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Timo

Il timo, nella sua forma comune, è un’importante pianta della farmacopea, molto diffuso nel territorio italiano, dove cresce spontaneamente. Oltre al suo utilizzo come aroma in cucina, possiede numerose virtù in grado di alleviare una gran varietà di affezioni respiratorie e intestinali. Rappresenta dunque un antisettico a largo spettro e uno stimolante delle difese immunitarie.

Timo
© Getty Images

Tutti i nomi del timo

Nome scientifico: Thymus vulgaris
Nomi comuni: timo, timo comune
Nom inglese: thyme
Classificazione botanica: famiglia delle Lamiaceae (Lamiaceae)
Forme e preparazioni: infusi, oli essenziali, sciroppi e tinture

Proprietà medicinali del timo

Utilizzo interno
Allevia un gran numero di patologie respiratorie: grazie al suo effetto spasmolitico, calma gli accessi di tosse, soprattutto in malattie come pertosse, bronchite, pleurite e altre affezioni della sfera polmonare (per esempio l’enfisema). Lo si utilizza anche per l’asma o per il raffreddore da fieno. Antisettico e antimicotico: allevia le infiammazioni della sfera orofaringea (carie, cure dentali varie) sotto forma di risciacqui della bocca. Diminuisce le secrezioni nasali o rinorrea. Virtù spasmolitiche: allevia disordini intestinali come diarrea, meteorismi, flatulenza, colopatie varie.

Utilizzo esterno
Per numerose patologie dermatologiche, le sue virtù antivirali, antibatteriche e antisettiche sono utili nel trattamento delle micosi, delle piaghe, della scabbia, dell’herpes e, più in generale, nella cura di un vasto pannello di affezioni cutanee che comprende anche l’herpes zoster.

Indicazioni terapeutiche abituali
Affezioni respiratorie della sfera O.R.L.: asma, bronchite, pleurite, raffreddore da fieno, pertosse, faringite, otite, enfisema, raffreddore, rinite, rinofaringite. Disordini digestivi e intestinali: meteorismi, diarrea, flatulenze, ma anche ulcera da Helicobacter pylori. Affezioni cutanee: dermatite, couperose, scabbia, herpes, herpes zoster, varicella, micosi, piaghe, punture d’insetti, pediculosi. Affezioni del cavo orale e dentali: carie, alito cattivo, stomatite, afte, gengivite.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate
Negli ultimi decenni, gli scienziati hanno evidenziato le proprietà antinvecchiamento e antiossidanti del timo. Alcune varietà di timo, tra cui il timo da paracimene, sono utilizzate per alleviare affezioni osteoarticolari come reumatismi e artrosi.

Storia dell’utilizzo del timo in fitoterapia

Presente su tutto il bacino mediterraneo, questa pianta si utilizza sin dai tempi più antichi, già a Sumer 5000 anni fa, o in Egitto, dove la si impiegava per imbalsamare i morti. Nell’antica Grecia lo si usava per purificare l’aria. Per via delle sue origini mitologiche, è anche simbolo di coraggio.  Ma è soprattutto a partire dal Medioevo che le sue virtù medicinali iniziano a essere riconosciute: lo si utilizza per lottare contro le epidemie, soprattutto di lebbra o peste. A partire dal XVI secolo, viene segnalato nei trattati di medicina per curare un’ampia varietà di affezioni. Tuttavia, bisognerà attendere il XIX secolo perché i suoi componenti attivi siano repertoriati, poiché nel secolo precedente il timo era utilizzato soprattutto per fini aromatici.

Descrizione botanica del timo

Pianta originaria del bacino mediterraneo, si presenta sotto forma di un sotto-arbusto di tipo vivace e particolarmente folto, dai fusti quadrangolari e legnosi e dalle foglie sessili. Queste ultime sono piuttosto piccole, di forma appuntita e di colore grigio-verde. Le sue dimensioni possono raggiungere i trenta centimetri e il suo fiore presenta un colore rosato. Piccolo, da 4 a 6 millimetri, si raggruppa in spighe foliacee ed è visibile da giugno a ottobre. La pianta preferisce i terreni rocciosi, aridi e molto soleggiati, e può crescere e raggiungere altezze superiori ai 1500 metri. La raccolta si effettua in genere alla fine dell’estate.

