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Riabilitazione equestre: la terapia a cavallo

Riconosciuta ormai a livello mondiale, la riabilitazione equestre viene utilizzata dagli specialisti del settore nei casi più importanti ove la riabilitazione classica non arriva al suo scopo. Che legame c’è tra l’uomo e il cavallo? In cosa consiste il programma di rieducazione?

Riabilitazione equestre: la terapia a cavallo
© Getty Images

Legame uomo/cavallo nell'ippoterapia

Da sempre il cavallo ha per l’uomo una valenza simbolica molto forte, essendo stato spesso descritto da poeti e filosofi come incarnazione di potenza, forza e libertà: gli antichi consigliavano di cavalcare in caso si fosse affetti da ansia, insonnia o depressione perché il gesto è in grado di rilassare e migliorare il contatto con la natura rappresentata dall’animale. Quest’ultimo ha sempre suscitato nell’uomo grande rispetto e cura, essendo in passato l’unico mezzo di locomozione veloce che si conoscesse. Fedele compagno ed elegante destriero, il cavallo ha avuto e ha un legame fortissimo con chi lo cavalca, riuscendo a tirar fuori delle emozioni ataviche di affiatamento reciproche. È un animale che vive in gruppo e che sottosta a regole e gerarchie di natura ben definite: quando il capo branco è l’uomo, accetta di buon grado comandi e disciplina impartita, mostrando attaccamento e dedizione al suo superiore, il quale a sua volta ricambia con cure e affetto. Quando il cavallo interagisce con un disabile, non fa differenza e il soggetto riesce a non sentirsi “diverso”, cosa che spesso accade quando è all’interno della società delle persone. Si comprende quindi l’efficacia della terapia di riabilitazione equestre, coadiuvata anche dal senso di rilassamento provato dalla persona che la pratica.

Terapia del cavallo: metodologie

Negli anni Settanta nasceva in Italia l’idea di una riabilitazione in cui il cavallo collaborasse nel recupero dei pazienti affetti da alcuni gravi deficit fisici o reduci da problemi neuromotori, come paralisi cerebrali, sindromi psichiatriche, spasticità, traumi cranici e ictus. La Therapeutic Riding è risultata poi utile nei casi di cecità, sordità, mutismo e molte patologie quali autismo, depressione, psicosi varie e demenza. Col tempo l’efficacia di questo tipo particolare di riabilitazione è stata comprovata scientificamente e oggi sono molti i centri che offrono questo tipo di terapia. È indicata già a partire dai 2 anni di età e può essere praticata sino all’età adulta qualora il medico la prescriva.

Negli anni Ottanta si è stabilito quali fossero le diverse metodologie in cui la riabilitazione equestre potesse essere suddivisa: ippoterapia, rieducazione equestre e volteggio, equitazione sportiva per disabili e attacchi. La prima – la “hippotherapy” – è destinata a coloro che non riescono a mantenere la postura eretta e quindi a cavalcare in modo indipendente e serve a stimolare la capacità propriocettiva del soggetto; la seconda – la “remedial/educational riding and vaulting” – prevede la supervisione di un terapista e viene svolta montando in sella per migliorare le capacità cognitivo-prassiche; la terza – “sport riding for the disabled” – consiste nell’autonoma guida dell’animale da parte del disabile, che a volte arriva anche a raggiungere livelli agonistici mirando fv5al raggiungimento di obiettivi relazionali. L’ultima metodologia consiste negli attacchi – “driving” – in cui i soggetti sono stimolati al miglioramento del rispetto di regole gerarchiche di collaborazione nei gruppi e delle sequenze spazio-temporali.

L’équipe di specialisti che si occupano di riabilitare i pazienti attraverso l’utilizzo del cavallo è molto variegata: fisioterapisti classici ed equestri, fisiatri, logopedisti, neuropsichiatri, neurologi, psichiatri e psicologi seguono i pazienti in ogni fase della riabilitazione. Generalmente è composta da più sedute a cavallo di mezz’ora ciascuna, che si integrano alla terapia “a terra” che consiste nell’avere cura del cavallo strigliandolo e dandogli da mangiare.

Benefici dell'ippoterapia

I campi di applicazione della riabilitazione equestre sono molti: i pazienti che ne giovano possono essere affetti da sindrome di Down, deficit linguistici e dell’apprendimento, deviazioni della colonna vertebrale, miastenia, disturbi dell’attenzione, schizofrenia e diversi tipi di disabilità ma trovano grandi benefici in questa terapia innovativa. Inoltre, il rafforzamento del tono muscolare e del senso dell’equilibrio si aggiungono al miglioramento generale del fisico del paziente; dal punto di vista psicologico, il contatto fisico con il cavallo giova alla mente e agisce come antidepressivo naturale.

Riabilitazione equestre: associazioni e formazione

La Federation of riding for the disabile international (www.frdi.net) raggruppa tutte le associazioni no-profit che nel mondo si occupano di promuovere e praticare la riabilitazione equestre, tra cui l’Associazione nazionale per la riabilitazione equestre (www.cnranire.com) e la Federazione italiana sport equestri (www.fise.it). A Firenze è nato il primo corso di studi universitario destinato ad apprendere questa disciplina: la facoltà di Medicina e chirurgia, in particolare il dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche, ha istituito sotto la cattedra di Neuropsichiatria infantile il primo master universitario di primo livello in Riabilitazione equestre, della durata di 400 ore, che ha lo scopo di formare i coordinatori tecnici di questa disciplina. Collabora con l’associazione no-profit LAPO – Associazione italiana famiglie, enti e professioni contro le malattie neurologiche e psichiatriche dell’età evolutiva (www.associazione-lapo.it) che si occupa da molti anni di migliorare le condizioni di vita dei bambini disabili attraverso proprio la rieducazione a cavallo.

La riabilitazione equestre risulta essere importante a livello internazionale e di alto rilievo qualitativo nel panorama delle tecniche rieducative: visti i notevoli risultati ottenuti nel mondo ci auguriamo che si continui in modo sano ad intendere il rapporto uomo-animale, uniti da sempre sotto una reciproca e rispettosa collaborazione.

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25/08/2011
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