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Tiglio

Il tiglio è apprezzato per le sue virtù antispasmodiche, calmanti e sedative sin dall’Antichità. È conosciuto per i suoi effetti benefici sul sonno, combatte stress e agitazione. I fiori si utilizzano per ridurre le secrezioni nasali e per abbassare la febbre negli stati influenzali. Talvolta è indicato per calmare il prurito e far abbassare la pressione sanguigna.

Tiglio
© Getty Images

Tutti i nomi del tiglio

Nome scientifico: Tilia vulgaris
Nomi comuni: tiglio, tiglio comune
Nome inglese: linden
Classificazione botanica: famiglia delle Tiliaceae (Tiliaceae)
Forme e preparazioni: infusi, decotti, tinture madri, estratti acquosi, soluzioni omeopatiche, miele, capsule

Proprietà medicinali del tiglio

Utilizzo interno
Disturbi nervosi: riduce gli spasmi, le palpitazioni, i mal di testa, le tensioni, le crisi d’angoscia, l’ansia, la stanchezza. Insonnia: favorisce il sonno. Disturbi digestivi: diminuisce gli spasmi e i disturbi digestivi legati allo stress. Disturbi della sfera ORL: cura il raffreddore, riduce le secrezioni nasali, consigliato per far abbassare la febbre.

Utilizzo esterno
Dermatologia: indicato come lenitivo in caso di prurito cutaneo e screpolature.

Indicazioni terapeutiche abituali
Il tiglio è noto per i suoi effetti sedativi. Riduce lo stress e migliora gli stati ansiosi e i disturbi del sonno. Contribuisce inoltre a far diminuire la pressione sanguigna e ha effetti diuretici. Altri utilizzi abituali riguardano l’attenuazione dei disturbi digestivi di tipo spasmodico e di altri sintomi legati ai raffreddori.


Altre indicazioni terapeutiche dimostrate
Il tiglio è proposto come trattamento a lungo termine contro l’ipertensione quando questa è associata all’arteriosclerosi. Lo si consiglierà dunque per trattare gli attacchi di gotta o di reumatismi acuti. I suoi benefici sono riconosciuti per quanto riguarda l’eliminazione delle tossine, grazie alla sua azione tonica sul fegato. Lo si raccomanda in presenza di colesterolo o acido urico. Alcuni fitoterapeuti lo indicano inoltre nell’ambito di una dieta dimagrante o per curare i disturbi della tiroide.

Storia dell’utilizzo del tiglio in fitoterapia

È possibile ritrovare nelle diverse epoche testimonianze di preparazioni a base di fiori o cortecce cotte, macinate e mescolate alle preparazioni culinarie. Il tiglio è da sempre utilizzato per le sue virtù sedative e calmanti. La forma più conosciuta resta la tisana, preparata a partire da fiori e foglie secche e utilizzata sin dal XVI secolo. Nel 1709, il medico del re scriveva che “il decotto del legno del tiglio, soprattutto dei rami giovani, dà sollievo agli idropici” (malati affetti da edema o insufficienza cardiaca). Durante la Seconda Guerra mondiale, le foglie di tiglio secche venivano setacciate in farina, apprezzata per le sue qualità nutritive e per il suo apporto di proteine. Con 1 kg di foglie fresche, si ottenevano fino a 300 g di farina. Il tiglio fa oggi parte delle piante medicinali in libera vendita in Italia. Esiste in Italia una produzione industriale di fiori di tiglio, destinata alla fitoterapia e commercializzata sotto varie forme. 

Descrizione botanica del tiglio

Il tiglio è un albero selvatico e ornamentale la cui altezza varia dai 15 ai 30 m, le foglie sono decidue e i fiori di colore giallo chiaro. Albero molto diffuso in Europa e in Asia Minore, cresce spontaneamente in spazi diversi: foreste, campi, ma anche giardini. Il tronco è piuttosto corto e la sua cima è molto ramificata. La fioritura estiva permette la raccolta dei fiori, raggruppati in forma di grappoli e particolarmente profumati. Le foglie, decidue, sono di colore verde chiaro, dentellate e a forma di cuore. L’interno delle foglie è ricoperto da una sottile peluria lungo le nervature. I frutti del tiglio si presentano sotto forma di piccole capsule. I tigli possono vivere fino a quattrocento anni.

