca di adoperarsi per rivelarne il principio attivo, un amminoacido denominato 5-HTP, ad alta concentrazione, e che è un precursore naturale di serotonina, un neurotrasmettitore essenziale secreto dal cervello e che concorre, tra l'altro, alla regolazione dell'umore. Da quel momento la griffonia ha potuto occupare un posto nella fitoterapia occidentale come pianta officinale, considerata il miglior sostituto dei neurolettici di sintesi.

Descrizione botanica della griffonia

La griffonia è una pianta legnosa e rampicante appartenente alla famiglia delle leguminose, che cresce nella savana, tra le sterpaglie, e nella foresta dell'Africa occidentale. Durante la crescita assume presto le sembianze di un albero o un arbusto, la cui altezza può raggiungere i 3 metri. Con la fioritura sbocciano fiori verdi con baccelli neri. Presenta foglie alterne e glabre.

Composizione della griffonia

Parti utilizzate

Tutti gli elementi e le parti (radice, fusto, corteccia, foglie, fiori e semi) sono utilizzabili nella fitoterapia tradizionale e locale, anche se la concentrazione ottimale di 5-HTP è presente nei semi che vengono raccolti ed esportati dopo l'essiccazione.

 

Principi attivi

Questa pianta contiene del 5-idrossitriptofano (5-HTP è il principio attivo precursore della serotonina). Gli altri componenti sono vitamine, antiossidanti e sali minerali: alcaloidi (hyrtioerectina B, 3-carbossi-6-idrossi-β-carboline, hyrtiosulawesina, 5-idrossindole-3-carbaldeide, 5-idrossi-3-(2-idrossietil) indolo, trigonellina, 5-idrossitriptamina, griffonina [1] Lectine (rodamina).

Uso e posologia della griffonia

Dosaggio
La griffonia per uso interno è generalmente acquistabile in farmacia o presso i distributori specializzati nella vendita di integratori alimentari, sotto forma di capsule o compresse con un dosaggio compreso tra 50 e 100 mg di principio attivo (il 5-HTP). Si consiglia di assumerne da 1 a 4 dosi a seconda della concentrazione del prodotto per le patologie trattate abitualmente, di preferenza alla sera, per evitare la sonnolenza nelle ore diurne. Per le preparazioni industriali, un foglietto illustrativo indica le modalità d'uso e i dosaggi, indicazioni che è opportuno rispettare. I trattamenti con la griffonia possono durare da uno a tre mesi. In caso di assunzione permanente, è necessario parlarne al proprio medico curante.
Poiché in Europa la disponibilità di questa pianta in erboristeria è assai rara, è difficile preparare da soli soluzioni per uso esterno. In compenso, in ambito cosmetico e dermatologico vengono commercializzati prodotti (creme, lozioni, pomate, tinture, ecc.) contenenti estratti di griffonia. Anche in questo caso, è necessario attenersi alle modalità d'uso e ai dosaggi riportati nei foglietti illustrativi dei prodotti.

Precauzioni d'uso della griffonia
Non esistono precauzioni d'uso particolari alle dosi terapeutiche indicate. Occorre però prediligere le assunzioni serali per evitare il rischio di sonnolenza diurna e la diminuzione o la perdita del livello di attenzione (attività professionali, conduzione di veicoli e così via). In caso di contraccezione ormonale, le donne dovranno informare il medico riguardo l'assunzione di griffonia e tenerne sotto controllo gli effetti.

Controindicazioni
Gli estratti di griffonia per uso interno non possono essere somministrati in automedicazione ai soggetti epilettici, alle donne in gravidanza o che allattano, e neppure ai bambini.

Effetti indesiderati
Non sono stati riferiti effetti indesiderati alle dosi terapeutiche indicate. Possono comunque verificarsi disturbi intestinali di lieve entità. In questi casi, ridurre le dosi di assorbimento.

Interazioni con piante medicinali o integratori alimentari
Occorre evitare di assumere estratti di griffonia contemporaneamente all'assunzione di iperico (o erba di San Giovanni), genziana o di kawa kawa.

Interazioni con i farmaci
Evitare l'assunzione concomitante di griffonia e ansiolitici di sintesi IRS.

Parere medico

Benefici noti
Una cura di griffonia può costituire una valida alternativa agli ansiolitici di sintesi, consentendo di evitarne gli effetti collaterali (secchezza delle fauci, fiacchezza, perdita di libido), limitando così i rischi associati a somministrazioni di farmaci che creano dipendenza. Per i pazienti che soffrono di bulimia, l'assunzione regolare di griffonia consentirà di ridurre l'appetito in modo naturale, conferendo una sensazione di sazietà. Infatti, l'osservazione di pazienti ospedalieri ha dimostrato che, dopo una settimana di trattamento, riducono naturalmente l'assunzione di cibo, in media del 10%. La griffonia si assume di solito in automedicazione ma, considerando le patologie su cui interviene la pianta, in caso di persistenza dei sintomi, è opportuno consultare un medico.

Avvertenza
In virtù del suo principio attivo, l'assunzione di griffonia influenza i processi biologici di secrezione della serotonina. Un sovradosaggio può scombinare questi meccanismi fisiologici complessi, provocando conseguenze negative sulla salute, e annullare gli effetti benefici ricercati. È quindi tassativo non superare mai le dosi consigliate.

La ricerca sulla griffonia
Alcune équipe di ricercatori, spesso associate all'industria farmaceutica, continuano a studiare le potenzialità dei principi attivi della griffonia per riuscire a sviluppare nuovi farmaci ansiolitici.

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25/09/2014

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