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Uva ursina

L’uva ursina, o Arctostaphylos uva-ursi, è un piccolo arbusto apprezzato per le sue foglie utilizzate per il buon funzionamento del sistema urinario. È uno delle migliaia di antisettici urinari naturali esistenti.

Uva ursina
© Getty Images

Tutti i nomi dell'uva ursina

Nome scientifico: Arctostaphylos uva-ursi
Nomi comuni: uva ursina, uva ursina comune, uva d’orso, orsella
Nomi inglesi: kinnikinnick, pinemat manzanita, bearberry
Classificazione botanica: famiglia delle ericacee (Ericaceae)
Forme e preparazioni: infusi, decotti, tinture madri, polveri, pastiglie, estratti di uva ursina.

Proprietà medicinali dell’uva ursina

Uso interno
Infiammazioni delle vie urinarie, incontinenza e ritenzione idrica, calcolosi urinarie, diarrea, dissenteria, enterocolite, ematuria, menoraggia, emottisi, leucorrea.

Uso esterno
In cosmetica si usa per attenuare le imperfezioni e le macchie cutanee dovute a un eccesso di melanina. L’estratto di uva ursina svolge un’azione regolatrice sulla formazione della melanina.

Indicazioni terapeutiche abituali
La foglia di uva ursina è un diuretico e un antisettico urinario. È astringente e funziona da sedativo. Viene utilizzata per disinfettare l’apparato urinario in caso di cistite acuta o cronica, nell’ambito di un’uretrite, nefrite o pielite. Consente di prevenire le cistiti recidivanti. Attenua la sensazione di bruciore durante la minzione e i sintomi dell’incontinenza o della ritenzione urinaria. Cura e previene la calcolosi renale e la colica nefritica.

Altre indicazioni terapeutiche dimostrate
L’uva ursina possiede proprietà antibatteriche. Può essere utilizzata per il trattamento della diarrea e delle perdite bianche. Ha una reale efficacia nei problemi legati alla sfera urogenitale. L’arbutina presente nelle sue foglie viene metabolizzata solo nelle vie urinarie. È lì che si degrada in glucosio e in idrochinone. In questo modo l’uva ursina libera il suo principio attivo esattamente laddove è necessario, né prima né dopo.
L’uva ursina si utilizza anche in cosmetica sotto forma di estratto. Quest’ultimo ha la proprietà di regolare la formazione di melanina permettendo quindi di equilibrare la colorazione della pelle. L’estratto di uva ursina si utilizza invece per attenuare le imperfezioni della pelle o della carnagione.

Storia dell’utilizzo dell’uva ursina in fitoterapia

L’uva ursina si trova principalmente nelle regioni circumpolari, nelle latitudini nord, in alta quota. La prima citazione scritta riguardante l’uva ursina rimonta al XIII secolo e si trova in un erbario gallese. François Rabelais ne riconosceva le virtù nella cura del mal di reni o della vescica. A partire dal XVI secolo questa pianta viene utilizzata in Francia per sciogliere piccoli calcoli urinari. Gli Indiani d’America la utilizzavano anche per combattere alcuni disturbi urinari, per curare molte malattie veneree e contro l’obesità. Secondo Marco Polo, i cinesi la utilizzavano sia come diuretico sia per dar sollievo alle persone affette da problemi urinari. I coloni americani la impiegavano invece contro la nefrite.

Descrizione botanica dell’uva ursina

L’uva ursina è un arbusto a forma di cuscino. Cresce con facilità nei climi freddi e soleggiati, su qualunque tipo di terreno. Questo cespuglio dai lunghi fusti rampicanti può raggiungere un’altezza che va dai 15 ai 30 cm. Le foglie sono persistenti, ovali e di colore verde scuro brillante. I piccoli fiori a forma di campana possono essere bianchi o rosa, mentre le bacche mature diventano scarlatte, tra luglio e ottobre. Gli orsi adorano queste bacche, da qui il nome “uva ursina”.