Composizione del tiglio

Parti utilizzate
In fitoterapia si utilizzano i fiori delle diverse specie di tiglio, tra cui la Tilia condata, la Tilia tomentosa o la Tilia platyphyllos. Se ne utilizzano i fiori ma anche le brattee (le parti tra il fiore e la foglia). L’alburno del tiglio è giallastro, a volte rossastro o verdastro, e sprigiona odore di polvere. In fitoterapia lo si utilizza meno. Il miele del tiglio, molto aromatico, è ampiamente apprezzato dagli amatori.

Principi attivi
Il tiglio è costituito principalmente da flavonoidi, dal canferolo e dalla quercetina, da acido (acido caffeico), da mucillaggine (3%), da olio essenziale a base di farnesolo (da 0,05 a 1%) e da tanini. Anche l’alburno del tiglio racchiude polifenoli (floroglucinolo) e tanini.

Utilizzo e posologia del tiglio

Dosaggio
Fiori e brattee si utilizzano principalmente in infusione. Alcuni infusi, standardizzati o mescolati ad altre piante, si trovano in commercio. Il gusto degli infusi è piacevole e apprezzato da tutti i consumatori di tisane.  È possibile realizzare un infuso casalingo.
- Per un infuso: mettere un cucchiaio di fiori di tiglio secchi per tazza. Aggiungere acqua bollente e lasciare in infusione per circa quindici minuti. Il dosaggio raccomandato è di massimo 4 tazze al giorno. È inoltre possibile preparare un infuso a base di foglie di tiglio secche, in alternativa al tè o al caffè.
- Come decotto: far bollire circa 50 g di fiori secchi in un litro d’acqua, poi filtrare. Si consiglia di bere questo decotto alla fine di ogni pasto.
- I fiori e le foglie di tiglio possono essere mescolati alle insalate, a cui aggiungeranno profumo.
- L’alburno di tiglio è commercializzato in diverse forme (fiale, capsule), solo o associato ad altre piante.
- Per calmare prurito e secchezza cutanea, procurarsi dell’acqua floreale a base di tiglio e applicarla sulle zone da trattare.
- In commercio è possibile trovare capsule contenenti estratto secco o polvere totale secca di fiori, brattee o alburno. Dosaggio raccomandato per la polvere totale secca: 1 g, tre volte al giorno, durante i pasti. Dosaggio per l’estratto secco: da 200 a 400 mg, tre volte al giorno, durante i pasti.

Precauzioni per l’uso del tiglio

Nessuna particolare precauzione di utilizzo nelle dosi raccomandate in fitoterapia. In ogni caso, nell’ambito di un trattamento a lungo termine o in gravidanza, è consigliabile chiedere il parere del proprio medico curante.

Controindicazioni
Nessuna controindicazione al tiglio utilizzato in fitoterapia.

Effetti indesiderati
Gli effetti secondari sono molto rari. In caso di assorbimento in grande quantità, il tiglio può provocare disturbi digestivi non gravi (diarrea).

Interazioni con piante medicinali o integratori
Nessuna interazione nota.

Interazioni con farmaci
Nessuna interazione nota.

Il parere del medico

Benefici riconosciuti
Il professor Jean Valnet, medico all’origine della fito-aromaterapia, considera il tiglio un diuretico e un antispasmodico in grado di agire anche sull’ipertensione. Può essere prescritto anche in caso di attacco di gotta e, talvolta, durante le diete dimagranti. Gli infusi preparati a base di fiori e foglie del tiglio sono consigliati per curare il raffreddore o gli stati influenzali, in concomitanza di un trattamento allopatico classico.

Avvertenza
Affinché il trattamento fitoterapico sia ottimale, è auspicabile consumare le preparazioni nelle dosi consigliate. Le preparazioni in commercio rispettano un dosaggio nella norma.  È preferibile chiedere il parere del proprio medico o di un farmacista prima di iniziare un trattamento a lungo termine o se si è in stato di gravidanza.

La ricerca sul tiglio

I lavori condotti sul tiglio e sulle sue proprietà curative si basano essenzialmente sulle sue virtù disintossicanti, calmanti e depurative. Alcune ricerche stanno studiano la sua azione circolatoria. Gli studi condotti sui benefici del tiglio nei casi di epilessia o di nevrosi, invece, sono stati messi da parte.

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30/09/2015

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