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L’algologia: la terapia del dolore

Sempre più persone soffrono di dolori diffusi in tutto corpo, difficili da spiegare. La medicina e la psicologia catalogano questo fenomeno dal punto di vista scientifico e creano quella che viene chiamata terapia del dolore, o algologia, per curare i pazienti. Scopri di cosa si tratta con Doctissimo.

Dolore e condizione economico-sociale

La terapia del dolore
© Thinkstock

Sebbene il progresso e la scienza stiano facendo passi da gigante per migliorare la qualità della vita di tutti noi, molte persone non riescono a vivere in maniera serena, somatizzando il loro stato di malessere sul corpo. Purtroppo, questo comportamento conduce a quello che viene definito dolore cronico, ovvero una condizione fisica particolare per cui il soggetto si trova ad accusare dolore si denti, mal di testa, mal di schiena e quant’altro in maniera permanente, senza essere in grado di determinarne né la causa né tantomeno la cura. In questo secolo, ma anche nello scorso, l’uomo ha assistito ha enormi cambiamenti dal punto di vista sociale e economico, che inevitabilmente lo hanno segnato più di quanto si potesse immaginare: infatti, il contesto socio-economico di riferimento è uno dei punti da cui partire per cercare di capire come aiutare coloro che di dolore soffrono tutti i giorni. In Europa, i malati di dolore cronico dovuto ad una condizione psicologica particolare, sono circa il 20% della popolazione adulta (secondo dati ANSA). Attenzione però a non confondere il dolore cronico di chi ha una malattia fisica come il cancro con chi sente la sofferenza provenire, in realtà, da dentro di sé.

Quali cure per il dolore cronico?

Nell’agosto 2012, a Milano, si è tenuta la quattordicesima edizione di un congresso importante dal punto di vista del dolore cronico nella popolazione: medici di tutto il mondo hanno messo in luce le ultime novità nel campo dello studio del dolore, elencando i disturbi di cui si soffre di più. Prevedibilmente, il mal di testa la fa da padrone, insieme a difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stanchezza generale, stati d’animo depressivi, attacchi di ansia o di panico e malattie croniche dell’apparato digerente (come il morbo di Crohn, che sembra possa avere un legame con il fenomeno tutto occidentale dell’industrializzazione). I medici sono chiari: è la mente che governa il corpo: i centri nervosi che determinano le sensazioni di dolore non lavorano come dovrebbero e la soglia di tolleranza si abbassa.

In ambito medico, il trattamento terapeutico che aiuta a superare questa condizione si chiama algologia, meglio conosciuta come terapia del dolore. Partendo dal presupposto che, ad uno stadio avanzato della condizione psicologica che porta a sentire dolore, i neurotrasmettitori inviano e ricevono impulsi sbagliati, si è elaborata una cura che consente l’uso di sostanze particolari per inibire il dolore e alleviare le sofferenze. Tali sostanze sono degli analgesici anche derivati dall’oppio, Fans e potenti antidepressivi, che agiscono in ragione dell’inibizione del dolore alla fonte, ovvero nel cervello, ma vengono utilizzati soprattutto nei casi di dolori reali dovuti a malattie terminali. Ci sono però altre terapie meno invasive che vengono messe in atto nella terapia del dolore: l’ipnosi è una di queste. Questa forma di psicoterapia ha successo in un caso su due: consiste nell’indurre il paziente ad alleviare il dolore generato dalla sua mente proprio grazie ad essa. Prendendo consapevolezza di possedere un potere sul suo corpo, il soggetto riesce e riuscirà anche da solo a controllare i propri disturbi e a farli pian paino scomparire. Certo, bisogna dapprima prendere consapevolezza che il dolore che si sente ha cause profondamente psichiche, ma su questo interviene lo psicologo che lavora necessariamente in sinergia col medico.

Nel trattamento del dolore cronico intervengono anche l’agopuntura e la modulazione neurologica, che agisce attraverso degli elettrodi posti sotto pelle e posizionati tra la testa fino a tutta la spina dorsale. Attraverso impulsi elettrici il dolore viene placato in maniera meccanica.

Lo sbaglio più comune che si fa quando si parla di dolore cronico dovuto a cause psicologiche è credere che tale dolore non esista ma sia semplicemente frutto dell’immaginazione di colui che lo accusa. In realtà, i disturbi sono reali, anche se sono generati dalla psiche e, paradossalmente, possono essere più forti di quelli causati da una condizione fisica di malattia.

Per approfondimenti, consulta il sito della IASP – International Association for the Study of Pain, Dolore doc oppure quello del Ministero della Salute, su cui è presente il testo della legge n. 30 del 2012, che prevede che i malati terminali o che presentano notevoli sofferenze a livello fisico, possano essere trattati farmacologicamente con medicinali specifici in grado di alleviare la sensazione di dolore. Trattasi di cure palliative al dolore cronico ma questa legge rappresenta un passo in direzione di una maggiore consapevolezza del peso sociale che dolore e sofferenze arrecano all’uomo.

Pubblicato il 28/09/2012Commenta

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