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La sofrologia prenatale

Creata nel 1960 dal Dottor Caycedo, la sofrologia permette di approdare alla presa di coscienza e alla conoscenza di se stessi. È particolarmente indicata per il miglioramento delle condizioni durante il parto. Questa tecnica consente alla donna di controllare il parto e non più di subirlo.

La sofrologia prenatale
© Getty Images

Vivere appieno l'evento accompagnando il proprio bambino è possibile qualora venga messa in atto opportuna assistenza medica (scatenamento del parto, peridurale, ecc.).

La preparazione

La preparazione, che ha solitamente inizio durante il terzo trimestre di gravidanza, avviene sia in gruppo sia individualmente sotto la direzione di un'ostetrica. Il rilassamento, il controllo del respiro e del mollare la presa permettono di raggiungere uno stato limite tra la veglia e il sonno. In questa condizione, la donna impara e visualizzare alcune parti del corpo e ad agire su di esse. L'ostetrica fa anche sentire e visualizzare il vissuto del bambino durante le contrazioni e al momento dell'espulsione. Preparata alle diverse fasi del parto, la donna non si lascerà sopraffare dalle sensazioni di quel momento. Il padre partecipa, in qualche modo, alla preparazione. Impara a massaggiare la compagna, aiutandola a rilassarsi…

Il parto

Il controllo della respirazione è utile per diverse ragioni. In particolare, permetterà di:

•    Controllare il dolore delle contrazioni uterine, rilassando il corpo;
•    Recuperare tra una contrazione e l’altra;
•    Spingere nel modo giusto al momento della nascita.


La donna che si è preparata a questo evento non si lascia più dominare dal suo corpo. Ad esempio, si addormenta qualche secondo o reagisce al dolore senza lasciarsi sopraffare. Ossigena il più possibile il suo corpo e il bambino; proprio perché la donna è consapevole dello sconvolgimento che caratterizza la nascita del bambino, lei lo accompagna e lo rassicura. Al momento dell’espulsione, anziché aggrapparsi alle staffe, rilassa tutto il corpo e spinge servendosi del respiro. Prendendosi in carico, la donna favorisce la smedicalizzazione del parto e lo rende un momento intenso, superando la sofferenza che lo accompagna.

Marianne Chouchan

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04/05/2010

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