Composizione dell’uva ursina

Parti utilizzate
Dell’uva ursina si utilizzano soprattutto le foglie; queste sono ricche di arbutina, un antisettico urinario. Le foglie si raccolgono alla fine dell’estate, vanno messe a essiccare per poi estrarne il principio attivo.

Principi attivi
Glucosidi fenolici, arbutine (fino al 17%), tannini gallici ed ellagici; flavonoidi; triterpeni pentaciclici; allantoina; iridoidi. 

Utilizzo e posologia dell’uva ursina

Dosaggio
- Come infuso: da 20 a 30 grammi di foglie per litro d’acqua. Si raccomanda di bere 3-4 tazze al giorno. Per le donne pronte per partorire: 30 grammi di foglie per litro d’acqua, assumere da 3 a 4 tazze ogni ora.
- Come decotto: da 10 a 15 grammi di foglie per litro d’acqua bollente, lasciar cuocere poi a fuoco lento per mezz’ora.
- Come tintura madre: da 50 a 90 gocce al giorno per un breve periodo.
- In polvere: da 2 a 8 grammi, oppure in pastiglie da 250 mg. Seguire una cura di dieci giorni e assumere da 4 a 6 pastiglie lontano dai pasti. Una o due dosi al giorno come trattamento preventivo, per dieci giorni, ogni due mesi.

Precauzioni d’impiego dell’uva ursina

Esistono alcune controindicazioni ed effetti indesiderati di cui bisogna tener conto prima di assumere l’uva ursina.

Controindicazioni
L’assunzione di uva ursina è fortemente sconsigliata alle donne incinte perché c’è il rischio di un parto prematuro. Da evitare anche durante l’allattamento e in caso di infezione o insufficienza renale. Non deve essere assunta da bambini al di sotto dei dodici anni. Si sconsiglia di fare cure più lunghe di dieci giorni e si raccomanda di limitarsi al numero di cinque cure all’anno al massimo.

Effetti indesiderati
I tannini possono provocare un’irritazione gastrica, si consiglia di aggiungere qualche foglia di menta al decotto. Potrebbero comparire alcuni effetti secondari come disturbi gastrici, nausee o vomito. Inoltre le urine potrebbero assumere un colore verde-marrone.

Interazioni con piante medicinali o integratori
L’uva ursina non deve essere associata a succhi di frutta acidi, come quelli degli agrumi o delle prugne.

Interazioni con i farmaci
Non bisogna associare l’uva ursina con farmaci acidificanti delle urine.

Il parere del medico

Benefici riconosciuti
L’uva ursina è riconosciuta per la sua reale efficacia sui diversi problemi della sfera urogenitale. È un efficace antisettico e batteriostatico. Sin dal Medioevo è nota per la sua azione diuretica e antisettica naturale sulle vie urinarie. L’arbutina contenuta nelle foglie uccide i batteri dell’urina. In associazione con la rosa selvatica, l’uva ursina apporta un reale benessere, allevia le infezioni delle vie urinarie e consente di dare sollievo in caso di cistite.

Avvertenza
Per essere pienamente efficace, l’uva ursina va assunta quando le urine sono alcaline. Ecco perché non deve essere associata a succhi di frutta o alimenti acidi. È più attiva se si adotta un regime alimentare povero di carni, privo di agrumi e associato al consumo di acqua ricca di bicarbonato di sodio. Si raccomanda inoltre di bere molto durante il trattamento (almeno due litri di acqua al giorno). In ogni caso, è preferibile consultare un medico o un farmacista e rispettare le dosi indicate.

La ricerca sull’uva ursina

I ricercatori si sono interessati all’uva ursina soprattutto per via delle sue proprietà antisettiche. La macerazione dell’uva ursina permetterebbe inoltre di attenuare le macchie e le imperfezioni cutanee schiarendo la pelle. Se mescolata all’olio di canapa, penetra nella pelle e agisce sulle quantità eccessive di melanina. 

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23/06/2015

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