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Fitoterapia: a che punto è la ricerca?

Riconosciuta da molti anni e sottomessa a norme internazionali, europee e italiane, la fitoterapia ha fatto enormi progressi grazie ai numerosi studi scientifici e alla ricerca. Lo sviluppo di queste conoscenze ha contribuito al prestigio e alla popolarità dei farmaci a base di piante.

La ricerca sulla fitoterapia
© Getty Images

Le grandi tappe della ricerca sui farmaci

L’applicazione della farmacologia e della ricerca clinica alle piante medicinali tradizionali ha contribuito allo sviluppo della biotecnologia e dei moderni farmaci. I metodi di ricerca dei farmaci, sempre più standardizzati, hanno infatti portato all’identificazione dei principi attivi contenuti nelle piante e poi alla loro sintesi chimica allo scopo di trovare sostanze più pure e potenti. Questa ricerca ha quindi permesso di creare le cosiddette medicine allopatiche, lontane dalla pianta medicinale.

Attualmente, per ottenere l’autorizzazione per essere immessi sul mercato (AMM), i farmaci allopatici vengono sottomessi a specifiche procedure standardizzate che hanno l’obiettivo di garantire la loro innocuità, la loro efficacia e un equilibrio tra rischi e benefici favorevole. Questi farmaci seguono quindi un cammino lungo e molto costoso perché occorre prima realizzare studi farmacologici approfonditi, poi fare esperimenti su modelli cellulari o animali e infine eseguire test clinici sull’uomo. Questi ultimi vengono condotti confrontando il “farmaco candidato” con un placebo (sostanza senza alcuna attività terapeutica) e in “doppio cieco” (ovvero né il medico né il paziente sanno quale delle due sostanze viene somministrata).

Scienza e ricerca in fitoterapia

I farmaci di fitoterapia sono anche oggetto di studi scientifici che dimostrino la loro efficacia e la loro sicurezza. I dati delle monografie francesi, europee e internazionali hanno permesso agli industriali di creare prodotti più efficaci e più sicuri, ma anche di identificare meglio le eventuali controindicazioni e le interazioni con altre medicinali. Le procedure per i farmaci a base di piante, però, sono ora alleggerite e si basano in parte sull’esperienza relativa al loro utilizzo. Queste conoscenze empiriche sono state via via repertoriate nelle monografie. Studi scientifici, farmacologici e clinici sono stati realizzati per:

  • Analizzare i diversi componenti o principi attivi e i loro effetti;
  • Confermare la loro attività e la loro sicurezza;
  • Ma anche studiare le forme e le presentazioni (forme galeniche) più adatte ed efficaci.

Al fine di migliorare l’efficacia dei farmaci a base di piante, così come un loro sicuro utilizzo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda la ricerca e la valutazione dei metodi di medicina tradizionale, tra cui la fitoterapia. In Europa, l’European Scientific Cooperative on Phytotherapy (ESOP) e l’Agenzia Europa del Farmaco (EMA) contribuiscono all’arricchimento delle monografie e al sostegno della ricerca in fitoterapia. Infine, le autorità sanitarie francesi, attraverso i laboratori farmaceutici, determinano il quadro preciso di produzione dei medicinali a base di piante.

La complessità del totum

In fitoterapia, gli studi farmacologici e clinici in senso stretto, come per esempio quelli realizzati nella ricerca dei farmaci allopatici, hanno un interesse limitato nella pratica. Ciò si spiega con il fatto che in fitoterapia viene impiegato di preferenza l’insieme delle sostanze contenute nella pianta, o perlomeno nella parte della pianta utilizzata per la produzione dei medicinali. Si tratta del totum (la totalità delle sostanze contenute in una pianta), la cui complessità e ricchezza rendono difficile la standardizzazione e spesso vengono associate più piante per un migliore effetto terapeutico che non aumenti i potenziali effetti secondari. Il totum possiede del resto effetti benefici sulla salute, effetti sinergici che variano se i suoi diversi principi attivi sono somministrati separatamente.

Un approccio clinico multidisciplinare

Nella misura in cui il totum si differenzia dal principio attivo per la sua complessità e per la sua origine naturale, e poiché la fitoterapia si basa per buona parte sull’esperienza spesso molto antica dell’utilizzo delle piante a scopo terapeutico, i lavori di ricerca in questo campo sono realizzati con un approccio globale, detto anche olistico. Tale approccio, naturalmente, tiene conto delle attuali conoscenze cliniche e farmacologiche, ma anche di tutti i dati ricavati dalla fisiopatologia dei disturbi e delle malattie, delle nozioni di regolazione dell’essere vivente e dell’adattamento dell’organismo a ciò che lo circonda. L’obiettivo di questo approccio è quello di poter proporre trattamenti che agiscano sia sui sintomi che sulle cause di una malattia, correggendo gli squilibri dei vari sistemi di regolazione dell’organismo.

L’etnofarmacologia in fitoterapia

Un altro approccio multidisciplinare utilizzato in fitoterapia è l’etnofarmacologia, un concetto che va al di là delle piante, dei disturbi e delle malattie. Nel 1991, l’etnofarmacologia è stata definita da Fleurentin e Dos Santos come “lo studio scientifico interdisciplinare dell’insieme delle materie di origine vegetale, animale o minerale e dei saperi o delle pratiche a esso collegate che le culture vernacolari operano per modificare gli stati degli organismi viventi a fini terapeutici, curativi, preventivi o diagnostici”.

Questa disciplina permette così di mettere in relazioni vari saperi complementari: conoscenze terapeutiche tradizionali, approccio fisiologico e clinico, studi farmacologici e studi su modelli sperimentali. L’integrazione di queste conoscenze va oltre l’identificazione delle sostanze attive perché consente di verificare se la pianta in questione ha gli effetti terapeutici attesi nella medicina tradizionale, se è priva di effetti tossici e se esistono eventuali interazioni farmacologiche e controindicazioni. Questi approcci per l’approfondimento delle conoscenze e per lo sviluppo della ricerca fitoterapica sono stati validati dalle istanze sanitarie della maggior parte dei paesi. Sono anzi incoraggiati da alcuni organismi internazionali come l’OMS allo scopo di “promuovere una medicina tradizionale sicura, efficace e accessibile”.

Dott. Jesus Cardenas

Fonti:

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Principi metodologici generali per la ricerca e la valutazione relative alla medicina tradizionale, 2000.

Sito internet dell’ESCOP (European Scientific Cooperation on Phytotherapy).

Christian Duraffourd, Jean-Claude Lapraz. Traité de phytothérapie clinique. Editions Masson, 2002.

Jacques Fleurentin. Du bon usage des plantes qui soignent. Editions Ouest-France 2013.

Dr Jörg Grünwald, Christof Jänicke. Guide de la phytothérapie. Editions Marabout 2007.

Gérard Debuigne, François Couplan. Petit Larousse des plantes médicinales. Editions Larousse, 2013.

Société française d’ethnopharmacologie.

ANSM (Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé. La Pharmacopée Française 11ème édition (consultabile online).

LégiFrance. Code de la santé publique.

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16/05/2014

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