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Chiarito il mistero sull'omeopatia?

Oggetto di animate controversie, l'omeopatia non smette di attirare una folta schiera di appassionati. Malgrado il successo straordinario, il principio di diluizione rimane scientificamente non dimostrabile. Anche se una recente scoperta coreana ha riacceso il dibattito.

Chiarito il mistero sull'omeopatia?
© Jupiter

La spiegazione degli effetti terapeutici dell'omeopatia si scontra con un ostacolo difficile da superare: alle altissime diluizioni utilizzate per produrre i medicinali omeopatici, nel prodotto finito non rimane più il benché minimo elemento del principio attivo. Chi crede nell'efficacia di questa medicina deve, quindi, ammettere che esiste un fenomeno fisico per cui le molecole lascerebbero traccia nell'acqua. Ed è proprio questo tipo di fenomeno che Jacques Benveniste tendeva a dimostrare nei suoi studi sulla memoria dell'acqua, pubblicati nel 1988. Questi risultati, pur aspramente contestati, non hanno mai potuto essere confermati da altre équipe di studiosi.

L'acqua non disperde le molecole!

Cosa accade quando una sostanza viene diluita in acqua a cui si aggiunge ancora dell'acqua? L'ipotesi di partenza è che le molecole della sostanza di origine si disperdano sempre più in modo regolare man mano che la soluzione è importante.
Ma questo postulato è stato rimesso in discussione da alcuni chimici della Corea del Sud*. Dallo studio delle molecole disciolte in acqua, hanno osservato, per caso, il prodursi di un fenomeno veramente strano. Quando si aggiunge acqua alla soluzione, le molecole tendono ad avvicinarsi le une alle altre per formare degli aggregati. Più la diluizione aumenta, più le molecole si agglutinano formando ammassi molecolari sempre più grandi.

Infatti, più la soluzione iniziale è diluita, più gli aggregati aumentano di volume, riuscendo anche a raggiungere dimensioni cinque o dieci volte maggiori rispetto a quelle degli aggregati contenuti nel prodotto di partenza.
A seconda che contengano o meno questi aggregati molecolari, i farmaci omeopatici preparati a partire da queste soluzioni diluite conterranno più molecole del previsto, meno, o addituttura nessuna.

Verso una spiegazione dell'omeopatia?

La maggior parte delle preparazioni omeopatiche è ottenuta seguendo la tecnica delle alte diluizioni: una parte della sostanza attiva viene diluita in 99 parti di acqua (diluizione centesimale); una parte della soluzione ottenuta viene nuovamente diluita in 99 parti di acqua e così di seguito fino a ottenere la diluizione desiderata. Al termine
di ogni fase del processo di diluizione, si agita il flacone (succussione) almeno cento volte per "dinamizzare" la soluzione, quindi si sostituisce il flacone per evitare che del principio attivo aderisca alle pareti.

I livelli di diluizione testati dagli studiosi (diluizione di 6 volte il volume iniziale) non corrispondono, quindi, alle altissime diluizioni, che costituiscono il fondamento dell'omeopatia, ma alle diluizioni più moderate utilizzate per alcune preparazioni.

Preparazione dei medicinali omeopatici

Questi medicinali omeopatici meno diluiti potrebbero, quindi, casualmente contenere più principio attivo di quanto si desiderasse in partenza. Questa "super concentrazione" non si allontana forse dai principi dell'omeopatia? In realtà, questo studio può apportare una validità scientifica all'omeopatia? A fatica, sottolinea in primo luogo il carattere aleatorio delle preparazioni omeomatiche meno diluite.
In un'intervista concessa alla rivista "New Scientist", Peter Fisher, direttore delle ricerche mediche presso il Royal Homeopathic Hospital, ritiene che "queste osservazioni non dimostrano l'efficacia dell'omeopatia. Ma tutto questo è molto incoraggiante".

Questi risultati, infatti, dovranno essere verificati e ripetuti da altre équipe per non fare la stessa fine degli studi realizzati sulla memoria dell'acqua. Non dimentichiamo che, da un punto di vista terapeutico, nessuno studio è mai stato in grado di stabilire senza qualche ambiguità l'efficacia dell'omeopatia.

* Chemical Communications (2001, p. 2224) Dr.ssa Chantal Guéniot

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04/05/2010
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