Composizione del timo

Parti utilizzate
In farmacopea, si usano esclusivamente le parti aeree, soprattutto, quelle della foglia e del fiore, che vengono essiccate.

Principi attivi
I componenti del timo sono piuttosto numerosi, in particolare nei suoi oli essenziali: il timolo, un potente antisettico; il geraniolo, antimicotico e antivirale (per la pelle); il linalolo, antimicotico (per le affezioni di tipo candidosi) e vermifugo. Gli oli essenziali contengono diversi componenti, in particolare il paracimene (o p-cimene, analgesico) e il borneolo.
Il timo contiene anche flavonoidi (apigenolo, luteololo, ecc.). Il timo fresco è inoltre una fonte importante di vitamina C, mentre il timo secco lo è di calcio, manganese e vitamina K.

Utilizzo e posologia del timo

Dosaggio
- Il consumo più semplice è sotto forma di tisane o infusi, che possono essere assunti fino a tre volte al giorno in caso di stanchezza generalizzata o stati febbrili, soprattutto in presenza delle tipiche infezioni ORL come raffreddore, rinite, faringite, ecc. In quel caso si preparerà un infuso con alcuni grammi di pianta essiccata immersi in acqua bollente. Ciò darà sollievo al mal di gola e agli eccessi di tosse.
- Per affezioni più severe, è preferibile utilizzare gli oli essenziali. Nell’uso esterno, l’olio essenziale diluito può essere applicato direttamente sulla zona da trattare. Tuttavia, per la prescrizione e l’utilizzo degli oli essenziali, è opportuno chiedere il parere di un medico, soprattutto per la diluzione necessaria (ad altezza del 15% circa).
- Nell’assunzione per via orale, non superare le 5 gocce al giorno.
- Sotto forma di sciroppo, in particolare per lenire il mal di gola e gli accessi di tosse, potrà essere assunto nella misura di un cucchiaio tre volte al giorno.

Precauzioni d’uso del timo

L’utilizzo del timo in fitoterapia non necessita di precauzioni particolari; inoltre, è molto poco allergenico. Per l’utilizzo dei suoi oli essenziali, tuttavia, è preferibile consultare uno specialista
Controindicazioni
Le persone che seguono un trattamento anticoagulante devono stare attente ad avere un consumo relativamente scarso di timo, allo scopo di limitare gli apporti di vitamina K presente in questa pianta, che partecipa al processo di coagulazione del sangue. Le persone allergiche alle piante della stessa famiglia del timo (per esempio la menta) devono assumere con precauzione gli oli essenziali in caso di sensibilità incrociata. In generale, l’utilizzo degli oli essenziali è sconsigliato alle donne incinte.

Effetti indesiderati
In caso di scarsa diluzione, l’olio essenziale può risultare irritante per le mucose delicate. Inoltre può essere moderatamente ipertensiva. In quel caso, le persone sotto trattamento anti-ipertensivo dovranno fare attenzione a non assumerne troppo.

Interazioni con altre piante medicinali
Nessuna interazione nota.

Interazioni con farmaci
Nessuna interazione nota.

Il parere del medico

Benefici riconosciuti
Il timo è presente ovunque nella farmacopea mondiale e in numerosi farmaci, soprattutto in quelli per il cavo orale o per la sfera ORL. La sua potente azione è molto utilizzata per calmare gli accessi di tosse in alcune affezioni polmonari come la bronchite acuta. Si tratta di una delle piante più raccomandate a questo scopo. Molti Paesi, così come l’OMS, hanno ufficialmente riconosciuto il timo per le numerose finalità qui menzionate. I campi della ricerca sono ancora aperti a nuovi utilizzi, soprattutto come antiossidante.

Avvertenza
Per quanto riguarda l’utilizzo degli oli essenziali di timo, occorre fare attenzione alla loro diluzione. Consumato puro, può risultare irritante a livello delle mucose e provocare complicazioni molto severe. Per qualsiasi assunzione per via orale, occorrerà chiedere sistematicamente il parere dello specialista.

La ricerca sul timo

Si basa soprattutto sulle associazioni con altre piante e sulla sua proprietà antiossidante, ora identificata, che potrebbe avere un ruolo nella prevenzione di alcuni tumori e processi tumorali. Il timo potrebbe avere inoltre un interesse contro le malattie autoimmuni.

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30/09/2015

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